Sud Pontino, rete idrica colabrodo e siccità. Quella colpa dei sindaci

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Raimondo Besson

Governo ladro… anche quando non piove. Acqualatina spiega ai sindaci del Sud Pontino le disfunzioni che hanno lasciato a secco gli utenti nei mesi di luglio e agosto 2016.

Il gestore del servizio idrico, chiamato ieri a relazionare sui fatti, ha presentato i dati sullo stato di deterioramento della rete del Sud Pontino, “un’infrastruttura idrica debole, con perdite fisiche che rappresentano circa il 70% dell’acqua immessa in rete e un rendimento di rete medio pari solo al 21%, contro il 29% dell’intero Ato4”.

A luglio, secondo la ricostruzione di Acqualatina, i fatti “sono stati generati da problematiche di natura prettamente tecnica, ci sono stati sette eventi slegati tra loro e riguardanti componenti elettromeccaniche delle centrali di produzione e singoli tratti di rete”.

Di chi la colpa? A rispondere tra le righe è stato Raimondo Luigi Besson amministratore delegato di Acqualatina: “Il sistema deve essere in grado di affrontare carenze anche peggiori di quella attuale, per questo il piano di interventi programmato a suo tempo non è sufficiente”. Caspita! Appena il giorno prima la società aveva dichiarato di aver effettuato investimenti per 190 milioni di euro. Stando alle dichiarazioni di Besson per risolvere le carenze ne sarebbero serviti molti di più.

E sulle responsabilità di un piano di investimenti “non sufficiente” è stato più chiaro il presidente della società Giuseppe Addessi: “Comprendiamo e non sottovalutiamo i disagi avvertiti dalla popolazione ma il gestore può agire solo all’interno di un piano degli interventi approvato dai sindaci stessi”. Come a dire: cari sindaci, ci avete chiamato per delle spiegazioni ma la colpa è solo la vostra che avete approvato un piano di investimenti insufficienti a portare l’acqua nelle case dei cittadini.

La guerra in atto tra i sindaci assetati di acqua pubblica e la governance di una società pilotata dal privato si consuma anche così. E se non bastano le pressioni esercitate dalla Depfa bank per riportare le pecorelle smarrite nell’ovile, ci pensa il cda di Acqualatina inviando messaggi subliminali volti a minare il consenso ricevuto dai sindaci.

Del resto “per far fronte a tali eventi, Acqualatina ha agito con sollecitudine, e nel pieno rispetto degli standard contrattuali, sul fronte tecnico, mettendo in campo i lavori di riparazione, sul fronte della gestione dell’emergenza, con mezzi sostitutivi, sono state impiegati tutti i mezzi a disposizione, tra autobotti mobili e serbatoi fissi, e ha diffuso una puntuale e costante informazione, attraverso l’utilizzo sia i mezzi tradizionali (email e Pec), che attraverso web e social”. Appunto, poi se i soldi non bastano a fare tutto… prendetevela con i sindaci.

“Nel mese di agosto, invece – relaziona Acqualatina -, gli eventi sono stati generati da un’anomala carenza idrica nelle falde naturali che ha interessato il Sud Pontino, così come altre zone d’Italia, dovuta alla scarsità delle piogge degli ultimi 24 mesi, come dimostrato dai dati pluviometrici”. E ancora: “I fenomeni di carenza idrica sono in netta crescita, a fronte di ciò, occorre implementare una soluzione robusta, che vada oltre quanto programmato nel 2014 – ha affermato l’amministratore delegato di Acqualatina Besson – Il sistema deve essere posto in grado di affrontare carenze come quella attuale e anche peggiori, per questo il piano di interventi progettato a suo tempo non è sufficiente”.

“Vorrei sottolineare l’importanza e il delicato ruolo della Conferenza dei Sindaci – ha concluso il presidente di Acqualatina Addessi – Ora, più che mai, c’è bisogno di un intervento sinergico e di uno sforzo comune. Comprendiamo e non sottovalutiamo i disagi avvertiti dalla popolazione, di cui oggi, giustamente, i sindaci si sono fatti portavoce, ma noi possiamo agire solo all’interno dei mezzi messi a disposizione da un piano approvato dai sindaci stessi”.

Insomma, come si dice “piove: governo ladro”, ma sul territorio pontino il governo è ladro anche quando non piove.

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