Terracina, sequestrata industria nautica: sigilli della Forestale all’impero di Sardellitti

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Violazioni urbanistiche, paesaggistiche e in danno dell’ambiente: sotto sequestro a Terracina l’attività industriale della “Nautica Badino”: denunciato il legale rappresentante della società, il noto imprenditore Emilio Sardellitti.

I sigilli sono scattati ieri. Ad apporli, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, è stato il personale del comando stazione della Forestale di Terracina, diretto dall’ispettore superiore Giuseppe Pannone, unitamente al personale della Asl di Latina. Sotto sequestro giudiziario l’imponente attività industriale dedita alla gestione di imbarcazioni come rimessaggio, attracchi e manutenzione delle stesse sita a Terracina, lungo i margini del fiume Portatore in località Porto Badino.

Il sequestro ha interessato una superficie di circa 20.000 metri quadrati con diversi capannoni sovrastanti adibiti a lavorazioni di meccanica e riparazione di imbarcazioni aventi una superficie complessiva di circa 5000 metri quadrati, nonché area adibita posteggio mezzi. Inoltre, nella medesima area è stata sequestrata una struttura di circa 800 metri quadrati, adibita a in parte piscina e in parte a solarium, nonché un chisco-bar.

I controlli da parte della Forestale presso l’impero di Saredellitti sono iniziati circa un mese fa. Ma già dall’esame della documentazione richiesta al titolare gli uomini di Pannone hanno riscontrato profonde carenze. E così gli inquirenti hanno chiesto una consulenza tecnica all’Ufficio comunale e notiziavano il tutto all’Autorità Giudiziaria. Il Pm Miliano, titolare delle indagini, ha così interessato la Asl di Latina per ulteriori chiarimenti che hanno portavano ad emettere nella giornata di ieri un provvedimento di urgenza di sequestro giudiziario dell’intera attività per violazioni paesaggistiche, urbanistiche, nonché per violazioni delle norme in materia ambientale.

A Saredellitti, per ora, vengono contestati: la realizzazione della piscina e del chiosco-bar senza le necessarie autorizzazioni (sarebbero state costruite sulla base di semplici comunicazioni ritenute dagli inquirenti “insignificanti” rispetto alla necessità di permessi a costruire); lo svolgimento dell’attività legata all’industria nautica senza la cosiddetta Aua (Autorizzazione unica ambientale); la violazione dei vincoli paesaggistici legati alla vicinanza del fiume Portatore lungo il quale insiste anche il vincolo idrogeologico.

Nella giornata di ieri, dal personale intervento, è stata richiesta ulteriore documentazione al legale rappresentate della società, in quanto le indagini continuano al fine di verificare la legittimità della conduzione dell’azienda su ogni versante. Nel mirino degli inquirenti la gestione dei rifiuti legata all’attività e la sicurezza del cantiere.

Le foto del sequestro

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