Latina, a Giallolatino arrivano Pinketts, Furno e Cesarina Ferruzzi

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Domani terza giornata per Giallolatino. Appuntamento con il festival del giallo e del noir a partire dalle 17.30: ecco il programma nel dettaglio.

Alessandro Vizzino presenta il romanzo Venetia Nigra alle 17.30, presso la Pasticceria Turi Rizzo. Moderano Giorgio Bastonini e Fabio Capirchio

Torna la narrativa di Alessandro Vizzino, che s’è imposto all’attenzione nazionale col romanzo ‘Sin’ e con il true crime ‘Trinacrime’, una storia vera di un pentito di mafia. Oggi torna al romanzo. E che romanzo, ‘Venetia nigra’ (ed. Draw Up), un thriller dalle venature noir ambientato in una Venezia mai così affascinante e seducente. Siamo nella Serenissima, nel 1725. Un uomo in Baùta si aggira di notte, armato, tra le calli della città. Il Nobilhomo Nicolò Testier Gritti è un giovane brillante, ambito dalle donne e dedito al vizio. Durante una sua visita al Ridotto s’invaghisce di Elisabetta Pitacchi, che ottiene in pegno dopo una serie di sfide allo Sbaraglino. L’amore fra Nicolò ed Elisabetta si consolida. A Venezia la ragazza conoscerà anche Zanetta Farussi, moglie di Gaetano Casanova e neomamma del piccolo Giacomo. Alcune settimane dopo, Nicolò incontra Samuele Grozzi, Inquisitore di Stato e personaggio tra i più influenti della città, che il patrizio aveva già incrociato a un rinfresco presso Palazzo Sandi. Il magistrato domanda a Nicolò di recarsi per lui a Cremona, per ritirare un violino destinato ad Antonio Vivaldi. Il giorno successivo, il mercante d’arte Alfonso Bottin si presenta alla residenza di Nicolò per proporre all’aristocratico un dipinto del suo amico Antonio Canal, che Testier decide d’acquistare pagando il mercante con una moneta scalfita. Nella vita agiata di Nicolò Testier Gritti, però, qualcosa comincia a incrinarsi: sparizioni improvvise, segreti inestricabili, nuove presenze e accuse dalle quali non può scagionarsi inizieranno a spostare la rotta della sua esistenza. Persino Giorgio Aliprandi,Capitan Grande e suo compagno fraterno, non sa più quale strada seguire. Un pericolo ancora più grande, intanto, incombe sull’intera Serenissima…

Ore 18 al bar Cifra, Giuseppe Furno presenta il romanzo La Dea della Fortuna. Modera Marco Savastano

Giuseppe Furno è approdato alla scrittura dopo una lunga esperienza di sceneggiatore per la televisione: ha firmato serie di grande successo come Il commissario Manara e Don Matteo. Con ‘La dea della fortuna’ (Longanesi) firma un romanzo con un ritmo cinematografico, dove il protagonista diventa un concentrato di originalità che cattura i lettori. In un’estate romana dove la città  ritrova il suo splendore in un agosto caldo e deserto, fra i pochi che popolano la capitale, c’è l’investigatore privato Fabio Gracco, cinquant’anni, un divorzio alle spalle e una vita sentimentale fatta di alti e bassi. Gracco ha appena svolto un’indagine su un caso d’infedeltà coniugale che coinvolge Nicola de Nicola, un noto politico d’area progressista, astro nascente nella corsa alle primarie per la Regione Lazio. Potrebbe finire tutto così, con una scenata della moglie, l’avvio dell’iter per il divorzio, magari uno scandalo mediatico con le inevitabili dimissioni del politico. Ma le cose si complicano drammaticamente, perché una giovane archeologa viene ritrovata morta nel sotterraneo del palazzo dove ha sede il comitato elettorale di de Nicola. L’investigatore Fabio Gracco si troverà alle prese con un’indagine delicatissima, in una Roma infuocata, che lo porterà a scoprire passioni segrete e scomode verità. La città eterna è la protagonista di questo romanzo dal ritmo incalzante, che lascia senza respiro proprio come la calura estiva che tormenta la città in estate. Se poi nella vita ogni cosa cambia da un momento all’altro e non resta che affidarsi alla fortuna, sperando che si pensa quello che si vuole la fortuna giochi il ruolo facendo i conti però con la follia che sconvolge piani e pensieri: “L’esperienza diceva a Fabio che la follia, quando cova, non ha volto, semmai è solo l’altra faccia d’una stessa moneta, che tirata in aria segna la buona sorte oppure no, in un solo, breve movimento”.

Gaetano Amato presenta il romanzo Il Mistero della I Lunga. Ore 18.15 al Bar Jolly. Modera Gennaro Comparone

Gennaro Di Palma, di professione investigatore privato, viene ingaggiato per far luce su una serie di misteriosi furti, che nottetempo vengono messi a segno in un supermercato. Ecco, parte così ‘Il mistero della I lunga’ (Centoautori). Tra appostamenti notturni e irruzioni nel sottosuolo di Napoli, l’ex poliziotto non riesce a venire a capo del caso e comincia a dar credito ad un’ipotesi investigativa fuori da ogni logica: ad appropriarsi dei beni di prima necessità del grande magazzino sarebbe ‘O Munaciello, una figura leggendaria del folclore napoletano. Ma è davvero così? È possibile che un folletto, uno spirito benigno vestito da monaco che dimora nelle viscere della città sia il responsabile dei furti? Il mistero s’infittisce quando anche la portinaia del suo palazzo, e fedele collaboratrice, scompare senza lasciare traccia. Dall’autore de Il Testimone (premio Selezione Bancarella 2009), un nuovo romanzo con protagonista Gennaro Di Palma, ex poliziotto della buoncostume, ex parcheggiatore abusivo, ex contrabbandiere. Gaetano Amato (Castellammare di Stabia, 1957) è uno scrittore e attore italiano, noto al grande pubblico soprattutto per le innumerevoli partecipazioni da protagonista a film e serie televisive di grande successo. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Charlot per il cabaret, la Grolla d’oro per la miniserie Il Grande Torino, il Premio qualità televisiva per la serie televisiva La squadra e il Mirto d’oro come Attore dell’anno. Il romanzo Il testimone. La prima (vera) indagine di Gennaro Di Palma (Curcio Editore) è stato finalista al Premio Bancarella 2009. Tra i suoi libri ricordiamo i romanzi Il paradiso può attendere. A volte (Testepiene, 2010) e Gioco segreto (Testepiene, 2011). Questo è il suo ultimo romanzo.

Alla Libreria Feltrinelli, alle ore 18.30, Cesarina Ferruzzi presenta la biografia Il Cielo a Sbarre. Modera Stefania De Caro

Una donna di successo catapultata a vivere l’inferno del carcere di San Vittore: tra disagi, incubi e incertezze, emerge però la forza di una persona come Cesarina che non perde mai la speranza e che, anzi, riesce a trarre del buono da un’esperienza tanto terribile. Questa è parte della vita di Cesarina Ferruzzi, consigliere delegato e presidente di “Green Holding”, impegnata nel settore ambientale da anni: una donna volitiva che percorre con determinazione ogni strada che si è trovata davanti, anche quella che si è aperta percorrendo i corridoi del carcere e trasformando questo evento della sua vita nel suo percorso formativo più grande, arricchendo la propria anima e anche quella di coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarla. È una mattina di ottobre quando la Guardia di Finanza la obbliga a lasciare la sua casa e vedere il mondo da una finestra a sbarre. Una finestra che le permette di scandire il tempo dai raggi del sole che si intravedono. Una storia vera e drammatica, da quel momento Cesarina è costretta a smettere i panni di “persona” per indossare quelli di “detenuta”. La sua vita per 133 giorni si svolgerà in quel “non-luogo” in cui vigono altre regole. Questa sconvolgente realtà la porta dopo un primo momento di disperazione a mettere in campo tutte le sue forze, riuscendo a portare umanità tra quelle mura, mettendo insieme un coro di detenute, gestendo la palestra e  facendo l’aiuto bibliotecaria. Un libro che porta a riflettere e che permette di trovare i veri valori in questa vita. ‘Il cielo a sbarre’ (Cario) è il libro che testimonia come la vita di ognuno può essere sconvolta in un secondo. La forza e la determinazione hanno aiutato Cesarina ad uscire da un inferno, anzi addirittura la fermezza e la volontà che ha dentro sé ha trasformato il carcere, intessendo anche rapporti umani e legami che si basano su altri valori. Un libro autobiografico da leggere alternando momenti di pausa di riflessione.

Andrea Carlo Cappi presenta il romanzo Black and Blue al Pub Gambrinus, ore 18.45 Modera Diego Zandel.

Si fa chiamare, con orgoglio, Toni Black. Buttafuori, mercenario, investigatore senza licenza, conosce tutti di Magaluf, Maiorca, centro turistico che per sei mesi all’anno esplode di musica, alcool, sesso e divertimento. Ma quest’estate c’è qualcosa di nuovo nella “città del peccato”: una banda di criminali senza scrupoli, un jihaidista che lancia messaggi via internet, una donna misteriosa che ha perso le tracce della propria identità. Dove la legge non può arrivare, l’unico che possa mettere a posto le cose è Toni Black. Ecco qui il titolo dell’ultimo romanzo spy story dell’eclettico Andrea Carlo Cappi: ‘Black and blue (Cordero). Cappi, uno dei maggiori esperti (se non il sommo esperto dell’agente segreto di Sua Maestà più famoso al mondo, cioè 007, è noto anche per aver firmato lavori con gli pseudonimi di François Torrent, Alex Montecchi e Andrew Cherry (Milano, 1964); noto anche come traduttore, si occupa soprattutto di letteratura noir, thriller e avventurosa, ma ha scritto anche storie umoristiche, horror, fantasy e fantascientifiche. Come traduttore si è occupato di numerosi autori, soprattutto nel campo del giallo: dalla lingua inglese, scrittori come Arthur Conan Doyle, Dashiell Hammett, Raymond Chandler,Erle Stanley Gardner, Ian Fleming; dallo spagnolo, Matilde Asensi, Miguel Barroso, Pedro Casals, Andreu Martín. È noto soprattutto come traduttore e curatore di edizioni italiane delle avventure di James Bond 007, personaggio a cui ha dedicato, insieme a Edward Coffrini Dell’Orto, numerosi saggi e il fan club 007 Admiral Club.Come saggista si è occupato di tecniche di scrittura e aspetti della narrativa di genere, di delitti e spie celebri, e di cinema. Autore, presentatore e ospite di programmi radio e televisivi, è attivo come organizzatore e conduttore di eventi letterari e presentazioni di libri. In particolare, a Milano dal 1994 affianca lo scrittore Andrea G. Pinketts nelle serate del Seminario per giallo e bar.

Andrea G. Pinketts presenta il suo La Capanna dello Zio Tom. Ore 19 al Bar Mimì. Modera Gian Luca Campagna

Ne ‘La capanna dello Zio Rom  (Mondadori) Andrea G. Pinketts (e G. sta per genio…) ricrea la sua Milano nera e surreale divertendosi con lo stile inconfondibile di sempre: gioca con le parole come con i suoi personaggi e persino con i capitoli, facendoli litigare tra di loro. Eccoci qua: Milano, novembre 2016: torna per l’ultima volta Lazzaro Santandrea e lo fa in grande stile. “Specialista delle resurrezioni”, non è un tipo che se ne va: di solito arriva. Arriva al momento giusto. E anche in questo caso piomba nel bel mezzo degli eventi. O sono gli eventi a piombare su di lui, impegnato a innamorarsi di una ragazza dall’oscuro presente? Ossitocina ha i leggings e un cane, Lou Reed, addestrato a farle la spesa al supermercato. Per Lazzaro è un colpo di fulmine. Con conseguenze devastanti. Loden assassini, parka assetati di sangue, reggicalze letali, giacche da camera a gas esilarante: la cabina armadio di Pinketts è un guardaroba teatrale di lusso inventivo. E Lazzaro questa volta finirà coinvolto in un delirio senza precedenti, tra le fiere di Milano e la Fiera del Libro di Bucarest, con gemelli incendiari, latinisti allo sbaraglio e regolamenti di conti con le forchette di plastica, in compagnia di giornalisti d’assalto, mercenari vestiti da suora e vecchi amici orfani di guerra e di madre. Nella Capanna dello Zio Rom Pinketts ricrea la sua Milano nera e surreale divertendosi con lo stile inconfondibile di sempre: gioca con le parole come con i suoi personaggi e persino con i capitoli, facendoli litigare tra di loro. Nel corso di un mese dalla “vita breve ma intensa come James Dean”, fatto di pomeriggi “corti come calzoni alla zuava”, si addensa una vicenda ricchissima. E più le cose si complicano, più ci si immerge di gusto nella lettura, in sintonia con Lazzaro che, ricapitolando gli eventi, a un certo punto ammette: “Tutto ciò non puzzava. Profumava di guai”.

In seguito, alle ore 21, si svolferà la cerimonia di premiazione del concorso Beer Book al Birrificio East Side.

Beer Book, ecco i finalisti che si contenderanno come premio finale oltre che la pubblicazione all’interno dell’antologia Giallolatino X anche una cassa di birra (per i primi tre). Bee Book è un concorso nazionale di racconti brevi inediti di genere giallo/noir che hanno come tema la birra, protagonista o comparsa di questi racconti. Il concorso di narrativa è organizzato dal birrificio artigianale East Side di Latina e dall’agenzia di eventi e comunicazione Omicron. Eccoli i finalisti: Mauro Valentini con ‘Alla memoria di Gordon’, Mauro Frugone con ‘Bacharach’, Francesco Marsibilio con ‘Gli inciclonati’, Piera Carlomagno con ‘Non c’è niente da temere’, Chiara Moscoloni con  ‘La bionda del presidente’, Giorgio Bastonini con ‘La condanna’, Marco Donna con ‘Birralatina’, Paolo Romboni con ‘L’investigatore’, Fabio Mundadori con n’Solo il tempo di una bionda’, Elsa Qoska con ‘Posillipo, birra e morte’.

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