Satricum, a Latina un patrimonio sprecato. Commissione Cultura in trasferta a Le Ferriere. Video e foto

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Alle porte di Latina una città nascosta oggetto di ricerche archeologiche dal 1977. Grazie agli olandesi. “Quando andiamo alle Poste a Borgo Montello, ci guardano e dicono: sono gli olandesi che scavano a Le Ferriere e poi portano tutto ad Amsterdam o a Roma. Ma noi non portiamo via niente. Resta tutto qui. Finalmente da qualche anno abbiamo uno spazio espositivo e quando arrivano le persone del posto a visitarlo restano sorprese, meravigliate”. Satricum, una miniera culturale famosa in tutto il mondo. In questi giorni, oltre agli stagisti olandesi, sono arrivati anche gli americani. Gli studenti, sotto il sole, scavano senza sosta attorno ai resti di un’antica abitazione dalle fondamenta imponenti. Intorno solo i vigneti di Casale del Giglio. Al centro di Borgo Le Ferriere, a poca distanza, il museo. Che in realtà non è un museo, ma una mostra in cui si trovano, distribuiti su tre piani, gli antichi reperti disseppelliti dagli archeologi olandesi. La direttrice degli scavi Marijke Gnade è a Latina dal 1977. Va e torna da Amsterdam in continuazione, carica di idee e progetti che non sempre trovano la giusta considerazione sul territorio. Ma non molla: “L’anno prossimo compiamo 40 anni di scavi, mi aspetto una grande festa”, dice con il sorriso sulla bocca al consigliere comunale Fabio D’Achille, presidente della commissione consiliare Cultura che questa mattina si è riunita in trasferta attorno al sito del tempio di Mater Matuta.

“Vi ho portato qui – ha detto il consigliere ai suoi colleghi della commissione e all’assessore alla Cultura Antonella Di Muro – perché è importante rendersi conto della situazione”.

D’Achille, nel primo mese dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, ha scoperto che i locali dell’ex impianto vinicolo Modica ceduti all’ente municipale, restaurati con fondi pubblici per la realizzazione di una scuola-cantiere di archeologia, mille metri quadrati dotati di arredi e di condizionatori d’aria, con ampie vetrate, sono finiti in malora. Le opere di adeguamento e ristrutturazione dello stabile, che si trova nel circondario della zona degli scavi – questa mattina teatro dei lavori della commissione consiliare -, sono state consegnate a dicembre 2005. In questi anni, la scuola mai aperta ha subito danneggiamenti, razzie. Evidente è il passaggio di animali – alcuni uccelli hanno nidificato sopra le applique – e di uomini che oltre a rubare le suppellettili hanno defecato all’ingresso e all’interno della struttura. I locali dell’ex Modica sono l’immagine dell’incuria, dell’irresponsabilità politica e amministrativa, un brutto esempio di spreco del pubblico investimento.

Scoperchiata la vergogna, davanti alla vetrina della cultura internazionale, non c’è tempo da perdere. L’impegno dei componenti della commissione consiliare Cultura del Comune di Latina è trasversale. “Organizziamoci in gruppi di lavoro”, ha suggerito qualcuno. “Bisogna diffondere un maggiore senso della cultura, cominciando da qui, da Borgo Le Ferriere”, ha sottolineato qualcun altro. “Perché sappiamo che tutto ciò che ruota attorno a Satricum è ancora visto con occhi di diffidenza. Anche i cartelli della segnaletica stradale indicanti la direzione di Satricum sono stati rimossi”, ha dichiarato il consigliere di opposizione Andrea Marchiella. “Iniziamo dalla messa in rete dello spazio espositivo dell’ex fonderia pontificia, per poi passare al resto” ha aggiunto D’Achille. L’aria nei locali abbandonati, degradati e depredati è quasi irrespirabile. C’è polvere e una condizione igienica del tutto malsana.

La tappa successiva della commissione è tra i vigneti. L’olandese Gnade spiega gli scavi ai quali stanno lavorando i giovani archeologi di questa stagione 2016. Si tratta delle fondamenta di una casa. Dalla terra rossa sono stati disseppelliti blocchi di tufo imponenti posti alla base dell’antico edificio della città Volsca di età pre-romana. I ragazzi che arrivano hanno in testa un cappellino per proteggersi dal sole e prima di scendere in “trincea” si spalmano addosso uno strato spesso di crema protettiva. Nel pomeriggio saranno impegnati, questa volta all’ombra, a catalogare i reperti dietro l’edificio dell’ex scuola elementare di Le Ferriere messa a disposizione dal Comune. L’edificio è grande e spazioso, ma non c’è acqua calda. Forse qualcuno pensa che gli olandesi, giovani e forti, sono come gli svedesi abituati ai getti di acqua gelata. C’è poco da scherzare. Dormono con un materasso di fortuna sul pavimento. Non è una scelta. E’ che semplicemente non ci sono i letti. E quando è inizio stagione che arrivano devono fare anche i giardinieri, per estirpare le erbacce che ricoprono lo spazio che gli serve per catalogare i reperti. L’università di provenienza paga le spese per gli scavi, ma per il resto si devono arrangiare e lo fanno con molta dignità.

La commissione è terminata davanti alla mostra-museo di Satricum, inaugurata nel 2014. Qualcuno dei componenti si è intrattenuto al suo interno, suggestivo esempio di trasformazione di un antico opificio, prima fonderia pontificia e poi cartiera. I reperti sono allestiti in modo “stratificato”, si scende e si sale nei diversi piani dove i gioielli dell’antichità ritrovati sono custoditi nelle teche e raccontano il territorio e quell’archeologia che Latina non è riuscita in quasi quarant’anni a mettere a sistema. Si è fatto tardi, è ora di andare via. Intanto, nella mostra è arrivato un visitatore paraplegico. Nella mostra, che non ha ancora trovato la dignità di un museo, ci sono gli ascensori per i portatori di handicap. Accompagnato da sua moglie, l’uomo in carrozzella potrà visitare l’esposizione. Probabilmente la coppia ha già fatto visita alla casa del martirio di Santa Maria Goretti, al di là della rotatoria al centro dell’antico borgo.

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