Zannone, Vigorelli e il Parco: c’è (anche) un resort super lusso dietro la guerra dei rifiuti

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“Il sindaco dovrebbe saperlo, noi i rifiuti non li possiamo mica smaltire. Quella è competenza sua”. Il direttore del Parco nazionale del Circeo, Paolo Cassola, la smonta con due battute la provocazione lanciata dal sindaco di Ponza, Piero Vigorelli, a proposito del “grave stato di incuria in cui Zannone è stata abbandonata dal Parco e dai forestali in questi ultimi anni”. Vigorelli nei giorni scorsi aveva presentato un esposto in Procura proprio contro il Corpo Forestale e i vertici del Parco per contestare i danni arrecati alla comunità ponzese dalla mala gestione dell’isolotto, ricadente nell’area protetta del Circeo. “Ci sono rifiuti ovunque – aveva lamentato il sindaco –  in questi anni anziché preservare questo gioiello l’hanno distrutto. Ho trovato anche animali morti di stenti, basterebbe fare qualche piccolo intervento ma evidentemente loro non hanno soldi. Almeno non per questo, è chiaro”.

“AI RIFIUTI DEVE PENSARE IL SINDACO” Accuse che però i forestali hanno rispedito al mittente con una lettera inviata proprio in queste ore all’attenzione del primo cittadino. “Gli vorremmo ricordare – ha detto Cassola – che i rifiuti di cui parla vennero raccolti un anno fa da una squadra di volontari che il sindaco inviò qui, dimenticando poi di far ritirare i sacchi. In un anno questi rifiuti si sono dispersi e noi abbiamo provveduto nei giorni scorsi a recuperarli nuovamente. Ora ci sono una cinquantina di sacchi, ma è sempre il sindaco che ha competenza sullo smaltimento, mica possiamo farlo noi”.

VIGORELLI: HANNO SPORCATO LORO Ma la controreplica è stata immediata. “Mi fa piacere – ha scritto Vigorelli in una nota – che dopo due anni di assenza da Zannone, chi dovrebbe avere in cura questa splendida isola si sia recata sul posto. Mi fa ridere il fatto che, dopo aver detto per due anni che non potevano più sbarcare a Zannone perché non c’erano i soldini, la dirigenza del Parco e la Forestale abbiano organizzato l’11 agosto una gita in barca con al seguito alcuni colleghi giornalisti. Veramente una cosa penosa e vergognosa. Mi dicono anche che Parco e Forestale vorrebbero incaricare il Comune alla rimozione dei rifiuti, sostenendo che sarebbe compito dell’Ente. Risulta a qualcuno che brande la letto, elettrodomestici, sanitari, reti metalliche, mobili, scaffalature, e quant’altro siano approdate a Zannone con delle mareggiate? O non è forse più probabile che siano gli scarti di chi in questi anni ha soggiornato sull’isola? Ricordo che negli ultimi anni hanno soggiornato a Zannone soltanto la Forestale, persone del Parco e ornitologi. E soprattutto ricordo che c’è un principio molto semplice, che recita: chi sporca, pulisce e paga”.

IL RESORT SUPER LUSSO Sullo sfondo della polemica però c’è ovviamente dell’altro ed attiene alla gestione di gioielli naturalistici che in tanti invidiano. Palmarola come Zannone. Il sindaco vorrebbe avere la possibilità di approntare un piano di sviluppo senza troppi lacci. “Ma io il divieto di caccia a Zannone lo farei rispettare davvero”, giura. Giusto un attimo prima di rilanciare. “Io nella vecchia villa comunale farei un resort a sei stelle, di quelli super lusso, altro che. Mi diano la gestione dell’isola che poi gli faccio vedere. Basterebbe un progetto di finanza e sarebbe sicuramente più appetibile della vendita del Faro della Guardia”.

IL PROGETTO SOSTENIBILE Di tutt’altro avviso sono i forestali, ma soprattutto il direttore del Parco del Circeo. “Realizzare un resort sarebbe come svendere l’economia locale. Noi pensiamo a un modello di sviluppo che coinvolga invece i giovani isolani, le cooperative, la manodopera del posto, scegliendo la strada del centro di formazione ambientale per esempio, con tanto di foresteria e posti letto. Un turismo sostenibile che garantirebbe una ventina di posti di lavoro, che potrebbe durare tutto l’anno e non finirebbe nelle mani di imprenditori di fuori, come avviene quasi sempre quando si tratta di grandi hotel”. Sulle risorse da reperire, Cassola manifesta un cauto ottimismo. “Si sono trovati 70 milioni per Ventotene, suvvia, l’importante è sedersi a un tavolo insieme e cercare soluzioni condivise”.

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