Agenzia Europea del Farmaco a Latina, un’opportunità da non perdere. Ecco il manifesto

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Il Comune di Latina rende noto che è stato elaborato un manifesto volto all’apertura di un tavolo istituzionale, denominato “Tavolo Latina” a cui spetterà il compito di coordinare tutte le azioni che si renderanno necessarie per raggiungere l’obiettivo di portare a Latina l’Agenzia Europea del Farmaco. Hanno aderito all’iniziativa il senatore Claudio Moscardelli che per primo ha lanciato l’idea, i sindaci dei Comuni di Latina, Aprilia, Cisterna e Sermoneta, Unindustria Latina, Confartigianato Latina, Confcommercio provinciale e di Latina, Coldiretti Latina, Federlazio, Consorzio industriale Roma Latina, Federfarma Latina, Cgil, Cisl e Uil.

“L’obiettivo di candidare Latina ad ospitare la nuova sede dell’Agenzia Europea del Farmaco – si legge nella parte finale del documento – viene ampiamente condiviso in quanto considerato elemento cardine di una policy volta a porre le basi di un ulteriore sviluppo e rafforzamento di un settore, quale quello farmaceutico, fondamentale per la crescita non solo del nostro territorio, ma dell’intera industria nazionale. Per raggiungere lo scopo prefissato è fondamentale cercare una sinergia tra le istituzioni interessate e coinvolgere le parti sociali quali attori fondamentali di un percorso che se portato a termine può rappresentare una passaggio cruciale per tutti noi, attraverso la sottoscrizione di un patto di collaborazione istituzionale aperto e condiviso con le parti sociali, il mondo accademico, quello associativo e culturale al fine di definire le basi di una proposta fattibile che partendo dalla disponibilità ad ospitare l’Agenzia Europea del Farmaco crei le basi di una nuova reindustrializzazione del nostro territorio e i presupposti per fare di Latina un hub dell’industria farmaceutica italiana ed europea. Quale primo passo si istituisce un tavolo istituzionale tra i soggetti promotori denominato “Tavolo Latina” a cui spetterà il compito di coordinare tutte le azioni che si renderanno necessarie per raggiungere l’obiettivo prefissato”.

Nel manifesto una lunga premessa che riportiamo di seguito.

Come rilevato dalle principali indagini economiche nel 2015, l’industria farmaceutica in Italia è stato uno dei settori che ha contribuito di più alla crescita del sistema Paese. La produzione è cresciuta del 5% fino a 30 miliardi, soprattutto grazie all’export che ha raggiunto il suo record storico in valore assoluto (22 miliardi) e in percentuale sulla produzione toccando il 73%. Oggi, il commercio estero rappresenta la principale componente della domanda che si rivolge alle imprese farmaceutiche localizzate in Italia, segno questo di una qualità e produttività della produzione farmaceutica elevata che consente all’industria italiana di conquistare i mercati. Dal 2010 al 2015 l’export farmaceutico dell’Italia è cresciuto significativamente di più della media Ue28, più di tutti i Big Ue, accompagnandosi tale crescita ad un incremento del 34% del valore innovativo di farmaci e vaccini prodotti in Italia ed esportati in tutto il mondo.

Il numero degli addetti cresce con oltre 6.000 assunzioni che hanno superato le uscite con una crescita del personale impiegato nelle fasi produttive e nella ricerca. Gli investimenti compiuti dalle imprese farmaceutiche nel territorio italiano sono arrivati a 2,6 miliardi con un aumento del 5% rispetto al 2014, raggiungendo il massimo livello rispetto agli ultimi dieci anni, di questi ben 1,4 miliardi sono stati quelli in ricerca e sviluppo che rappresentano la principale leva di uno sviluppo industriale forte e duraturo nel tempo.

Figura 1 – Investimenti in R & S

In termini strutturali in Italia sono presente oltre 200 aziende farmaceutiche con un occupazione che supera i 64.000 addetti ed un indotto con oltre 66.000 occupati, di questi ben 6.100 nel solo settore della ricerca e dello sviluppo. Il 40% del capitale è riferibile a società italiane, mentre il restante 60% è sottoscritto da imprese straniere, a sottolineare la forte appetibilità degli investitori esteri nel settore farmaceutico italiano.

Questi numeri consentono all’Italia di raggiungere all’interno del contesto europeo un ruolo di primo piano per quanto riguarda l’importanza del settore farmaceutico. Infatti, l’Italia è il secondo produttore farmaceutico Ue, staccata di poco dalla Germania e con un’altissima possibilità di divenire il primo produttore nel medio periodo. Tra i Big dell’Unione Europea l’Italia rappresenta il 26% della produzione totale e il 19 % del mercato.

Figura 2 – Produzione farmaceutica in Italia 2015

A livello regionale il Lazio rappresenta una delle principali realtà economiche con i suoi 16mila addetti nel settore farmaceutico e con 6.000 nell’indotto rappresentando in termini occupazionali la seconda realtà italiana dopo la Lombardia. La nostra regione raggiunge il primo posto a livello nazionale per quanto riguarda il dato più rilevante ai fini della valutazione sullo stato di salute del settore ovvero quello dell’export. Infatti, con 9,2 miliardi di export nel 2015 l’economia laziale ha di molto staccato la seconda classificata rappresentata dalla Regione Lombardia il cui export non va oltre i 4,4 miliardi di euro.

Questi straordinari risultati vengono raggiunti grazie alle performance delle imprese farmaceutiche localizzate nella Provincia di Latina. Latina con i suoi 5,3 miliardi di export rappresenta la prima Provincia in Italia in termini di commercio estero dell’industria farmaceutica, seguita da Frosinone con 3,3 miliardi, staccando di molto Milano che non supera i 2,8 miliardi di export. In termini di addetti la Provincia di Latina si colloca al terzo posto dopo Milano e Roma salendo al primo quando si rapporta il numero degli addetti nel settore farmaceutico al totale del manifatturiero.

Il 20 % della produzione farmaceutica nazionale viene realizzato tra Aprilia, Cisterna di Latina, Latina e Sermoneta. In nessun altro settore economico il nostro territorio raggiunge valori giuda dell’intera economia italiana, ma soprattutto in nessun altro settore economico un territorio riesce a svolgere un ruolo così importante come nel caso del farmaceutico pontino.

L’uscita da parte di Londra dall’Unione Europea apre nuovi scenari in quanto determinerà a breve una riorganizzazione delle istituzioni comunitarie tra cui l’Agenzia Europea del Farmaco con i suoi 700 dipendenti, ma soprattutto con la titolarità dei contatti con tutte le case farmaceutiche del mondo. In questo scenario come istituzioni territoriali dobbiamo dimostrare di essere all’altezza costruendo i cardini di una proposta di politica industriale, da condividere con i rappresentanti del settore e successivamente con le istituzioni Regionali e Nazionale, per dimostrare la maturità di un territorio che è capace di cogliere a pieno le opportunità derivanti da tali cambiamenti.

 

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