Fondali marini, Legambiente di Terracina propone un’integrazione al documento della Regione Lazio

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Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha definito ed inviato nei giorni scorsi alla Regione Lazio, rispettando la scadenza del 4 settembre, un articolato documento che integra le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e il Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago”. Il documento di Legambiente è stato prodotto a seguito della richiesta da parte della Regione Lazio a tutti i portatori di interesse di osservazioni ed integrazioni alla bozza dei documenti regionali “Misure di Conservazione del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e del SIC IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”.

Il Circolo Legambiente di Terracina, già molto attivo nei mesi scorsi nella tutela dei SIC anche in occasione della campagna Goletta Verde sul proprio territorio, ed attualmente impegnato con un ricorso ad adiuvandum a fianco del Comune di Terracina contro la concessione dell’autorizzazione da parte della Regione Lazio alla anticipata occupazione dello specchio d’acqua prospiciente al SIC IT6000013 per la costruzione di un mega impianto di mitilicoltura (Determinazione regionale del 21 marzo 2016, n. G02621), ribadisce con questo documento l’importanza ed il ruolo centrale che i due SIC marini ricoprono non solo per la Direttiva Habitat che individua nella Prateria di Posidonia un habitat prioritario, ma anche per l’attuazione concreta della Direttiva quadro 2008/56/CE europea sulla Marine Strategy emanata il 17 giugno 2008 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea e successivamente recepita in Italia con il d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010 e sulla cui attuazione l’Italia sconta purtroppo un notevole ritardo. L’importante direttiva comunitaria, la quale si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica dell’Unione Europea pone agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine, con l’attuazione di una strategia che consta di una “fase di preparazione” e di un “programma di misure” e costituisce uno dei perni su cui si fonda l’azione di Legambiente sul territorio costiero e marino del Comune di Terracina.

Come afferma Gabriele Subiaco, Vice-Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo, autore del documento, “l’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso che deve essere protetto, salvaguardato e, dove possibile, ripristinato al fine ultimo di preservare la biodiversità e la vitalità di mari e oceani affinché essi siano puliti, sani e produttivi; tuttavia le pressioni sulle risorse marine naturali e la domanda di servizi eco-sistemici marini sono spesso troppo elevate e si manifesta quindi l’esigenza di ridurre il loro impatto sulle acque marine, indipendentemente da dove si manifestino i loro effetti”. Il documento di Legambiente Terracina propone infatti una serie di azioni ed interventi integrativi al piano bozza della Regione rivolti alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione degli habitat e delle specie presenti nei due SIC marini del comune di Terracina:  habitat 1120 (Praterie di Posidonia oceanica), habitat 1110 (“Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina”- assimilato a Cymodocea nodosa), habitat 1170 (“Scogliere”- Coralligeno), Pinna Nobilis specie protetta dalla Direttiva Habitat (allegato IV).

Altre azioni e interventi individuati e suggeriti da Legambiente riguardano principalmente: la realizzazione di un monitoraggio permanente degli Habitat e delle Specie di interesse comunitario anche mediante un sistema geo-referenziato; l’adozione di un sistema di indicatori che assicuri qualità ed efficacia al processo di governance del piano di gestione; azioni di sorveglianza e tutela attiva dei SIC; campagne di pulizia dei SIC dai rifiuti e dagli inerti in particolare di plastica che devastano oramai permanentemente i nostri mari (Marine Litter);  realizzazione di applicazioni mobili per garantire la tutela e segnalare la presenza di rifiuti o violazioni; lo sviluppo di progetti LIFE mirati alla salvaguardia degli habitat e delle specie presenti e orientati alla prevenzione dei rifiuti, la mitigazione delle minacce (inquinamento,  utilizzo della pesca a strascico, ancoraggio incontrollato dei natanti in particolare durante la stagione estiva, urbanizzazione selvaggia della costa e delle spiagge) che possono mettere a repentaglio lo stato di salute e il delicato equilibrio dell’ecosistema che caratterizza la vita del SIC; la realizzazione di contratti di fiume e di foce per abbattere le fonti di inquinamento del Sisto e del Portatore; attività di educazione, informazione e sensibilizzazione dei fruitori e dei cittadini.

Le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione definiti, si applicano a tutti i SIC marini del Lazio ai fini della designazione degli stessi come Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche. A seguito di tale designazione, ai sensi dell’art. 2 del Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (D.M. del MATTM) del 17 ottobre 2007, “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)”, le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione, come definiti, si applicheranno, pertanto, anche alle ZSC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”.

 

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