“Olimpiadi a Latina? Meglio una candidatura per campionati regionali e nazionali”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del Meetup 5 Stelle Cittadinanza Attiva che boccia senza possibilità di appello la candidatura di Latina ad ospitare le Olimpiadi 2024. L’auspicio dei grillini “Cittadinanza Attiva” è che il sindaco Damiano Coletta non si faccia condizionare “dalla passione del suo passato sportivo” e che investa “tutte le energie fisiche e politiche nella ricostruzione della città in tutti i settori”. “Latina – sostengono gli attivisti – potrebbe candidarsi ai campionati regionali e nazionali di molte discipline sportive. Sarebbe sicuramente una scelta più a dimensione della nostra città, per i servizi e collegamenti che offre”.

Ecco il testo

La cordata olimpica dei quattro sindaci laziali (Latina, Rieti, Frosinone e Viterbo) vuole portare la candidatura delle proprie città alle Olimpiadi del 2024. A tal fine il nostro primo cittadino Damiano Coletta ha inizialmente scritto e, successivamente, incontrerà il sindaco della capitale Virginia Raggi, unitamente agli altri tre sindaci dei comuni di provincia limitrofi.

L’obiettivo è quello di dissuadere il primo cittadino romano dalla decisione, ormai ben nota e sostenuta in tutti i modi prima e dopo le elezioni, di rinunciare alla candidatura ai Giochi Olimpici 2024. Naturalmente la nuova proposta di candidatura, almeno per Latina, è improponibile e insostenibile, quale messaggio allora vogliono realmente lanciare i quattro moschettieri delle olimpiadi? Tutti per uno ed uno per tutti? Oppure, considerato che i giochi sono diventati una scelta politica, “tutti per Renzi e Renzi per tutti?

Coletta sostiene che questo tentativo non è una operazione contro Roma capitale, ma difficile credere diversamente. Ha dichiarato di confidare, inoltre, nella possibilità, attraverso il Coni e il Governo che si possa riuscire a individuare una soluzione “nel rispetto della scelta operata dal sindaco di Roma”. Il poker dei sindaci sostiene, a supporto di tale candidatura, il Regolamento del Comitato Olimpico internazionale, che assegna formalmente l’evento ad una città, di fatto però coinvolge un’intera nazione. Secondo questa visione la manifestazione sarebbe gestita direttamente dallo Stato, attraverso il Governo o un commissario straordinario. Sempre secondo i quattro sindaci, i territori delle città di provincia non possono rinunciare a concorrere alla ripartizione dei sei miliardi di euro stimati di investimenti, che produrrebbero potenzialmente circa 178 mila nuovi posti di lavoro. Questa lodevole proposta di candidatura non tiene conto, però, che Latina è stata sempre esclusa dalle grandi opere pubbliche e private ed a penalizzarla, in primis, la mancanza di collegamenti idonei. Come ad esempio l’aeroporto, l’autostrada, il porto e tutti i servizi essenziali.

Il Meetup 5 Stelle Cittadinanza Attiva sposa pienamente le ragioni della sindaca di Roma, della quale apprezza la coerenza e l’intransigenza peculiare del MoVimento 5 stelle. Damiano Coletta, invece, anziché plaudire e sostenere la coerenza di Roma capitale, scivola in probabili personalismi e nella megalomania, non propriamente conforme ai valori dell’interesse comune. Quattro anni fa, nel 2012, il governo Monti rinunciò, contro la volontà dell’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno, alla medesima opportunità in quanto l’evento mondiale risultava troppo dispendioso per le casse dello Stato. Mario Monti, in quel momento, aveva la priorità di mettere economicamente al sicuro i conti dell’Italia per l’enorme debito pubblico già raggiunto. Pertanto, Roma capitale e il resto del Paese dovettero rinunciare alla candidatura per i Giochi Olimpici del 2020 con annessi progetti e investimenti. Basti pensare che, nel 2012, il debito pubblico ammontava a 1.928 miliardi di euro con un rapporto debito/Pil del 127% e la disoccupazione al 9,3%. Nel 2016, invece, il debito pubblico ammonta a 2.250 miliardi con il rapporto debito/pil del 132,7% e la disoccupazione salita al 11,5%. Non bisogna essere esperti in economia per leggere le differenze in crescita negativa, con questi presupposti sarebbe da irresponsabili, secondo noi, dire Si alla candidatura per il 2024. Roma e l’Italia sono piene di grandi opere incompiute e abbandonate. Come ha ricordato Virginia Raggi, l’ultima rata di debito per i mondiali di “Italia 90” è stata pagata a gennaio 2016, per le Olimpiadi degli anni settanta è stato contratto un debito di circa un miliardo di lire, a Roma si stanno ancora pagando gli espropri. Non bisogna ipotecare il futuro di Roma e del Paese.

E’ bene non dimenticare che, alcune volte, alle elezioni si ottengono buoni risultati, come per Latina, non esclusivamente per il proprio progetto politico ma anche per assenze di competitors! Una destra litigiosa e spaccata, un candidato del PD che ha avuto contro gran parte dello stesso partito, le nuove liste politiche non sufficientemente convincenti e, infine, un M5S sulla carta favorito ma assente per la mancata certificazione del simbolo.

Per tali motivi crediamo che il nostro sindaco debba concentrarsi incondizionatamente sulle criticità della nostra città. In ultimo, da cittadini di Latina, imploriamo Damiano Coletta di ridimensionarsi, di non farsi condizionare dalla passione del suo passato sportivo e di investire tutte le energie fisiche e politiche nella ricostruzione della città in tutti i settori. Raffaele Cantone, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), condivide la scelta del NO ai Giochi in quanto ha recentemente dichiarato che la scelta della Raggi sulle Olimpiadi è stata dettata da ragioni economiche e non dalla paura della corruzione. Uno studio, sui costi dei precedenti Giochi nel mondo, della prestigiosa Università di Oxford attesta che sono un flop mondiale. Tutte le Olimpiadi hanno sforato i costi preventivati, da un minimo del 50% a un massimo del 720%. La stessa università ha definito l’evento mondiale testualmente “una sorta di assegno in bianco”. Per le ragioni sopra esposte il Meetup 5 Stelle Cittadinanza Attiva ribadisce con fermezza le ragioni del No olimpico a Roma come a Latina. Nel frattempo auspichiamo che il nostro primo cittadino rinsavisca e faccia un passo indietro. In alternativa, suggeriamo che Latina potrebbe candidarsi ai campionati regionali e nazionali di molte discipline sportive. Sarebbe sicuramente una scelta più a dimensione della nostra città, per i servizi e collegamenti che offre.

 

 

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