Latina, stazione ferroviaria senza barriere: i lavori nel 2017

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Ad oggi una persona con ridotte capacità motorie, per attivare i servizi di assistenza presso lo scalo ferroviario di Latina, deve informare la cosiddetta Sala Blu di riferimento, ovvero quella di Roma Termini, e deve farlo almeno 12 ore prima dell’orario di partenza/arrivo del treno. “Nella realtà quotidiana – osserva il coordinamento del meetup Cittadinanza attiva – questo si traduce in un iter quasi inapplicabile per tutti o, forse, solo per i pochissimi informati. Per cui alle persone con difficoltà di deambulazione non rimane altro che affidarsi alla buona volontà dei viaggiatori, affinché li accompagnino/trasportino sul binario permettendogli di salire e scendere dal treno”.

Latina nel programma di interventi del 2017

Ma la notizia è un’altra: la società Rete Ferroviaria Italiana ha comunicato allo stesso meetup, particolarmente sensibile a certe problematiche sociali in virtù del principio “che nessuno resti indietro” e promotore di un sollecito dei lavori rivolto proprio a Rfi, che “la stazione di Latina sarà compresa nel programma di interventi di riqualificazione ed abbattimento delle barriere architettoniche per l’anno 2017”.

La soddisfazione di Cittadinanza Attiva

“E’ una vittoria importante, il meetup Cittadinanza Attiva – commentano gli attivisti – è riuscito ad avere una data certa che porterà finalmente Latina allo stesso livello di civiltà di altre stazioni italiane. Questo è un messaggio vitale che vogliono dare ai cittadini più deboli ed anche più emarginati, ai quali viene tesa una mano con i fatti e non con le chiacchiere.  Nessuno deve restare indietro. L’ indirizzo mail di contatto per qualsiasi segnalazione o denuncia civica:cittadinanza.attiva.latina@gmail.com”.

Quello che il sindaco non firmò

Il meetup segnala anche che, “al fine di dare maggiore forza alla richiesta di sollecito per anticipare l’inizio dei lavori all’adeguamento alla normativa vigente, il sindaco di Latina Damiano Coletta fu invitato ad aggiungere la propria firma all’atto come primo cittadino”. “Ma l’appello di solidarietà – concludono gli attivisti – cadde nel vuoto in quanto il sindaco non diede alcun cenno di risposta”.

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