A Giallolatino “Quello strano delitto di don Cesare”, poi “Il primo inganno” e gli altri delitti

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Entrerà nel vivo oggi, venerdì 23 settembre, a partire dalle 17.30, Giallolatino, il festival del giallo e del noir giunto alla decima edizione. E lo fa con i suoi autori, con i loro scritti. Ecco il programma nel dettaglio.

Questo pomeriggio alle 17.30, presso la libreria La Feltrinelli, Felice Cipriani presenta l’inchiesta “Quello strano delitto di Don Cesare”. Modera Gian Luca Campagna.

30 marzo 1995, don Cesare viene ritrovato nella sua canonica morto incaprettato. Dopo 4 mesi di indagini, il Comando dei carabinieri archivia il caso come un tentativo di rapina da parte di balordi mai individuati. Già, ma che strana questa rapina. I ladri hanno lasciato il denaro e si sono impossessati soltanto della preziosa agendina, dove il parroco annotava di tutto, e dell’album delle fotografie scattate. E sì, perché don Cesare, a capo del comitato ambientalista di Borgo Montello, si batteva per dirimere la cortina di nebbia che avvolgeva i segreti della seconda discarica del Lazio. Cos’aveva scoperto don Cesare Boschin per pagare con la vita? Un vero cold case che chiede giustizia. Su questa linea il giornalista e scrittore della memoria Felice Cipriani ha confezionato un libro dal titolo ‘Lo strano delitto di don Cesare’ (Omicron) dove si ripercorre la vita del parroco veneto di Trebaseleghe, appartenente alla confraternita di don Orione, quella dell’essere uno strumento e ‘straccio di Dio’, che venne a borgo Montello nel 1956. È un giornalista che si dichiara scrittore della memoria come Felice Cipriani (di Maenza, classe 1939) a intestardirsi nel riaprire il delitto in verità mai dimenticato. S’imbatte quasi per caso in questa storia torbida, s’appassiona alla vicenda e si impone di dare il suo contributo affinchè venga fatta luce e data giustizia alla figura di un prete prima maniera, morto in circostanze drammatiche e misteriose. Tanto che produce un libro inchiesta, dall’emblematico titolo ‘Lo strano delitto di don Cesare’. Con lui ci saranno il responsabile provinciale di Libera Fabrizio Marras e Claudio Gatto, fraterno amico di don Cesare e oggi attivista dell’associazione di don Luigi Ciotti, Stefano Maccioni, l’avvocato che ha fatto riaprire il caso dalla Procura di Latina, Immacolata Giuliani, criminologa, Antonio Turri, responsabile di Cittadini contro le mafie. E altri testimoni pronti a lasciare il proprio segno, più l’assessore all’ambiente Roberto Lessio  e il vicesindaco Paolo Briganti in rappresentanza del Comune di Latina.

Sempre oggi, alle ore 18, Riccardo Landini presenta il romanzo “Il primo inganno” presso il Caffè degli Artisti. Modera Chiara Alfiero.

Cosa succede se, mentre sei intento a spiare una coppia clandestina, ti capita di vedere nella finestra del palazzo di fronte due balordi che violentano una ragazzina? E se nessuno ti crede quando lo racconti? E se ti intestardisci a voler scoprire a cosa hai realmente assistito? Brenno Sandrelli, perito assicurativo e detective a tempo perso incappa in una banda di stupratori assassini, ma la sua voglia di ficcare il naso dove non dovrebbe gli porterà un sacco di guai. Senza contare che, nell’ombra, qualcuno trama per ammazzarlo, facendolo passare per suicidio. La sua vita sarà sconvolta per sempre. E non ci sarà ritorno ne il romanzo ‘Il primo inganno’ (Centoautori) di Riccardo Landini. Questo “è un romanzo circolare, dove ogni indizio, ogni particolare contribuisce a formare il quadro d’insieme e dove la tensione si taglia con il coltello, quello stesso che sarà protagonista di molte scene che toglieranno il respiro al lettore. La struttura della narrazione, con l’utilizzo di poche pause a spezzare il ritmo incessante degli eventi, è ben studiata dall’autore per rendere il thriller avvincente e mantenere alta la suspense fino all’ultima pagina”, come scrive Salvatore Chianese. Non solo: “I personaggi sono descritti negli aspetti essenziali e il linguaggio è netto, realistico e duro, come s’addice alla storia descritta. I dialoghi sono gradevoli, soprattutto per il ricorso all’autoironia, molto spesso un elemento sottovalutato e che invece rende i personaggi molto più credibili, favorendo l’effetto di immedesimazione del lettore”. L’autore di questo romanzo dal ritmo frenetico è Riccardo Landini, che ha pubblicato i romanzi ‘E verrà la morte seconda’ e ‘Tre casi del commissario Presti’: non è un caso che con quest’ultimo dsi chiude in effetti la trilogia dell’inganno. Landini si è fatto notare dalla critica specializzata per le numerose vittorie a premi riservati a racconti gialli e noir, tra cui ricordiamo “Giallo Stresa” e “Giallo & Noir”. Nel 2015 il suo racconto So lonely è uscito in appendice al Giallo Mondadori.

A seguire, alle ore 18.45, Letizia Triches presenta il romanzo “I delitti della laguna” al Good, il pub di via Lago Ascianghi. Modera Alessandro Vizzino.

Letizia Triches è nata e vive a Roma, docente e storico dell’arte in tutti i suoi libri fa della bellezza artistica e delle opere d’arte il filo d’unione dei suoi gialli. L’ultimo romanzo, I delitti della laguna’ (Newton Compton), che si legge ovviamente ma soprattutto si ascolta con la melodia del  blues, con il rumore dell’acqua dei canali che sembra scorrere ad ogni giro di pagina, e si guarda come si ammira una meravigliosa scultura. Nel febbraio 1990, Giuliano Neri, restauratore fiorentino, arriva a Venezia per lavorare sui dipinti della collezione di Alvise Volpato, un noto psichiatra con la passione per la pittura. Questo è il motivo ufficiale. Quello reale, invece, è l’indagine condotta da Chantal Chiusano: alle orecchie del commissario è giunta l’eco della fama di Neri nel risolvere casi complicati. E quello che ha tra le mani è senza dubbio complicato: Otis Moore, un magnetico bluesman afroamericano, soprannominato “il Moro di Cannaregio”, si era trasferito in città di ritorno dal Vietnam ma, soggiogato dalla laguna, non era mai riuscito a ripartire. E ora è morto. Scavando nella vita di Otis, il commissario è spinto ben presto a indagare sulla criminalità legata al mondo dell’arte. Forse il musicista non era estraneo a certi affari illeciti. Così come non lo erano le famiglie dei Favero, dei Volpato e dei Luni, tutte legate in qualche modo alla band di Moore. Proprio quando Chantal e Giuliano pensano di aver trovato una via per risolvere il caso, ecco che le acque restituiscono il corpo seminudo e straziato di una donna. Tutto si intreccia nel romanzo della Triches e se ci si perde tra campi e campielli alla stesso modo ci si perde tra rancori e odi familiari che sono nel profondo dell’anima e che muovono ogni cosa proprio come l’amore che muove il mondo. La “nostalgia” a volte non permette di vivere e neanche di percorrere una laguna che non smette di sorprendere.

Al bar Poeta, alle ore 19, Emilio Andreoli presenta il romanzo “Traffici illeciti”. Modera Fabrizio Giona.

Michele è un uomo tranquillo. Come tanti. Separato, qualche grattacapo con la ex moglie un po’ stronzetta, qualche amico vivace, qualche avventura sentimentale, un lavoro che gli permette ancora di sognare alla soglia dei cinquant’anni. Una vita regolare in una città di provincia come Latina, squadrata nei suoi edifici razionalisti, selvaggia nella sua natura incontaminata e sorprendente nelle sue storie come quelle del campo profughi. Ecco l’incipit di ‘Traffici illeciti’ (Omicron). Poi, all’improvviso, compare lei, Lara, enigmatica, giovane e bellissima a sconvolgere la vita tranquilla e un po’ grigia di Michele. E sì, perché la bella Lara, studentessa universitaria modello, non è proprio quella che appare. Ed è una donna che ti caccia nei guai, grossi guai. Guai ancora più grandi se poi ti innamori. E imbarcarsi con lei per la Francia e per la Polonia, per una missione misteriosa, non è un gioco, ma una storia maledettamente seria. Cosa nasconde in realtà la bella Lara? Michele potrà fidarsi di un nuovo amore? È così sicuro di questa ragazza così giovane e affascinante che ha un passato e presente oscuri? All’inizio tutto appare bello, come l’innamoramento e le piccole ansie: le passeggiate romantiche, le cene deliziose, il sesso infuocato, ma poi Latina diventa un pallido ricordo e le rotte cominciano a essere differenti…

Al pub Bancoventisei sarà la volta di Luca Poldemengo che presenta il romanzo “I pregiudizi di Dio”. Modera Stefania De Caro.

L’occhio dei media si spalanca su Mandela, il paesino della valle dell’Aniene da cui è scomparsa una giovane mamma. Ecco ‘I pregiudizi di Dio’ (e/o): l’evento lega i destini del commissario Valente, dell’ispettore Alfieri e del commissario Francesca Ralli. Tre sguardi sulla stessa indagine, ciascuno deformato dallo specchio convesso della propria anima. I poliziotti dovranno accettare di scendere a patti con una realtà ambigua, dove esistono cattivi innocenti e buoni colpevoli. Perché la vera giustizia non è di questo mondo, e ciò che chiamiamo bene e male sono i pregiudizi di Dio, come disse il serpente. Lungo il corso dell’indagine tutti e tre, in modi diversi, si troveranno a dover fare i conti con scelte personali e professionali decisive, non semplici. Andrea, sbirro integerrimo,  è stato abbandonato dalla moglie Alice e vive con la suocera e il figlio di cinque anni. Marco è invece un uomo vizioso, figlio di un ex vice capo di polizia, all’apparenza un raccomandato. Francesca è una poliziotta determinata, con una debolezza mai vinta, soprattutto per l’amore che ancora nutre per Andrea. Luca Poldelmengo è nato a Roma nel 1973, sceneggiatore, dal 2009 affianca quella di scrittore.

Infine, alle ore 21, conviviale “Il giallo è servito” al ristorante Al Parco. 20 euro.

Chi sono gli autori di Latina narrativamente pericolosi? Negli anni alcuni sono stati allevati sotto tenere foglie di cavolo, altri fatti precipitare da cicogne alcolizzate, qualcuno è stato tenuto a bagnomaria nei canali di bonifica, taluni allevati in cattività nelle gabbie metafisiche. Oggi sono tutti a piede libero, pronti a sedurvi con le loro parole. Come è ormai tradizione consolidata vi aspettiamo alla conviviale ‘Il giallo è servito’ presso la pizzeria Al Parco in via Tito Speri a Latina, cena conviviale organizzata dai giovani del Rotaract di Latina. Il menù? Antipasto di montagna, pizza e birra garantiti. La vostra incolumità no

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