Latina, i progetti artistici ed artigianali nella Casa Circondariale: la realtà secondo i detenuti

131

“Anche attraverso attività artistiche e culturali si può offrire un percorso di reinserimento sociale, all’interno di una visione che vede tutti coinvolti in prima persona, al di là delle differenze. Un tentativo, una spinta al recupero di ogni particella di potenzialità, di capacità, di possibilità di miglioramento, per ridare senso alla vita e futuro ad ogni soggetto, persona, cittadino”

Con l’obiettivo comune di promuovere percorsi che conducano all’abbattimento di pregiudizi e di barriere, da circa cinque anni l’Associazione di Promozione Sociale Solidarte ha avviato, in collaborazione con i responsabili dell’Area Educativa e la Direzione della Casa Circondariale di Latina, un laboratorio artistico e artigianale nelle sezioni femminili e maschili del carcere, sotto la guida dell’artista Giuliana Bocconcello, affiancata dall’esperto di comunicazione Michele Catalano e il sostegno dei soci volontari dell’associazione. Il progetto consiste in una serie d’incontri formativi, di teoria e pratica, nei quali si prendono in esame le varie tappe di sviluppo di un piano di comunicazione che sappia raccontare e valorizzare i lavori artistici e di artigianato che vengono prodotti all’interno del carcere dai detenuti. Il sostegno da parte di “Solidarte” è quello di fornire strumenti, idee, prove pratiche, per la realizzazione, la presentazione e la divulgazione dei manufatti che vengono realizzati.

In particolare nella sezione femminile del carcere si sono formati due gruppi ben distinti: 1. Il gruppo “Le donne di Via Aspromonte”, che partecipa con manufatti artistici e artigianali ad eventi culturali e di solidarietà, promossi nel territorio pontino e nelle province limitrofe. Realizza manufatti, gadget, in ceramica su commesse da aziende private, Enti pubblici, in particolare dal Comune di Aprilia. 2. Il gruppo “P.I.G. Pellacce In Gioco” (già denominato “API”), realizza borse in tessuto e cuoio, quaderni e taccuini, interamente fatti a mano, ed esclusivamente con materiale di recupero. Il gruppo “Le donne di Via Aspromonte” ha realizzato un’opera pittorica visivo-concettuale intitolata “La Natura Tras-curata vista da dentro”, eseguita con tecnica mista e materiali di recupero, in merito all’argomento del verde pubblico e gestione dei rifiuti urbani, progetto AIFO e CESV- Azioni per la giustizia Ambientale 2014 dal titolo “Ribelli per natura”. Il gruppo, inoltre, sotto la guida di Giuliana Bocconcello partecipa alla prima edizione della rassegna di arti visive per detenuti “Arte dal carcere: Verso il futuro” promosso dal Tribunale di Massa, la Casa di Reclusione di Massa, l’Associazione “Amici del Museo Ugo Guidi Onlus – Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi e l’Associazione AiCS Solidarietà di Massa Carrara hanno realizzato, su progetto di Enrica Frediani. Le opere selezionate saranno esposte nei locali del Tribunale di Massa dal 6 novembre 2016 al 30 settembre 2017.

Inoltre domani alle ore 11.00, presso la Casa Circondariale di via Aspromonte, si terrà la cerimonia di consegna al sindaco del Comune di Aprilia, Antonio Serra, di 50 esemplari in terracotta che riproducono il logo dell’ 80° Anniversario di Fondazione della Città di Aprilia realizzati interamente a mano dal gruppo artistico delle detenute che partecipano al progetto “Percorsi d’arte e artigianato con le donne di via Aspromonte”. Il progetto è a cura dell’Associazione Solidarte e della Casa Circondariale di Latina, con il contributo del Comune di Aprilia e la collaborazione del Comitato Soci Coop di Aprilia. Alla cerimonia partecipa anche l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Aprilia, Eva Torselli.

Descrizione opera “La Natura Tras-curata vista da dentro”:

Con il titolo “La Natura Tras-curata vista da dentro” il gruppo ha fatto un viaggio pittorico-
emozionale, raccontandolo in tre momenti distinti, con tre “finestre”, che segnano e raccontano il dentro-luogo fisico(la Casa Circondariale) e il dentro- luogo emozione (cuore). Un racconto che unisce il tema scelto e la realtà vissuta nel carcere dalle donne di Via Aspromonte, le quali, dalle finestre inventate (poiché dalle finestre del carcere non è possibile vedere fuori), guardano emotivamente la realtà interna ed immaginano quella esterna, uniscono le due realtà apparentemente separate, e trasformano il loro viaggio in un racconto univoco. La prima finestra è quella del grigio e del nero, è il peso degli avvenimenti, forti, l’impatto con una realtà, la città piena di rifiuti,la natura è trascurata. Nella seconda finestra le donne di Via Aspromonte vedono il verde, nel verde attendo e mi esprimo: Aiutiamo i bambini a vivere in una natura pulita, c’è la discarica abusiva, rispettare la natura è un segno di civiltà. Dalla terza finestra si può leggere la frase: l’impegno ci premia. Il giardino di Ninfa è il più bello. I colori sono solari, dal giallo, al rosso,al blu. E quel segno rosso e marrone appena tracciato su una chiazza gialla “è il Vesuvio”. Bisogna rispettare la natura perché è vita. La natura va curata.

LE VOSTRE OPINIONI

commenti