Il Partito Comunista Italiano riparte da Cori. Al via la ricostituzione in provincia di Latina

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Da sinistra Giampaolo Milizia, Ugo Moro e Fausto Nuglio

Dando seguito all’Assemblea Nazionale Costituente, si è tenuta a Cori la Prima Assemblea Organizzativa Provinciale del Partito Comunista Italiano per raccogliere le iniziali adesioni al Partito e dare avvio, con la costituzione di sezioni e nuclei di iscritti, ad una presenza significativa nella provincia di Latina. Oltre alla rappresentanza di Cori, erano presenti i compagni di Terracina, Gaeta e Latina. A questi si aggiunge l’adesione di Sezze e Sermoneta.

La discussione ha toccato innanzitutto “l’esigenza di riavvicinare quanti si sono allontanati dalla politica della sinistra comunista a causa di posizioni oscillanti fra radicalismo e moderatismo, lontane dall’affrontare i problemi con riferimento alla classe lavoratrice”. Le scissioni hanno completato l’emarginazione delle forze comuniste. Spazio poi alla politica europea, che ha “penalizzato gli Stati del Mediterraneo, e i governi italiani, subalterni ad essa, avviati verso la perdita di sovranità e pronti a scaricare i costi della crisi sulle masse popolari”.

Forte è stato il richiamo al marxismo e a Gramsci, fonti teoriche per interpretare l’evoluzione  della società e dell’economia.

In ambito locale è stata data notizia all’Assemblea del reintegro, oltre al risarcimento per danni fino a 12 mensilità, stabilito dal Tribunale di Latina, di quattro lavoratori della Sapa Profili di Fossanova, a conferma dell’importanza dell’art. 18 della Legge 300/70. È stata sottolineata l’esigenza del confronto con le Associazioni locali per determinare  convergenze di azione su problemi specifici. L’Assemblea si è chiusa con l’impegno ad estendere la campagna di tesseramento a tutta la provincia pontina.

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