Alla ricerca di Dory, un film sorprendente e commovente sulle origini della pesciolina più amata del cinema

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Dopo il flop di John Carter, il regista due volte premio Oscar Andrew Stanton torna ad occuparsi del genere che gli ha conferito il successo mondiale: l’animazione. A sua detta questa scelta non è dettata dal bisogno di ritrovare un porto sicuro, ma dal raccontare ciò che per troppo a lungo era rimasto in sospeso, ovvero la storia e le origini della pesciolina Dory, coprotagonista di quell’Alla ricerca di Nemo di cui tutti si sono innamorati nel 2003.

Un anno dopo aver ritrovato Nemo, Dory inizia ad avere dei flash della sua infanzia, ricordando così i genitori persi e mai ritrovati. Deciderà quindi di intraprendere un lungo viaggio alla ricerca delle sue origini, accompagnata dal fedele Marlyn e da suo figlio Nemo, i quali dovranno aiutarla non solo a ritrovare ciò che cerca, ma ad evitare anche che si smarrisca, data la sua perdita di memoria a breve termine.

Portare in sala sequel di film amati e di grande successo è sempre un rischio molto alto, specialmente se sono in molti a porsi domande riguardo la necessità o meno di tale sequel. Dubbi che si sono sollevati anche dopo l’annuncio di Alla ricerca di Dory. Andrew Stanton tuttavia si dimostra perfettamente in grado di gestire la preziosa materia, convincendoci della necessità di raccontare le origini di Dory. Se all’inizio ciò che vediamo ci sembra estremamente simile agli eventi del primo film, la narrazione si sposta subito verso altre strade, alternandosi tra presente e brevi flashback, ed evitando il senso di déjà-vu, portandoci così a scoprire nuovi ed incantevoli luoghi e nuovi e carismatici personaggi, dal polpo Hank alla balena Destiny. E anche se alla fine il film si mostra meno denso e ricco rispetto al suo predecessore, sia a livello narrativo che tecnico, la capacità della Pixar di emozionare fino alla lacrime non viene a mancare, confermando così il successo di uno dei migliori sequel realizzati dalla famosa casa di produzione. A livello visivo non ci sono grandi novità, ma tutto è molto colorato e dettagliato, incantevole ed attraente. L’animazione realizzata è in grado di rendere estremamente espressivi i personaggi e i loro occhi, specialmente quelli della piccola Dory, facendoceli così apprezzare sin da subito. Le musiche di Thomas Newman accompagnano l’intera pellicola contribuendo a dar vita a quella poesia che colpisce dritta al cuore, di cui la Pixar è ormai celebre nel mondo.

Facendoci riflettere sulla difficile convivenza con un handicap come quello della tenera protagonista, il film ha il merito di trasmettere anche ai più piccoli il senso della diversità e dell’accettazione di questa. Forte è anche il tema dei legami familiari, del legame con le proprie origini, elementi senza i quali si rischia di perdere la propria identità, emotiva e personale. Alla ricerca di Dory si afferma, come spesso accade per i film Pixar, come un’opera per grandi e piccoli, e davvero è in grado di farci emozionare e commuovere, di farci riflettere e crescere.

Alla ricerca di Dory, diretto da Andrew Stanton, è in sala dal 14 settembre nei cinema di Latina (Supercinema, Oxer, Corso Multisala), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Fondi (Super Cinema Castello), Formia (Del Mare Multisala), Gaeta (Cinema Teatro Ariston) e Terracina (Rio Multisala).

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