Scuola, lo Snals: il buco nero delle nomine e l’incognita sicurezza negli edifici

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Il Liceo Artistico di Latina

La scuola pubblica in provincia di Latina e non solo sta precipitando lentamente, e neanche tanto, in un gigantesco buco nero. Lo afferma il segretario provinciale dello Snals (sindacato nazionale dei lavoratori della scuola), Canio Miele, che a margine di una serie di incontri con le istituzioni e le altre forze sindacali che operano nel mondo dell’istruzione denuncia: “a due mesi dall’inizio dell’anno scolastico siamo ancora in alto mare con le nomine dei docenti, un ritardo inammissibile che non si era mai verificato fino ad ora, e che di fatto sta producendo un taglio delle ore di lezione in diverse scuole della provincia pontina con conseguenze inevitabili sull’offerta formativa degli alunni”.

La riforma mancata

Se questi effetti sono il frutto della riforma della Buona Scuola promossa dal Governo, non si può certo parlare di passi in avanti fatti verso una scuola migliore e soprattutto per un diritto allo studio riconosciuto a tutti e in ogni plesso – sostiene lo Snals – visto che i disagi nelle scuole pubbliche vengono espressi non solo dai docenti e dagli alunni ma anche dalle famiglie, che quest’anno si sono trovati a fare i conti con l’aumento dei costi dei libri di testo, anche a causa dell’abuso di nuove edizioni, che di fatto impediscono, per modifiche spesso irrisorie dei contenuti, la vendita dei tesi usati.

“Tra trasferimenti e ricorsi per nomine improbabili e un contenzioso infinito – prosegue Miele – gli uffici del csa di Latina sono in affanno e di questo passo la situazione non potrà migliorare nel breve periodo, per questo lanciamo l’allarme e chiediamo alle istituzioni competenti a livello locale e nazionale di sbloccare la situazione tutelando soprattutto le fasce più deboli che riguardano gli alunni disabili, ancora senza docenti specializzati e tutte quelle tematiche in qualche modo sono collegate alla sicurezza degli edifici scolastici. Tra le priorità, infatti, ci sono gli attesi sopralluoghi per la staticità delle scuole di Latina e del resto della provincia, dove da anni si lamentano criticità strutturali e sovraffollamento nelle aule, che costituiscono una minaccia alla sicurezza degli alunni, intervenire oggi è sicuramente una garanzia per scongiurare incidenti e drammi che potrebbero costare la vita a qualcuno”.

Una categoria penalizzata su tutti i fronti

“Raccogliamo le proteste di tutti – prosegue lo Snals – per una scuola pubblica che non funzione e non tutela chi studia e lavora al suo interno. Per non parlare del contratto di lavoro, delle pensioni… è tutta una bolla di sapone che si esaurisce ancora prima di prendere il volo, così come l’atteso e tanto discusso piano di riassetto”.

Il Liceo Artistico e i laboratori negati

“Anche questo anno scolastico, nonostante le proteste e le richieste di intervento sollecitate negli anni passati, siamo costretti a denunciare le immense e vergognose difficoltà che affliggono gli iscritti del Liceo Artistico di Latina – conclude Miele – dove mancano gli spazi indispensabili per svolgere le attività di laboratorio previste dal programma ministeriale. Una situazione grave ma anche di facile soluzione se chi di dovere si adoperasse per rendere fruibili i locali dell’ex secondo circolo. Oggi, questo importante istituto secondario, infatti, è costretto a fare i conti con una cronica carenza di aule, di laboratori e di attrezzature fondamentali per lo svolgimento delle attività peculiari di questo indirizzo di studio. Per non parlare delle condizioni di degrado dell’edificio, che sta letteralmente cadendo a pezzi. Per questa e per tutte le altre emergenze che riguardano la scuola pubblica a Latina come nel resto del paese, stiamo preparando un documento congiunto con gli altri organismi sindacali per chiedere al Governo Renzi e alle istituzioni locali di intervenire una volta per tutte per salvare il futuro dei nostri giovani, perché un paese che perde di vista la scuola è un paese senza futuro”.

 

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