Sabaudia, un “incauto” patrocinio del Comune. Ed è già polemica

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Il Comune di Sabaudia

Quando la politica riserva qualche scherzetto ai meno avvezzi. Era già accaduto a Terracina che un incauto patrocinio del Comune finisse all’attenzione del Prefetto di Latina Pierluigi Faloni. Potrebbe succedere di nuovo per un evento che andrà in scena a Sabaudia il 24 e 25 settembre prossimi. Ad accomunare le due realtà municipali la condizione di commissariamento dell’ente e la proposta di iniziativa da parte di associazione culturale con forte connotazione politica in procinto di prendere parte alla competizione elettorale comunale.

Era febbraio 2016 quando la presentazione del libro “Donna Rachele, mia nonna. La moglie di Benito Mussolini”, scritto da Edda Negri Mussolini e Emma Moriconi, organizzata a Terracina dall’associazione “Terracina Bene Comune” trovò il patrocinio del Comune, allora guidato dal commissario straordinario Erminia Ocello che concesse, per l’occasione, anche l’aula consiliare. Apriti cielo! Ivano Giuliani, segretario del Pd di Terracina, si rivolse al Prefetto e allo stesso commissario per segnalare che l’associazione proponente era schierata al fianco del candidato sindaco Nicola Procaccini e che quindi la concessione temporanea dell’aula consiliare e del contestuale patrocinio del Comune, a suo dire, era da ritenersi inopportuna.

Giuliani precisava che l’obiezione non riguarda il libro, tratto da una storia familiare e dai contenuti autobiografici, né le persone chiamate a presentarlo. L’eccezione era soltanto sulla concessione dell’aula, sede istituzionale della massima assise cittadina, per una manifestazione che sebbene di carattere culturale assumeva, visto il simbolo di “Terracina Bene Comune”, una connotazione politica di parte che affiancata al simbolo del municipio “inevitabilmente” andava “ad identificare la città intera con una sua parte”. Dunque ne era seguita la richiesta della revoca della concessione dell’aula.

Il segretario del Pd non ottenne la revoca della concessione (una richiesta tardiva che avrebbe compromesso l’organizzazione e l’esito dell’evento nel cambio della location), ma una soddisfazione nel merito poiché il commissario comunicò con una nota stampa quanto segue: “In considerazione delle imminenti elezioni amministrative, che si terranno nella prossima primavera, e soprattutto in conseguenza delle polemiche scaturite a seguito dell’ultima autorizzazione concessa per l’utilizzo dell’aula del Consiglio comunale, l’amministrazione ha deciso che questa non potrà più essere assegnata ad associazioni culturali, liste civiche o partiti politici, fino al termine della consultazione elettorale”.

A Sabaudia il commissario straordinario Antonio Luigi Quarto ha recentemente concesso il patrocinio del Comune, con stemma del Comune da affiancare al logo dell’associazione “Cambia Sabaudia” a tutte le pubblicazioni, manifesti e locandine relative alla manifestazione ludico-culturale in programma a settembre con gare cicloamatoriali e di gastronomia per la promozione dei prodotti agricoli locali. Una concessione neanche richiesta a dire il vero, dal momento che l’associazione proponente, presieduta da Aldo Piccotti, aveva chiesto l’autorizzazione allo svolgimento della due giorni usufruendo degli arredi presenti in piazza e di una dozzina di gazebo di proprietà dell’ente. Piccotti precisava anche che l’evento sarebbe stato finanziato dalla stessa associazione anche mediante sponsor. Nessuna richiesta di patrocinio, quindi, probabilmente concesso da parte del commissario a “giustificazione” degli arredi affidati in prestito. Sta di fatto che è già polemica.

“Cambia Sabaudia” è sì un’associazione culturale, ma si è già ampiamente dichiarata pronta a scendere in campo per la prossima competizione per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione diretta del sindaco. E come se non bastasse, osserva a chi della politica non sfugge niente, Piccotti, presidente del sodalizio, è parte in causa contro il Comune di Sabaudia in un contenzioso milionario dovuto alla vicenda urbanistica di via Biancamano. C’è da scommettere che anche a Sabaudia, come accadde a Terracina, qualcuno possa investire del caso la Prefettura.

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