Rifiuti a Latina, sulla gestione in house l’incubo del decreto Madia

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Il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al decreto Madia cosiddetto “taglia partecipate” cade su Latina come una mannaia nella fase delicata in cui la nuova amministrazione comunale ha optato per la gestione in house del servizio rifiuti. Un affare da 120 milioni di euro. Era in programma che il servizio, attualmente affidato in proroga alla società pubblico-privata Latina Ambiente, fosse gestito nel prossimo futuro da un soggetto economico privato scelto attraverso gara pubblica ad evidenza europea. La maggioranza del sindaco Damiano Coletta ha invece rimescolato le carte, convinta che l’obiettivo del 65% di differenziata, stabilito per legge, non fosse raggiungibile attraverso il bando già approvato dall’uscente gestione commissariale del Comune, scegliendo così la soluzione dell’in house.

Il ministro Marianna Madia
Il ministro Marianna Madia

Il decreto Madia “taglia partecipate”, sia pure nella versione “soft” che è stata approvata rispetto alla Riforma prospettata dal Governo Renzi, non vieta la costituzione di nuove società pubbliche, ma impone un iter più complesso sia per la loro costituzione, che per il loro monitoraggio. In particolare, per la costituzione di nuove società l’atto deliberativo dovrà essere analiticamente motivato e, per i soli Enti locali, sarà soggetto a forme di consultazione pubblica preventiva. Per procedere alla costituzione di una nuova società, l’Amministrazione pubblica dovrà preventivamente inviare lo schema di atto deliberativo alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per l’acquisizione di un parere obbligatorio, preventivo, ma non vincolante. La Corte dei Conti dovrà rilasciare il parere entro 30 giorni e potrà chiedere solo una volta chiarimenti all’Amministrazione richiedente. L’atto deliberativo per la costituzione di una nuova società dovrà essere motivato con specifico riferimento agli eventuali rilievi effettuati dalla Corte dei Conti. E ancora, l’atto deliberativo che dispone la costituzione di una nuova società dovrà essere anche inviato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

L'assessore Roberto Lessio
L’assessore Roberto Lessio

Insomma una strada in salita che stando alla determinazione dell’assessore comunale all’ambiente Roberto Lessio sarà affrontata a marcia ridotta ma sicura per raggiungere l’obiettivo di una differenziata spinta in grado di generare un’economia circolare che il bando posto in essere non consentirebbe, secondo la sua visione.

Ma l’ostacolo vero potrebbe essere in un altro passaggio del decreto Madia, laddove si conferma il principio di legge secondo il quale le società a partecipazione pubblica sono soggette alle disposizioni sul fallimento e a quelle sul concordato preventivo. E’ il caso della società Latina Ambiente. Nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento di una società in controllo pubblico titolare di affidamenti diretti – si legge nel testo del decreto -, le Amministrazioni pubbliche controllanti non potranno costituire nuove società, né acquisire partecipazioni in società già costituite o mantenere partecipazioni in società qualora le stesse gestiscano i medesimi servizi di quella dichiarata fallita. Un paragrafo di legge che dovrà essere attentamente valutato dai nuovi amministratori comunali di Latina che per ora hanno richiesto un parere all’Anac sul bando europeo pubblicato durante la gestione del commissario straordinario Giacomo Barbato e del quale, ricevute le offerte, hanno sospeso l’apertura delle buste. L’incognita risiede nel concetto di società a controllo pubblico opportunamente da verificare rispetto allo statuto della Latina Ambiente.

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