Terracina, nel menù dei bambini il “pasticcio” del servizio mensa. Scatta l’interrogazione. Invocata l’Anac

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Valentina Berti

Il nuovo anno scolastico a Terracina, inaugurato oggi alla presenza del consigliere regionale Marta Bonafoni, si apre anche con questioni spinose che preoccupano i genitori. A raccogliere il malcontento è il Partito democratico che attraverso i propri consiglieri comunali ha presentato interrogazioni al sindaco Nicola Procaccini per avere chiarimenti e ottenere soluzioni per la sicurezza dei bambini.

Il capogruppo Alessandro Di Tommaso, ieri, ha dato notizia dell’interrogazione avente ad oggetto i lavori di messa a norma, miglioramento sismico, adeguamento impianti, superamento barriere architettoniche ed efficientamento energetico presso la scuola Elisabetta Fiorini. Lavori per i quali non sembrerebbe essere stato predisposto o ufficializzato il trasferimento di tutti i bambini in altra sede fino alla chiusura del cantiere.

Oggi è il consigliere Valentina Berti ad informare su un’altra interrogazione del gruppo democratico relativa al servizio di mensa scolastica. Una questione delicata che annaspa in un pasticcio amministrativo che rischia di finire nei pasti dei bambini.

“Come consigliere comunale ed anche come mamma – dichiara Berti – sono molto preoccupata di quanto sta accadendo e soprattutto in ansia per l’anno scolastico che sta per iniziare. Per quanto riguarda il servizio mensa, anni di instabilità, di bandi annullati, di revoche, di sospensioni hanno portato ad un servizio che spesso ha lasciato molto a desiderare. Ricordo bene quante segnalazioni, lo scorso anno, i genitori hanno dovuto fare a seguito delle carenze del servizio. Ricordo la preoccupazione delle maestre costrette sistematicamente a controllare le spine di pesce nei pasti di bimbi di 3 anni. Ricordo l’enorme eco di un verme trovato nel riso dei bambini, le lamentele per un menù che spesso si ripeteva. Spero vivamente che ciò che è successo non si ripeta. Che ne è stato dell’osservatorio mensa? Il presidente, genitore di alunno, ha chiesto numerosissime volte un incontro con il dirigente comunale preposto e con la ditta della mensa, senza mai trovare un riscontro. Ecco, queste sono le cose che non vanno. Speriamo che con l’interrogazione presentata si accenda un faro su questo servizio, parte integrante del processo formativo, culturale e fisiologico dello studente delle scuole dell’infanzia e della scuola primaria”.

Nell’interrogazione, a firma di Di Tommaso, Berti e Giuseppe D’Andrea, si chiede al sindaco di Terracina se il servizio mensa “continuerà ad essere affidato alla stessa società aggiudicataria, ovvero se si intenderà provvedere in altra maniera” e se “se tale servizio verrà assegnato previa stipulazione del contratto”. Per comprendere il senso degli interrogativi che i consiglieri del Partito democratico hanno posto al primo cittadino è necessario ripercorrere le tappe di una gara d’appalto evidentemente nata sotto una cattiva stella.

Il bando, pubblicato nel 2014, per il servizio 2015- 2019, fu annullato in sede di giustizia amministrativa e il servizio affidato al precedente gestore per proroga tecnica in attesa dell’indizione del nuovo bando. Pubblicato il nuovo ed espletata la gara, partecipò e si aggiudicò il servizio il gestore uscente. Affidato il servizio con il nuovo bando alla stessa ditta sarà poi revocato per la mancata presentazione dei certificati antimafia necessari alla stipula del contratto. Ma la stessa revoca sarà poi annullata dal Tar a maggio 2016. La ditta, nel frattempo riabilitata dall’autorità prefettizia, sta per riaccendere i fornelli. Al Comune in compito di stipulare il relativo contratto entro 180 giorni dal verdetto del Tar.

A margine della complessa vicenda, il Pd si domanda se non vi siano i presupposti per una segnalazione all’Anc, anche in virtù degli errori commessi all’interno del palazzo municipale.

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