Independence Day: Rigenerazione, un sequel privo di carisma ma di discreto intrattenimento

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A vent’anni esatti dal fortunato film Independence Day, il regista tedesco amante del genere catastrofico Roland Emmerich ci riprova portando in sala il sequel tanto atteso quanto temuto. Un film che ripropone le caratteristiche del primo capitolo, senza tuttavia riuscire a replicare i fattori che fecero del precedente un grande blockbuster.

Dopo l’attacco alieno avvenuto nel 1996, l’umanità si è unita in un programma di protezione globale, sfruttando a loro vantaggio la tecnologia extraterrestre. Tuttavia, a distanza esatta di vent’anni, lo stesso esercito di alieni tenterà di nuovo di conquistare la terra. Stavolta nulla potrà salvare il pianeta se non un gruppo di coraggiosi piloti e di brillanti scienziati.

A fare del primo film un grande successo di pubblico furono vari fattori, come l’ottimo uso di effetti speciali, un’atmosfera in grado di inquietare ed affascinare, una notevole serie di battute frizzanti e la presenza di Will Smith. Elementi questi che, Will Smith a parte, vengono riproposti anche in questo secondo capitolo, dando però la sensazione di essere elementi fin troppo riciclati e già visti, che nulla aggiungono a quanto detto e mostrato nel film del 1996. Independence Day: Rigenerazione non riesce infatti a riprodurre con successo il clima minaccioso che negli anni novanta catturò l’attenzione del pubblico, né questa nuova generazione di alieni contribuisce a ciò. Forse più cattivi e più grossi, ma stranamente meno minacciosi e spaventosi. Le scene d’azione e gli effetti speciali sono naturalmente ben curati e sono ciò che più di tutto attrae il pubblico, merito anche di un montaggio dinamico e di una buona regia di Emmerich che si dimostra come sempre esperto del genere. Tuttavia al film manca un sceneggiatura in grado di presentare delle novità o quantomeno una narrazione avvincente. Non solo lo spettatore viene raramente coinvolto in quello che avviene, ma si trova anche spesso ad assistere a delle trovate che stonano all’interno del film o che risultano eccessivamente stupide anche per un film di fantascienza fracassone come questo. Non sono in grado di supportare la narrazione del film neanche giovani attori come Maika Monroe, Liam Hemsworth o Jessie Usher, con dei personaggi poco approfonditi e stereotipati. E per quanto riguarda gli attori presenti anche nel precedente film come Jeff Goldblum, Bill Pullman e Brent Spiner, questi riescono a funzionare quasi esclusivamente come effetto nostalgia, senza apportare grandi evoluzioni ai loro personaggi.

Cosa resta dunque di questo Independence Day: Rigenerazione? Resta che in ogni caso può essere considerato un discreto prodotto d’intrattenimento, grazie anche all’umorismo suscitato da alcuni dialoghi, ma che avrebbe potuto essere trattato un po’ meglio, così da risultare anche un buon film. Purtroppo dar la priorità agli effetti speciali sulla sceneggiatura non è mai una mossa saggia, e benché neanche il film del 1996 brillasse per doti narrative, aveva dalla sua un carisma che ne ha decretato il successo. Carisma che invece manca in questo sequel, che delude dunque le aspettative pur regalando due ore e poco più di svago.

Independence Day: Rigenerazione, diretto da Roland Emmerich con Jeff Goldblum, Bill Pullman, Maika Monroe, Liam Hemsworth, Brent Spiner e Jessie Usher, è nelle sale dall’8 settembre nei cinema di Latina (Supercinema, Oxer), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Formia (Del Mare Multisala) e Terracina (Rio Multisala).

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