Libertà di stampa a Latina, la trasgressione di Tassi: uomo solo al comando, “processo” in contumacia

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Ha ricevuto molte “pec”, quella della Trasparenza non l’ha aperta, dunque, si è accorto troppo tardi della sua convocazione (questa mattina in conferenza capigruppo) e a causa di impegni di lavoro improcrastinabili non ha potuto partecipare alla commissione Legalità e trasparenza. Parliamo di Olivier Tassi, presidente del Consiglio comunale di Latina, che ha affidato la sua giustificazione a Nicoletta Zuliani, presidente della commissione che si è riunita oggi pomeriggio.

Suo malgrado, Tassi è stato il protagonista assente della seduta, indetta a seguito delle sue esternazioni nel corso di una riunione avuta la scorsa settimana con i giornalisti della stampa locale da lui convocati e a cui comunicare l’intenzione dell’amministrazione comunale di disciplinare le riprese e le registrazioni durante le sedute pubbliche dei Consigli comunali e delle commissioni consiliari per istituzionalizzare le sedi degli organismi e tutelare la privacy del sindaco, dei consiglieri e degli assessori. Una versione oggi in parte “smentita” dal vice presidente del Consiglio comunale Massimiliano Colazingari di Latina bene comune.

Il consigliere, nel ricostruire l’accaduto, ha parlato della piena consapevolezza dell’intera maggioranza del ruolo pubblico di consiglieri, sindaco e assessori e della loro esposizione ad essere ripresi. “Non c’è stata, perché non poteva esserci – ha detto Colazingari -, la volontà di limitare la libertà di stampa e il diritto di cronaca. Si cercherà soltanto di migliorare la convivenza tra i giornalisti e i consiglieri nel corso delle sedute pubbliche. Per quanto riguarda il Consiglio comunale si sta pensando di ripristinare la collocazione originaria del tavolo della stampa, in modo tale che le riprese fotografiche vengano effettuate in maniera meno invasive rispetto ai singoli interventi in aula”. Dunque, tutto ridimensionato nella difesa d’ufficio di Colazingari: nessuna privacy da tutelare. Fuori onda, ma non troppo, il vice presidente del Consiglio comunale di Latina e il consigliere Massimo Di Trento, anche lui di Lbc, nel corso della commissione hanno detto sostanzialmente che se avessero avuto idee che Tassi potesse far passare un messaggio diverso lo avrebbero bloccato. Da quanto si è appreso, Tassi avrebbe accennato al suo incontro con i giornalisti pochi istanti prima dell’evento, al termine di una conferenza dei presidenti di commissione.

“Il presidente Tassi dimentica il ruolo dei consiglieri – ha attaccato Alessandro Calvi di Forza Italia -. Se parlava della volontà di intervenire su regolamenti avrebbe dovuto rivolgersi all’apposita commissione e al Consiglio comunale”.

Dello stesso avviso Nicola Calandrini di Fratelli d’Italia: l’ex presidente del Consiglio comunale (per nove anni consecutivi) ha detto inoltre che Tassi non ha il diritto di porsi come un uomo solo al comando. “E’ concesso al sindaco che rappresenta la cittadinanza ma che è espressione di una maggioranza; il consigliere Tassi – ha precisato Calandrini – è presidente del Consiglio comunale e quindi rappresenta sia la maggioranza che l’opposizione al pari dell’intero ufficio di presidenza. Cosa che non ha ben capito”.

A lamentare iniziative in solitaria di Tassi e la non condivisione delle problematiche dell’ufficio con gli altri componenti sono stati anche i due vice presidenti: Raimondo Tiero è intervenuto per sottolineare che sebbene siano passati mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio comunale, Tassi non ha dato seguito alla richiesta dei capigruppo di assegnare una sede in cui riunirsi; problematica quest’ultima sconosciuta al vice presidente Colazingari che non ha potuto far altro che condividere la lamentela del collega.

La seduta è stata aggiornata a giovedì prossimo, sperando nella presenza di Tassi. L’ordine del giorno è stato ampliato con la questione legata alle assegnazioni delle sedi per i gruppi consiliari e, su proposta del consigliere Salvatore Antoci, anche sulla necessità di avere report, da parte dei funzionari addetti, sullo stato delle telecamere di videosorveglianza visto l’abbandono dei rifiuti e delle violazioni al codice della strada anche al volante di mezzi pubblici.

Tornando a Tassi, oggi si è avuta la sensazione che neanche il gruppo di maggioranza fosse al corrente di cosa dovesse comunicare ai giornalisti. La difesa di Colazingari non è bastata a fugare i dubbi che tutta questa storia ha sollevato. Per un’ora e mezza la commissione si è chiesta se a capire male fossero stati i giornalisti, dal momento che Colazingari continuava ad assicurare che non c’era la volontà di limitare il diritto di cronaca. Un’interpretazione: Tassi era assente e non poteva fornire la sua versione, né potevano offrire la loro i giornalisti presenti per assistere silenti ai lavori della commissione in quanto non interpellati.

Nel ribadire quanto già scritto la scorsa settimana sull’incontro con Tassi, noi aggiungiamo solo una piccola nota a proposito di “un uomo solo al comando”, per usare le parole di Calandrini. Tassi è arrivato al famoso incontro accompagnato dal capo di gabinetto e dall’addetto stampa del Comune. Entrambe le due figure, che hanno preso parte attiva alla riunione, fanno parte dello staff del sindaco e come tali ci si aspetta che agiscano per conto dello stesso. Tassi, dispiace sottolinearlo ai consiglieri di Lbc presenti oggi in commissione, quel giorno non ci è apparso poi così solo.

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