Sermoneta, Early Music Festival presenta “Bach-Weiss, opposti quanto paralleli”

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Secondo appuntamento della quarta edizione dell’Early Music Festival organizzato dal Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “O. Respighi” di Latina e ospitato dal Comune di Sermoneta. Per proseguire questo nuovo ciclo di concerti dedicati alla diffusione del repertorio prevalentemente barocco ci affidiamo, sabato 17 settembre alle ore 21 presso la bellissima cornice della Chiesa di San Michele Arcangelo di Sermoneta, al Liuto barocco della celebre solista internazionale Evangelina Mascardi.

La nota solista argentina non ha certo bisogno di presentazioni, si tratta di una delle più presigiose virtuose internazionali di liuto. Le musiche che saranno eseguite durante il concerto sono molto accattivanti: si tratta di un percorso che si snoda tra Johann Sebastian Bach e Sylvius Leopold Weiss alla ricerca di discordanze, opposizioni, paralleli nella loro splendida musica.

“Spesso la musica di Sylvius Leopold Weiss (1687-1750), grande virtuoso del liuto e musicista di successo nella prima metà del Settecento, viene oggi paragonata a quella di Johann Sebastian Bach – afferma Evangelina Mascardi – che non necessita certo di presentazioni. Forse perché i loro dati anagrafici coincidono quasi? Forse perché abbiamo bisogno di riconfermare la maestria di un compositore meno noto con quella di chi viene unanimemente considerato un genio? Non lo so. Tuttavia, affrontando i brani di questi colossi del repertorio barocco più che concordanze trovo opposti, ed è per questo che credo valga la pena ascoltarli insieme. Mentre infatti la musica di Weiss prende vita dalla natura strumentale del liuto e ne esalta le potenzialità, per quella di Bach è necessario sollecitare lo strumento per farne emergere un idioma che a tratti, grazie ad un virtuosismo tutto intellettuale, lo superi. Nei primi tre decenni del Settecento il liuto era uno strumento ancora molto amato e diffuso nelle principali corti europee. Che Weiss fosse lo strumentista più generosamente pagato della Hofkapelle di Dresda, centro ambito da quasi tutti i musicisti dell’epoca, ci fa capire di quanta stima godesse tra i suoi contemporanei. Della raffinatezza e padronanza strumentale che lo resero famoso troviamo testimonianza nella sua vastissima opera, in cui le inesauribili e multiformi risorse del liuto sono incessantemente esaltate 2 dalla maestria strumentale del compositore. Esplorando la sua musica, possiamo ancora oggi percepire cosa per lui il liuto rappresentasse. D’altro canto, non vi è dubbio che Bach avesse incrociato più di una volta il liuto e i liutisti, alcune delle sue composizioni come la Cantata BWV 198 Trauer Ode prevedono lo strumento esplicitamente in organico. Ma è anche evidente che Bach non gli abbia riservato un ruolo rilevante nella sua produzione. Fortunatamente Johann Christian Weyrauch (1694-1771), allievo di Bach e liutista, volle trascrivere per il suo strumento, secondo una pratica diffusissima tra i liutisti dell’epoca, alcuni brani del maestro trasmettendo ai posteri le intavolature della BWV 997 (limitatamente alla Fantasia, Sarabande e Giga), BWV 995 e della Fuga BWV 1000. È plausibile che senza queste intavolature ed altri imprevisti verificatisi nella storia della catalogazione dell’opera completa di Bach nessuno avrebbe ritenuto immaginabile l’esecuzione dei suoi brani sul liuto, così privando del “grande repertorio” i liutisti e quindi i chitarristi. Per buona sorte non è andata così ed oggi, al contrario di quello che mi insegna Weiss del suo strumento attraverso la sua musica, quando mi siedo di fronte a un brano di Bach devo riscoprire, anzi immaginare un liuto che forse Bach non ha mai conosciuto ma che sicuramente io devo ancora inventare per rendere le mie corde all’altezza della sua musica”.

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