Provincia di Latina, export in calo del 10,92%. Bene l’agricoltura con un + 4,83%

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L’osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina Osserfare ha reso noti i dati dell’export relativi al I semestre 2016: la provincia di Latina misura un calo tendenziale del 10, 92%. Vediamo nel dettaglio la relazione dell’Osserfare.

La provincia di Latina e i mercati internazionali

 Con un valore delle merci pontine collocate sui mercati internazionali di poco superiore ai 2miliardi e 900milioni di euro, la prima porzione d’anno mette a segno un deciso rallentamento delle vendite all’estero della nostra provincia (-10,92% la variazione tendenziale).

Significativo il peggioramento del saldo della bilancia commerciale provinciale, in rosso per circa 139milioni e 253mila euro nel primo semestre, a fronte dell’avanzo riferito all’analogo periodo dello scorso anno di circa 425milioni e mezzo di euro. Tale esito è la risultante della contrazione tendenziale delle esportazioni per 356milioni e del contestuale sostanzioso incremento delle importazioni (+7,37% la variazione percentuale) realizzatosi esclusivamente nei primi 3 mesi del 2016. Il grafico di seguito indicato illustra l’andamento tendenziale trimestrale delle importazioni e delle esportazioni provinciali ed il relativo saldo commerciale con l’estero: Il confronto a livello provinciale nell’ambito della regione Lazio mostra come le esportazioni presentino valori di decrescita rispetto al I semestre del 2015 in tutte le province, escluso il reatino, tuttavia meno significativo in relazione al ridotto valore dei flussi in uscita.

Il dato della provincia di Latina risulta di gran lunga il più significativo rispetto alle altre realtà laziali, contribuendo alla flessione su scala regionale; diversamente, le contrazioni riferite alla Capitale (- 1,12%) ed alla provincia di Frosinone (-1,76%) sono più contenute.

Al riguardo, si ribadisce che il confronto per la nostra provincia in termini tendenziale è penalizzante atteso, come già ribadito, che lo scorso anno si è registrato il boom delle vendite all’estero; tuttavia, allargando l’orizzonte temporale ad un periodo più lungo, emerge che solo nell’ultimo quinquennio le vendite sui mercati internazionali della nostra provincia sono cresciute di circa il 70%, a fronte del 13% nel Lazio; peraltro, Latina è giunta a rappresentare quasi 1/3 dell’intero valore esportato da tutta la regione, a fronte del 20% a giugno 2012. Dunque gli esiti dell’anno in corso, andranno senz’altro monitorati seguendo con attenzione le dinamiche dei prossimi mesi, ma vanno comunque valutati tenendo conto, appunto, delle considerazioni sinora espresse. Ad ogni modo il riepilogo per province del Lazio viene illustrato nella successiva tabella:tabella-4

 

 

 

Per avere un quadro d’insieme delle esportazioni laziali, il grafico seguente mostra visivamente come si differenzino le varie province per quote di export:grafico-2

 

 

Disaggregando il dato complessivo locale in funzione delle principali destinazioni, emerge che la performance negativa delle esportazioni pontine è stata determinata, in controtendenza rispetto alle dinamiche nazionali, principalmente dalla flessione delle esportazioni verso l’Europa nella misura del -13,44%, passando da poco meno di 3 miliardi di euro a giugno 2015 al poco più di 2 miliardi e mezzo di euro di merci vendute nel primo semestre di quest’anno.

Contestualmente si è verificato ad un incremento tendenziale delle esportazioni verso i continenti americano (+15,72%) e asiatico (+12,5%), tuttavia il valore modesto di tali flussi (complessivamente appena il 10% del totale) non è stato sufficiente a bilanciare la contrazione determinatasi in ambito europeo, che assorbe l’87% dell’export pontino.

In relazione ai singoli paesi che costituiscono i migliori clienti dei prodotti e servizi della provincia, per quanto riguarda l’Europa, su tutti svetta il Belgio (65,35% dei flussi verso l’UE), principale mercato di sbocco dell’export del comparto farmaceutico locale, con un valore di oltre 1miliardo e 600milioni di euro venduti, in flessione tendenziale del 9%. Subito dopo, anche se a grande distanza, la Germania (7,74% del totale esportato in Europa) e i Paesi Bassi (7,67%), anch’essi in calo del 7% ognuno.

In relazione al continente americano, sono gli USA il primo cliente delle imprese pontine, con il 71,79% dei flussi di merce destinati oltre oceano, per un valore che ha raggiunto una cifra superiore ai 136milioni di euro ed un incremento tendenziale che sfiora il 30%.

Al secondo posto il Messico (8,49% del totale esportato nel continente americano) che ha superato il Canada (7,81%), da sempre tra i migliori clienti americani.

Infine per quanto riguarda l’Asia, emerge in maniera inequivocabile il dato registrato per la Cina, che rappresenta di gran lunga il primo paese asiatico verso il quale vengono esportate le merci della provincia, con un valore di export che alla fine del I semestre di questo anno ha raggiunto una cifra superiore ai 42milioni e mezzo di euro (valore ancora modesto), ma con un incremento esponenziale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il valore delle merci esportate non raggiungeva i 7 milioni di euro.

Le dinamiche settoriali in provincia di Latina

 Il manifatturiero e l’agricoltura sono i settori trainanti dell’export della provincia di Latina, spiegando questi quasi la totalità dei flussi verso l’estero come, del resto avviene per l’intero Paese; su questi andremo a soffermarci, allo scopo di analizzarne le dinamiche.

Nella successiva tabella riportiamo il dato riepilogativo generale riferito al I semestre dell’anno in corso: tabella-6

 

 L’Export dell’Agricoltura

 Alla fine di giugno di quest’anno, il settore agricolo della provincia di Latina ha fatto registrare una buona performance, con valori di incremento dell’export nettamente superiori a quanto rilevato su base nazionale; un dato sicuramente lusinghiero, considerato che da sempre è un settore di punta a livello provinciale.

L’ammontare del valore delle merci esportate è ancora abbastanza contenuto, ma ha comunque superato i 108 milioni di euro, di cui la gran parte (94%) destinata sul mercato europeo, dove ha messo a segno una crescita del 4,83%.

Al secondo posto troviamo il continente americano verso il quale si esportano merci per un controvalore abbastanza contenuto e di poco superiore ai 4 milioni e 200mila euro, ma con un incoraggiante incremento del 49,08% rispetto al I semestre del 2015.

Guardando ai nostri migliori clienti, al primo posto troviamo la Germania, che acquista dal nostro territorio prodotti agricoli per un valore di poco inferiore ai 60milioni di euro, pari quasi alla metà dei flussi diretti in Europa, per un incremento tendenziale del 4,98% rispetto all’analogo periodo del 2015.

Al secondo posto, a notevole distanza, sempre in ambito europeo, si colloca la Polonia con oltre 10milioni di euro per un peso relativo pari al 10,41% del totale. Anche se si tratta di valori molto contenuti, va evidenziato un generale incremento delle esportazioni agricole verso i paesi dell’est Europa, cosa che, quasi sicuramente, è una indiretta conseguenza delle sanzioni economiche introdotte nei confronti della Russia, a seguito dei noti fatti dell’Ucraina.

Da sottolineare, tra i paesi extraeuropei, il crescente appeal dei nostri prodotti agricoli negli USA, che hanno acquistato merci per un controvalore superiore ai 3milioni e 900mila euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 51,6%. Dato che conferma un trend positivo molto interessante.

Per quanto riguarda la tipologia di prodotti esportati, in maggior parte si tratta di “Colture agricole non permanenti” (cereali, ortaggi), per un valore di oltre 79 milioni che attesta una crescita tendenziale del 10% ed un peso pari a quasi i ¾ delle vendite all’estero del comparto agricolo locale.

In contrazione (-6,04% la variazione rispetto al I semestre 2015), invece, le esportazioni delle “Colture agricole permanenti” (frutta, uva..), il controvalore è di poco superiore ai 17 milioni di euro.

L’Export del Settore Manifatturiero

L’industria manifatturiera rappresenta il settore leader dell’export italiano e ciò avviene anche a livello locale, dove è il comparto Chimico-Farmaceutico il fattore dominante in termini di scambi con l’estero e le cui performance influenzano gli esiti complessivi del comparto industriale pontino. Infatti, come avvenuto nelle precedenti rilevazioni, anche nel I semestre 2016 la variazione, questa volta negativa, riferita al segmento Chimico-Farmaceutico decide delle sorti delle dinamiche complessive esportative della nostra provincia.

Le flessioni tendenziali semestrali dell’11,35% e del 15,55% rispettivamente dei segmenti farmaceutico e chimico riportano i valori delle vendite all’estero su valori comunque superiori al quanto evidenziato a giugno 2014; chiaramente, occorrerà valutare le dinamiche di mercato nelle prossime rilevazioni, per appurare se si tratti un singolo episodio, oppure se si è innescata una inversione di tendenza.

Occorre, inoltre, sottolineare che il farmaceutico alla fine di giugno mostra anche un incremento delle importazioni (+18,7%), che in un comparto prettamente di trasformazione e caratterizzato da imprese multinazionali operanti in diversi paesi con relativi scambi infragruppo, può essere considerato comunque un segnale non negativo; lo stesso non può dirsi per il chimico, dove allo stesso tempo sono diminuite anche le importazioni (-10,08%).

Ad ogni modo, tornando all’intero comparto manifatturiero, a fine giugno si evidenzia un valore complessivo di esportazioni pari a poco più di 2miliardi e 790milioni di euro, per una contrazione tendenziale dell’11,44% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

Per quanto attiene i principali mercati di sbocco, la destinazione più frequente è l’Europa, e non è certo una sorpresa, ma con una significativa contrazione (-14,08%) rispetto al giugno 2015, per i motivi sopra citati. In aumento invece le esportazioni verso il continente americano (+15,4%) e verso l’Asia (+13,42%).

Passando a disaggregare il comparto nei vari settori si nota una contrazione delle esportazioni generalizzata, che replica quanto evidenziato anche su base nazionale. Oltre all’evidente calo del farmaceutico e del chimico, su cui ci si è già soffermati, anche gli altri segmenti condividono dinamiche di contrazione. Tralasciando i prodotti energetici che hanno un valore risibile in termini di export, è esclusivamente il tessile ed abbigliamento a mostrare una variazione positiva (+15,57%) delle vendite all’estero, ma anch’esso spiega una quota esportativa molto ridotta.

Dall’incrocio tra le merci collocate all’estero e le destinazioni finali emerge che, mentre in Europa prevalgono contrazioni diffuse, la performance dell’industria locale è migliore sul mercato USA, dove crescono, infatti sia i segmenti del Chimico-farmaceutico (+16,7% la variazione tendenziale), come anche i Macchinari e altri apparecchi, che passano da poco più di 8milioni e 400mila euro di merce venduta nel primo semestre 2015, a quasi 16milioni di euro a giugno scorso (+87,49%!).

Buona anche la performance del Tessile ed abbigliamento, sebbene in termini assoluti si tratti di valori estremamente contenuti (poco oltre i 2 milioni di euro).

Anche nel mercato asiatico il ruolo del leone è svolto dal Chimico-farmaceutico, sebbene la variazione dell’ultimo semestre sia negativa; diversamente l’industria alimentare registra una crescita significativa (+36,31%), trainata dalla categoria degli Oli e grassi vegetali e animali che vengono esportati prevalentemente in Cina e Giappone.

Il commento di Zappia

“Non sorprende – ha commentato il Commissario straordinario della Camera di Commercio di Latina Mauro Zappia in un contesto nazionale di minore vivacità il risultato negativo della provincia di Latina, che interrompe per la prima volta la crescita senza soluzione di continuità degli ultimi anni, e dunque ha un impatto emotivo che va senz’altro ricondotto oltre agli scenari internazionali, anche ad una sorta di fisiologico assestamento dopo, peraltro, un anno particolarmente positivo come il 2015. Nonostante il calo Latina rappresenta oggi quasi un terzo dell’intero valore esportato da tutta la regione Lazio. E’ certamente importante continuare a mantenere un’attenzione costante sulle dinamiche legate all’export, che spesso sono state trainanti in alcuni settori strategici dell’economia provinciale, come conferma la positività del dato relativo all’agricoltura”.

“In provincia di Latina, infatti – ha concluso il commissario Zappia -, il settore agricolo mostra performance di gran lunga al di sopra delle dinamiche registrate a livello nazionale in termini di crescita delle esportazioni. Ci auspichiamo che mantenga questi ritmi di crescita cercando eventualmente ulteriori mercati di sbocco. Diversamente, per la peculiarità del manifatturiero in provincia, caratterizzato dalla incidenza preponderante del farmaceutico, sarà necessario attendere le prossime rilevazioni per verificare se è in atto una effettiva inversione di tendenza oppure se si tratti di una dinamica temporanea, legata alla realizzazione di nuovi prodotti per i quali si sono avuti brevetti in esclusiva e quindi in fase di nuova commercializzazione”.

 

 

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