Latina, Olimpia scopre Di Girolamo: l’elettricista che folgora il Comune

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Un momento dei clamorosi arresti di lunedì scorso

Antonio Di Girolamo, 69enne di Maenza ai domiciliari dal 14 novembre per effetto dell’Operazione Olimpia, sarà sottoposto oggi a interrogatorio di garanzia. Di Girolamo, titolare di un’omonima ditta, è uno degli imprenditori a cui il Comune di Latina avrebbe ripetutamente affidato lavori di manutenzione e di installazione di impianti elettrici commettendo una serie di illegittimità.

A favore della ditta Di Girolamo risultano 66 affidamenti per un importo complessivo pari a 853.543, 93euro, di cui 60 pari a 682.108, 29 euro disposti di rettamente anche per urgenza e 6 per 171.435, 64 euro disposti sempre direttamente seppur con verbali di somma urgenza. “In diverse delle pratiche esaminate dal consulente – scrive il Gip Mara Mattioli sull’ordinanza di custodia cautelare che, lunedì scorso a Latina, ha portato alla raffica dei clamorosi arresti – si riscontra l’esecuzione e il pagamento di imprevisti e/o benché non affidati, ovvero l’alterazione dei fatti nel certificato di regolare esecuzione redatto in data anteriore al contratto o nelle determine in cui si attesta che i lavori devono essere eseguiti con somma urgenza, mentre i lavori erano in realtà già stati eseguiti, con sistematica violazione della normativa dei debiti fuori bilancio e la maggior parte degli affidamenti sono stati concessi da Alfio Gentili (ingegnere, già dirigente dell’ufficio Patrimonio del Comune di Latina, ndr). Le conclusioni del consulente – osserva il Gip – circa il sistema adottato dagli indagati, ossia il confezionamento delle  determine a posteriori, oltre che dalla documentazione acquisita, trova conferma negli esiti delle intercettazioni telefoniche… da cui emerge chiaramente la consapevolezza da parte degli indagati delle sistematiche violazioni della normativa in materia, la loro preoccupazione per le indagini in corso e gli stretti legami tra i privati e i pubblici amministratori che, insieme, concordano le strategie, per risolvere le problematiche connesse alle illegittime procedure eseguite negli affidamenti dei lavori”.

Lavori che vanno dalla realizzazione della cabina elettrica dello stadio comunale di piazzale Prampolini alla manutenzione dell’impianto di allarme della biblioteca comunale, dalle installazione elettriche per le manifestazioni patrocinate dall’amministrazione comunale alla installazione di apparecchiature per il cancello scorrevole presso l’ex Albergo Italia, alla manutenzione straordinaria degli impianti elettrici della scuola Don Milani in Q4. Insomma, lavori infiniti per un totale di 66 interventi e un importo complessivo di oltre 850mila euro. La ditta Di Girolamo secondo gli inquirenti avrebbe beneficiato di trattamenti di favore a ripetizione da parte del Comune di Latina dal 2009 al 2014. Ma lui nega ogni addebito.

Ma chi è Di Girolamo, come ha fatto a finire nella cerchia dei miracolati di una gestione folle da parte del Comune di Latina? E perché proprio lui, “piccolo” imprenditore di Maenza?

Inspiegabile forse anche agli occhi dell’architetto Ventura Monti che ad un certo punto della sua carriera all’interno del Comune – orientata secondo le accuse a favorire gli interessi dei costruttori pontini con una serie di atti illegittimi – si è trovato in difficoltà nel liquidare le somme richieste da Di Girolamo. Spasmodicamente, Monti – come ricostruito nell’ordinanza cautelare che lo ha posto in carcere per la stessa inchiesta – chiedeva conto ai diversi uffici delle fatture liquidate all’imprenditore maentino: “Me fai solo una cortesia… non so da chi me la fai fa – è il testo della conversazione del 20 ottobre 2014 intercettata tra Monti e Quirino Volpe, altro dipendente comunale -, io vorrei capì n’attimo no, dall’inizio dell’anno… da un anno a sta parte… da quando io c’ho sto c…zo del servizio… quante c…zo de fatture so state pagate… a Di Girolamo… a come si chiama… alla ditta Di Girolamo”. “Lo posso sape’…. Perché secondo me… me stanno ad incula’”, dirà nella stessa conversazione l’architetto. Nello stesso giorno Monti, viene sempre ricostruito nell’ordinanza di custodia cautelare, palesava a tale Enrico la sua preoccupazione per l’evidenza dell’anomalia rappresentata dai numerosi affidamenti alla stessa ditta tanto da dire al suo interlocutore: “Ma qua noi andiamo a finì al gabbio con questo c…zo di Di Girolamo”.

Ma chi è Di Girolamo? Dalle intercettazioni registrate emerge che Di Girolamo “ormai sta dentro”… al sistema, disposto a eseguire i lavori anche senza determine, adeguatamente ricompensato “…perché alla fine non è che l’abbiamo lasciato indietro”, spiegherà Nicola Deodato, altro ex dipendente del Comune finito in carcere.

E Di Girolamo si lamentava se non veniva pagato subito. Come ricostruito dagli inquirenti aveva anche minacciato di spegnere lo stadio, di rivolgersi ad un avvocato, se non avessero provveduto a pagargli il gruppo elettrogeno montato. “In tale contesto – scrive il Gip – Di Girolamo per ottenere il pagamento del suo credito, privo di un dispositivo d’ordine…, sollecita il pagamento a Emanuele Di Giorgi (fratello del sindaco), responsabile del marketing del Latina Calcio e facendo intervenire… impiegato comunale (zio del sindaco Di Giorgi) che immediatamente fa predisporre gli atti per il pagamento del credito di Di Girolamo”.

Ma chi è Di Girolamo, da quando ha iniziato le manutenzioni per il Comune di Latina? Interrogativi che non troverebbero una risposta nell’ordinanza del Gip Mattioli. Antonio Di Girolamo e i suoi famigliari godono di un patrimonio immobiliare di tutto rispetto tra Latina e Maenza, tra cui tre ville a Monte Acuto, di cui due da venti vani. Un dettaglio che non sarà sfuggito ai carabinieri lungamente impegnati nelle attività d’indagine delegate dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano per questa inchiesta.

 

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