Latina, finte agenzie immobiliari minano il settore. L’allarme di Nardi

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Santino Nardi

Il presidente Fiaip Latina, Santino Nardi esprime preoccupazione per la situazione del mercato immobiliare, minacciato da realtà lavorative abusive e prive dei requisiti previsti dalla legge per svolgere questa attività impegnativa e importante che merita di essere tutelata.

Denunciare gli abusivi

“L’abusivismo e la mediazione occasionale vanno represse con più severi controlli – sottolinea il Presidente -, principalmente con una stretta attività di intelligence delle forze istituzionali, vedi Camere di Commercio, Prefettura, Guardia di Finanza e Polizia Urbana, ma occorre maggior consapevolezza anche dagli agenti stessi: denunciare gli abusivi ed informare con maggior incisività i clienti. Serve un cambio di marcia da parte di tutti”.

Gli effetti della crisi

“Siamo in un momento di crisi – spiega il presidente Fiaip Latina, Santino Nardi -, e sempre più spesso vediamo personaggi senza titolo improvvisarsi agenti o addirittura nascere finte agenzie immobiliari, gestite da personale non in regola, che intendono approfittare di un periodo in cui le case hanno prezzi più bassi con l’obiettivo di lavorare in nero”. Stanno infatti operando sul mercato non solo mediatori abusivi individuali, quindi privi di ogni abilitazione e fonte di evasione totale, ma anche agenzie con tanto di negozio, vetrina, e iscrizione alla Camera di Commercio ma fatta attraverso un prestanome. Ma quanto è diffuso il fenomeno dei falsi professionisti? Più di quanto si creda, evidenzia il Presidente. “L’obbligo di iscrizione degli agenti immobiliari nel Registro delle imprese e nel Rea che ha fatto seguito alla soppressione del vecchio Ruolo – fa presente Nardi -, avrebbe dovuto offrire certezze sul numero di mediatori qualificati attivi sul territorio nazionale. A tutt’oggi, a oltre quattro anni dall’entrata in vigore delle nuove regole e a più di due dal termine ultimo per aggiornare le posizioni, appare ancora molto problematico per non dire impossibile conoscere con certezza quanti siano i professionisti in esercizio in Italia”. La fonte principale da cui attingere informazioni sono i registri tenuti dalle Camere di Commercio. Secondo dati Unioncamere gli operatori transitati dal vecchio Ruolo (soppresso con Dlgs 59/2010) ai nuovi elenchi sono 31.438, ai quali si aggiungono 4.732 nuove iscrizioni: in totale, dunque, i mediatori attivi sarebbero poco più di 36mila. A questi si sommano 8.490 soggetti non esercitanti e iscritti nell’apposita sezione del Rea: sono i cosiddetti “dormienti”, che hanno mantenuto i requisiti pur non praticando la professione. Quindi poco più di 40mila regolari ai quali, secondo stime Fiaip, debbono aggiungersi quasi altrettanti che in regola non sono, per raggiungere il numero complessivo di circa 70mila tra autentici e tarocchi.

Secondo altri dati del Centro Studi Fiaip, l’abusivismo, oltre a produrre gravi danni alla filiera immobiliare, genera un evasione fiscale pari a 450 milioni annui di base imponibile, derivante da provvigioni pagate illegalmente.

I numeri a Latina

“La provincia pontina esercita un ruolo niente affatto trascurabile rispetto al fenomeno, cui contribuisce con un mancato introito per l’erario di circa tre milioni di euro, generati da un numero compreso fra 250/300 falsi professionisti”. Ma come si concretizza l’abuso? È sufficiente procurarsi un soggetto iscritto alla Camera di Commercio, costituire una società e nominarlo legale rappresentante anche se non necessariamente socio. Questa architettura societaria può mandare indenni gli operatori che effettivamente operano e lavorano nell’agenzia, che sono i veri titolari. «La situazione non è certo legale, e se il controllo da parte dello Polizia Urbana o della Guardia di Finanza avviene in maniera precisa e puntuale gli abusivi si possono stanare senza problemi. Anche il Ministero dello Sviluppo Economico ha di recente emanato un regolamento a seguito del quale non è possibile che un amministratore di una società possa essere contemporaneamente legale rappresentante in altre, magari in diverse province». Si capisce bene la ragione di questo provvedimento: un mediatore deve essere lui in prima persona a trattare gli affari, che siano affitti, compravendite o cessioni d’azienda. E per legge non è possibile delegare ad altri non iscritti la trattativa, soprattutto per una questione di responsabilità e di garanzia civile e penale.

«Cosa è bene fare per il cliente? – sintetizza Nardi -: intanto farsi mostrare dalla controparte un documento d’identità e il Patentino o l’iscrizione alla Camera di Commercio. Quindi verificare nella CCIAA di residenza del soggetto – ufficio mediatori – se è iscritto nell’elenco mediatori immobiliari. Va ricordato che anche il modulo che vi viene sottoposto per l’incarico di mediazione o la proposta d’acquisto va firmato dal soggetto mediatore che effettivamente tratta l’affare e non dall’amministratore che magari non è presente alla trattativa. Quindi occhio al soggetto con il quale trattate una compravendita o un affitto, potreste aver diritto a non pagare nulla perché abusivo, anche se l’affare è stato concluso: basta provare che a seguirlo nelle fasi di visita, trattativa, definizione del prezzo e modalità di pagamento sia stato proprio il soggetto abusivo. E a nulla valgono le argomentazioni di essere socio dell’agenzia: per avere diritto alla provvigione bisogna essere iscritti alla Camera di Commercio come agenti immobiliari. Quindi attenzione: non può un soggetto fare il mediatore, segnalare affari, trattare prezzi e modalità di pagamento se non è regolarmente munito di qualifica professionale. Segnalare alle autorità competenti chi esercita abusivamente la professione di agente immobiliare”.

L’invito a rivolgersi alla Fiaip

L’appello di Santino Nardi: “contro tali impostori è stato recentemente approvato dalla Commissione di Giustizia al Senato, su forte spinta della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, il disegno di legge 2420 che modifica l’art.348 del codice penale ed inasprisce le pene per chi esercita abusivamente la professione: carcere fino a tre anni, condanna a pagare fino a €10.000 di sanzione e confisca dei beni di cui si serve nell’esercizio dell’attività. Il tutto sin dal primo illecito, e non dopo la terza recidiva come stabiliva il vecchio provvedimento. Anche per questo è utile rivolgersi ad una agenzia immobiliare associata Fiaip, rapportandosi con persone competenti e professionali, in regola con le normative e al servizio vero del cliente, rispettando il codice di etica professionale”.

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