Latina, appuntamento con Roberto Costantini sulla terrazza dell’Hotel Miramare

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Venerdì 5 agosto grande appuntamento con la rassegna “Libridamare”, sulla terrazza dell’Hotel Miramare a Latina Lido. A partire dalle 18.30 verrà presentato l’ultimo straordinario successo di Roberto Costantini, preceduto da Claudia Saba, e seguito da Giovanni Garufi Bozza.

Comincia la Saba con ‘Era mio padre’ (Diamond), presentato dall’editore Simone Di Matteo. La storia di Claudia è quella di una donna mai stata bambina, mentre quella di Sara è la storia di un abuso negato tra le pieghe dei silenzi della stessa donna. Oggi Claudia è la bambina che Sara sarebbe voluta essere, e viceversa. Tutto ciò che non viene compreso, viene agito. Questo, ciò che spesso, è chiamato destino. Sara è riuscita a crearsi una vita quasi perfetta: ha sposato l’uomo che ama e con lui ha costruito una famiglia. Sembra tutto compiuto, come un cerchio che si chiude, fino a quando le pareti sulle quali aveva costruito la sua favola iniziano a scricchiolare. Il marito bellissimo si rivela essere in realtà un uomo irascibile e violento. L’elenco di giustificazioni che Sara dà a sé stessa è quello tipico di una donna che subisce violenza tra le mura domestiche dal proprio partner, e innamorata rifiuta di ammettere quanto sta accadendo reinterpretando la realtà al fine di alleviare il dolore. Quando all’ennesimo episodio di violenza Sara inizia a chiedersi perché accetta tutto questo, troverà il coraggio di chiedere aiuto e inizia un percorso di psicoanalisi. Sarà questo il momento in cui le porte che l’inconscio aveva serrato a sua difesa, come una fortezza contro i nemici, si spalancheranno tutte insieme, violentemente, lasciando liberi quei fantasmi fino ad allora messi a tacere. Ricordi di un passato doloroso emergeranno in tutta la loro drammaticità, costringendo Sara a fare i conti con un passato che ritorna per restituirle i cocci di un’infanzia violata. Sara si scopre donna tradita e bambina mancata, “abbandonata alla mercé di un padre disturbato. Orfana di una mamma ancora viva”.

A seguire torna un grande Roberto Costantini con ‘La moglie perfetta’, presentato dal giornalista Gian Luca Campagna: siamo nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e il marito Nanni. Due matrimoni come appalti pubblici, il gioco d’azzardo, l’usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l’ennesimo atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l’assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di conduzione dell’indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l’esito è disastroso. L’arresto di Scarlett e Nicole incrina le relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli. Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l’amore e per la vita. O forse no. Forse su Roma capitale del crimine è stato scritto tutto, o forse non ancora. La Trilogia del Male di Roberto Costantini ha certo contribuito a creare intorno a Roma quell’alone di mistero che negli ultimi anni ha ispirato romanzi, film, serie tv e nuovi filoni d’inchiesta, fino alla definizione di “Mafia Capitale”, il fenomeno che vede la mafia avanzare strisciante fuori dai confini del Sud. Prosegue su questo filone, ma con una voce inedita, anche questa nuova indagine del commissario di Polizia Michele Balistreri, un investigatore dal passato oscuro che spiega la sua visione del mondo in questo modo: “Il tempo trascorso non mi ha cambiato. Tutte le sigarette, il whisky, le donne di cui ho consumato il corpo e cancellato l’anima non sono serviti né a seppellire il passato né a farmi desiderare un futuro. Non siamo affatto artefici del nostro destino, recitiamo una parte insignificante in qualcosa che non comprendiamo, e le nostre grandi tragedie individuali non contano più della formica che ho appena calpestato attraversando il giardino”. Il racconto è narrato “in soggettiva” attraverso l’uso della prima persona da parte di tre personaggi: il Sordomuto, un esponente della malavita romana; Nanni, psicologo, marito del PM Bianca Benigni e Balistreri. In queste pagine a sussurrare dal sottosuolo di Roma sono Il Sordomuto e Il Puncicone, mentre nel “mondo di sopra” ci sono Nanni e gli altri professionisti della sua cerchia: avvocati, giudici, ricercatori universitari e bellissime donne. In mezzo c’è lui, Balistreri, ex simpatizzante di Ordine Nuovo, uno che da ragazzo bazzicava con gente col tatuaggio dell’ascia bipenne sul braccio, e che poi a un certo punto, chissà perché, è passato dall’altra parte.

Alle 20 è la volta di ‘Alina’ di Giovanni Garufi Bozza, la storia di una prostituta, presentato dall’editore Alessandro Vizzino. “Mi chiamo Alina, ho diciassette anni e sono una prostituta. Sono nata a Praga, ma le catene di questa schiavitù mi tengono prigioniera a Roma.Questa è la mia storia, un racconto dove una farfalla, simbolo di libertà, diventa uno stemma di schiavitù, dove l’eroina non è la protagonista, ma uno strumento di sottomissione. Tra le violenze, gli stupri e gli inganni, tra le mura di un lager nascosto e di un CIE legalizzato, ti narrerò come una donna può essere trasformata in un oggetto per soddisfare le voluttà del dio denaro. Attraverso il mio desiderio di libertà e la mia lotta per restare donna, ti svelerò che nel terzo millennio le schiavitù non sono ancora terminate. Ti donerò i miei occhi, le mie lacrime e la mia voce”.

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