Latina e provincia, aziende in lieve ripresa: in crescita il tasso di sopravvivenza, fallimenti in flessione

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L’Osserfare, Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Latina, ha reso pubblici i dati Movimprese relativi al II trimestre dell’anno in corso sulla base dei dati messi a disposizione da Unioncamere. Nel complesso si evidenziano segnali di vitalità nel tessuto imprenditoriale provinciale, seppur contenuti.

“I dati elaborati da Osserfare – ha commentato il commissario straordinario Mauro Zappia – con lo +0,76% rispetto allo stesso periodo del 2015, confermano la capacità delle nostre imprese di resistere al perdurare dello stallo economico che caratterizza il panorama nazionale. Il fatto che a tenere maggiormente siano i settori tradizionali è certamente un segnale positivo perché fa emergere una certa stabilità del quadro provinciale, pronto ad agganciarsi alla ripresa, seppur lieve, prevista nel 2017”.

Panoramica nazionale

A giugno 2016 risultano registrate in Italia 6.070.045 imprese (di cui l’85% attive); in termini di crescita si rileva un tasso del +0,63% su base trimestrale, che replica le analoghe risultanze riferite allo stesso periodo della precedente annualità; tale esito è la risultante di un tasso di natalità attestatosi all’1,63%, a fronte di un tasso di mortalità dell’1%. Il discrimine più significativo della seconda porzione d’anno è dato dal più contenuto tasso di cessazione delle piccole realtà artigiane (-1,48%, a fronte del -1,61% del II trimestre 2015) che, associato tuttavia ad una meno accentuata vitalità delle nuove iscrizioni, determina comunque un ulteriore lieve progresso (+0,19%, a fronte del +0,15% del II trimestre 2015), in esito ad una progressione lenta e continua che non spazza via le incertezze riguardo un consolidamento delle dinamiche future.

Dati regionali

A livello regionale il Lazio si posiziona subito alle spalle della Lombardia per quanto riguarda il saldo tra le nuove iscrizioni e le cessazioni, con oltre 5mila imprese in più; il che determina un tasso di crescita del +0,79%, grossomodo in linea con le analoghe risultanze riferite all’anno precedente. Tra le province della regione Lazio è, sorprendentemente, Rieti che in questa rilevazione mostra il valore di crescita più elevato (+0,84%) posizionandosi, seppur per una frazione di millesimi, davanti a Roma (+0,83%). Al riguardo Latina in questa classifica si posiziona al IV posto, dietro Frosinone (+0,81%) e davanti a Viterbo (+0,27%); una performance anomala, atteso che solitamente la provincia pontina è sempre stata in testa alle province “minori”, subito dopo la Capitale.

La provincia di Latina

A fine giugno scorso lo stock di imprese in provincia di Latina ammontava a 57.923 unità registrate, di cui l’81,7 % attive, per un saldo trimestrale positivo di 436 unità, determinato dalla differenza tra le 1.046 iscrizioni avvenute a partire dal mese di aprile e le 610 cancellazioni realizzatesi nello stesso periodo. A fronte di un tasso di natalità provinciale del +1,82%, superiore alle analoghe risultanze riferite all’anno precedente (+1,70% nel II trimestre 2015), il tasso di mortalità si è attestato al –1,06%, in lieve peggioramento rispetto a quanto rilevato nei dodici mesi precedenti (0,99% nel II trimestre 2015).  All’esito di tali dinamiche la crescita trimestrale ha raggiunto il +0,76%, più vivace del valore nazionale (0,63%) e lievemente più accentuata in serie storica (0,71% nel II trimestre 2015). In ogni caso, la variazione cumulata da inizio anno si attesta al +0,72% (a fronte del +0,52% del I semestre 2015), in significativo avanzamento tendenziale, grazie soprattutto a dinamiche più vivaci nella prima porzione dell’anno. Un dato sicuramente positivo che va evidenziato è quello relativo all’apertura delle Procedure Fallimentari nel I semestre dell’anno, in valore assoluto pari a 60, per una flessione dell’11,8% rispetto allo stesso periodo 2015; il Commercio e le Costruzioni fanno registrare i valori assoluti più elevati dall’inizio del 2016 (rispettivamente 18 e 16 procedure aperte). Altrettanto avviene per quanto attiene le procedure di scioglimento e liquidazione volontaria, in flessione del 9,5% rispetto alle analoghe risultanze riferite allo stesso periodo del 2015 (in valore assolto 438 tra gennaio e giugno 2016, rispetto alle 484 del primo semestre dell’anno precedente). Cresce anche il tasso di sopravvivenza delle imprese attive entro il primo anno di vita, attestatosi all’89,8%, per un avanzamento di 10 punti percentuali rispetto al 79,1% riferito alle imprese iscritte nel corso del 2012; l’indicatore migliora per tutti i settori, confermandosi come di consueto di gran lunga superiore alla media per l’agricoltura (94,4% la quota di imprese sopravvissute entro il primo anno di vita).

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