Dal distretto socio-sanitario al consorzio, a Latina prove tecniche per il nuovo welfare

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Si è parlato della riforma del servizio socio-sanitario e dei nuovi scenari aperti dalle legge 11/2016 recentemente approvata in Consiglio regionale questa mattina nella sala Enzo De Pasquale del Comune con l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Rita Visini, scesa dalla capitale per l’occasione. All’incontro hanno partecipato anche il Sindaco Coletta nella prima parte, l’Assessora alle Politiche di Welfare Patrizia Ciccarelli, i Sindaci e loro delegati dei Comuni della provincia di Latina, i dirigenti dei Servizi Sociali comunali, i rappresentanti della Asl. La seconda parte dell’incontro è stata dedicata agli operatori del Terzo Settore.
L’obiettivo oggi è quello di implementare un modello di welfare rivoluzionario che ribalta le modalità di approccio al tema dei servizi sociali puntando sull’integrazione socio-sanitaria. L’Asessore Visini ha sottolineato l’importanza per le Amministrazioni locali di misurarsi con la sfida di realizzare un nuovo sistema di governance attraverso una gestione associata tra Comuni, individuando quale ambito territoriale ottimale quello dei distretti socio-sanitari. Tra le varie ipotesi praticabili nel corso del dibattito è emersa quella di realizzare un Consorzio tra enti locali, dunque un organo sovracomunale che abbia personalità giuridica. «Va naturalmente affrontato il problema delle risorse – ha affermato l’Assessora Ciccarelli – che confidiamo possa essere risolto al più presto con l’adeguamento dei finanziamenti in base alla popolazione residente. Ancora è necessario investire: in conoscenza, perché si abbia contezza del fabbisogno reale, soprattutto quando si parla di contrasto alla povertà; in sistemi informativi, che consentono di migliorare la qualità del lavoro e usare le risorse umane in altre attività più urgenti; in personale, per dare una risposta efficace ed il più possibile rapida alle richieste di sostegno provenienti dal territorio».
Durante l’incontro molti amministratori, rappresentanti della Asl, operatori del settore sono intervenuti segnalando difficoltà nella gestione dell’attività quotidiana e la necessità di dotarsi di nuovi strumenti di programmazione che consentano una reale integrazione del sistema dei servizi socio-sanitari. A seguire l’incontro con il Terzo Settore, che ha risposto positivamente all’invito della Regione: molte le associazioni intervenuti prendendo la parola per sollecitare regole certe che permettano un reale coinvolgimento del mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale già fortemente impegnato sul territorio, ma non sempre protagonista delle scelte che sono alla base della programmazione dei servizi. Nel corso della prima parte della riunione è stata inoltre presentata uno studio effettuato dall’Università di Tor Vergata, incaricata di supportare la Regione nella redazione del Piano sociale regionale 2016-2018 la cui definizione è prevista entro il mese di novembre.
Nel ringraziare la Regione, la Ciccarelli ha parlato del nuovo Piano sociale regionale come di uno «strumento potente e ambizioso, che ribadisce l’importanza di dare una risposta integrata alla domanda di chi vive in condizioni di disagio. Dobbiamo capire che praticare un welfare fondato su una governance allargata è un’opportunità, passare da una consultazione episodica con il Terzo Settore ad una consultazione strutturata, imparare a fare sistema relazionandoci con le realtà che operano sul territorio e con il mondo accademico. Non sarà facile né immediato, ma è il momento di dare le gambe a questo strumento da attuare secondo le linee guide che ci indicherà la Regione, insieme a suggerimenti di buone pratiche da importare sul territorio».

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