Aprilia, inchiesta della Procura sul depuratore vicino alle sorgenti naturali. Blitz del Nipaf in Comune

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E’ finito nel mirino della Procura di Latina il progetto per la realizzazione del depuratore a servizio delle borgate di Aprilia da costruire nel sito ex Yale, in località Casalazzara. Gli agenti del Nucleo investigativo della forestale di Latina stanno indagando, su delega del sostituto Luigia Spinelli, per capire se l’operazione messa in campo dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Terra sia regolare o se al contrario nasconda illegittimità e illegalità che possano mettere a rischio l’ambiente. Questa mattina il blitz dei forestali nel palazzo municipale di piazza Roma per acquisire gli atti presso gli uffici dei Lavori pubblici.

Luigia Spinelli
Luigia Spinelli

Il progetto in questione è stato approvato dal Consiglio comunale con delibera 373 del 2014 e prevede l’adeguamento di un vecchio depuratore dell’attività produttiva dismessa ex Yale per le utenze domestiche delle borgate apriliane. Le indagini in corso si muovono su due fronti. Quello ambientale, vista la vicinanza del sito al canale Acquabona e alle sorgenti naturali tra cui quella della Reggia di Turno/Acquabona, la cui storia è immortalata nel Catasto Gregoriano, e oggetto di interventi di tutela da parte della Regione Lazio, e quello “immobiliare” scaturito dall’acquisizione da parte del Comune del vecchio depuratore e di un appezzamento di terreno di 2.000 metri quadrati inseriti all’interno di una proprietà privata.

Gli agenti del Nipaf di Latina
Gli agenti del Nipaf di Latina

Gli accertamenti hanno preso il via da un esposto di un privato, concessionario di una sorgente – Fonte di San Vincenzo – sita nelle immediate vicinanze della “location” individuata per la realizzazione dell’impianto di depurazione degli scarichi fognari di Casalazzara e dintorni preoccupato da un’eventuale futura contaminazione delle acque destinate al benessere dei consumatori. Ma l’interesse degli investigatori si è presto focalizzata anche sull’altro versante. Al momento il progetto definitivo è alle battute finali della relativa conferenza di servizi. L’immobile (vecchio depuratore dismesso e il terreno circostante pari ad una superficie di 2.000 metri) di proprietà di Valore Reale Sgr Spa (Fondo Matrix con sede a Milano) e Società Castello (Società del Risparmio con sede a Milano) è stato ceduto bonariamente al Comune di Aprilia con tanto di servitù di passaggio visto che si trova in fondo alla vasta area ex Yale. Un’operazione che lascia perplessi, dal momento che non si capisce l’utilità del privato a questo tipo di cessione. E’ per questa ragione che, al di là degli aspetti ambientali certamente prioritari per gli inquirenti, l’input del sostituto procuratore Spinelli fornito agli esperti della Forestale è di passare al setaccio le carte del progetto e dell’iter che hanno portato alla sua approvazione e all’acquisizione del terreno.

Molti i dubbi sollevati dalla politica apriliana nella realizzazione dell’impianto di depurazione nell’ex stabilimento Yale, tra cui quelli dei consiglieri di opposizione Carmen Porcelli e Roberto Boi. All’inizio di quest’estate anche i grillini hanno sollevato eccezioni attraverso un’interrogazione regionale.

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