Un porto grande come l’isola, mille boe ecologiche intorno a Ponza

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Barche ormeggiate davanti alla spiaggia del Frontone a Ponza

“Il turismo, solo il turismo. Non v’è altra economia possibile per Ponza”. Scandisce bene le parole per sottolineare il concetto, Piero Vigorelli, il sindaco-sceriffo, come lo chiamano qui, protagonista in queste settimane di una dura battaglia mediatica contro i forestali e i vertici del Parco nazionale del Circeo, ma anche di una serie di iniziative che di qui a poco potrebbero stravolgere il modo di fare turismo a Ponza. “Dobbiamo fare in modo di allungare la stagione, arrivare a otto mesi e soprattutto dare un indirizzo diverso a tutta la comunità. Penso soprattutto ai ragazzi in età scolare, è inutile che diventino ragionieri, qui non servono. Anche la pesca ormai è morta, ai ragazzi non rimane altro che impari le lingue e specializzarsi nella ricettività. Il futuro di Ponza è questo e noi dobbiamo fare in modo di allungare il più possibile la stagione e di attirare nuovi visitatori”. Dal mare, ovviamente. E non soltanto per via del progetto di finanza che riguarda la realizzazione di un porto turistico da 400 barche a Cala dell’Acqua, e neanche per i lavori di messa in sicurezza del porto principale con la realizzazione di nuove scogliere. Il progetto nuovo, presentato anche a Bruxelles, riguarda i campi boe che l’amministrazione comunale intende realizzare davanti alle spiagge o alle calette più belle, dal Frontone all’Arco Naturale, alla bellissima Chiaia di Luna.
“Posizioneremo mille boe lungo tutto il periplo dell’isola – spiega il sindaco di Ponza, Piero Vigorelli – serviranno quattro milioni di euro per completare i lavori anche se abbiamo intenzione di procedere gradualmente”. L’idea è quella di affidarsi a un sistema intelligente di prenotazione degli spazi. Le boe “ambientaliste”, tecnicamente mantaray, hanno ancore ecologiche e possono essere anche prenotate elettronicamente.

DIVERSAMENTE AMBIENTALISTA Un salto di qualità nell’approccio della sostenibilità ambientale legata alla portualità. “C’é chi vuole farmi passare come anti ambientalista – accusa il sindaco – quando invece di progetti sostenibili ne abbiamo attuati a decine”. Parla della centrale elettrica trasferita fuori dal contesto urbano, dei pannelli fotovoltaici impiantati un po’ ovunque, della bonifica delle antiche cisterne romane. “Per liberarne una, che era piena di rifiuti, abbiamo riempito 18 camion”, rivela Vigorelli. Due sono state riaperte al pubblico, altre due (sono 21 in tutto) saranno riaperte a breve. Nella Grotta del Serpente l’intenzione sarebbe addirittura quella di riempirla d’acqua, e con un gioco di luci a led ricreare l’ambiente della più celeberrima cisterna romana di Istanbul, quella rsa famosa al cinema da James Bond.
Ma si diceva della portualitá spinta. Entro fine ottobre sarà presentato il progetto definitivo per il porto turistico di Cala dell’Acqua, dove saranno trasferite anche le imbarcazioni della piccola pesca che attualmente stanziano a Cala Feola, davanti a un’altra delle spiagge più ambite dai turisti. “Libereremo anche quella, dopo aver fatto sgomberare un cantiere navale che deturpava il paesaggio – conclude Vigorelli -. Ma vi pare che qualche ambientalista ci abbia mai provato prima di me?”.

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