Formia, per chi suona la campana… un turista scontento. Appello a Comune e Arcidiocesi

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L'esterno dell'Istituto Mater Divinae Gratiae di Gianola

E’ un richiamo collettivo, simbolo di appartenenza. Il suono della campana scandisce la vita di una comunità e i suoi rintocchi annunciano orari, atti liturgici, feste e purtroppo morte e pericoli incombenti. Un modo di comunicare d’altri tempi che a stento trova gradimento nella vita frenetica di oggi. E così, ciclicamente, si registrano lamentele per il disturbo della quiete pubblica. C’è chi denuncia la perpetua, chi porta in Tribunale il parroco, chi scrive al sindaco e all’autorità religiosa territorialmente competente. E’ il caso di un villeggiante che ha trascorso qualche settimana a Formia, in località Gianola.

Il soggiorno è stato gradevole in tutti i suoi aspetti – spiega Alessio Sokol di Gorizia -, tranne che per lo spiacevole particolare del suono registrato delle campane del locale Istituto Mater Divinae Gratiae, che ripetutamente durante il giorno funesta i timpani dei residenti e degli ospiti, ad un volume e con una durata che ritengo ben al di sopra della normale tollerabilità”. L’uomo ormai partito da Formia per fare rientro nella sua città riferisce – con una nota indirizzata ai giornali – che “dopo diversi giorni di paziente sopportazione”, si era deciso durante la vacanza nel Sud Pontino a contattare telefonicamente l’Arcidiocesi di Gaeta: “Ho avuto un breve colloquio con il Vicario Generale monsignor Sparagna – racconta l’uomo -, il quale molto gentilmente ha assicurato un suo intervento presso il parroco di Gianola. Nonostante le assicurazioni che ho ricevuto, tutto è continuato come prima. Ho allora ritenuto opportuno lasciare traccia scritta della mia rimostranza, ed in data 30 luglio ho inviato una mail all’indirizzo del Monsignore, reperito sul sito internet dell’Arcidiocesi. Ad oggi non ho ricevuto risposta”.

La vacanza a Formia, campane a parte, deve aver soddisfatto abbastanza il signor Sokol tanto da voler ripetere l’esperienza in un prossimo futuro. Ecco perché perché tornato a Gorizia non ha archiviato la pratica. “Rientrato a casa, in data 9 agosto – racconta infatti – ho indirizzato un’altra mail al sindaco di Formia (all’indirizzo reperito sul sito istituzionale), autorità preposta alla salute pubblica, per segnalargli la questione che a mio avviso reca più di qualche noia ai turisti di passaggio a Gianola (con immaginabili ricadute sulle presenze nelle strutture ricettive) ed ai residenti, tra i quali ho notato un atteggiamento di rassegnazione, che fatico a spiegarmi essendo estraneo alle dinamiche del luogo. Anche in questo caso non ho ricevuto alcun riscontro”.

Speranzoso di un provvedimento contro le campane moleste, il turista amareggiato ha deciso di rendere pubblica le lettere inviate a monsignor Sparagna e al sindaco Bartolomeo. “Spero vivamente di poter trascorrere nuovamente le mie vacanze a Gianola – ha scritto al primo cittadino di Formia -, e a non essere costretto ad optare per altri luoghi limitrofi. Sarebbe un vero peccato ed una pessima pubblicità per la Sua città”.

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