Sequestro Globo a Latina, avviata la procedura per la trascrizione nel Registro immobiliare

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Attivate le procedure per la trascrizione nel Registro immobiliare del sequestro dell’immobile della Cosmo sito sulla Pontina alle porte di Latina. I sigilli erano scattati il 28 luglio scorso sull’ipotesi di lottizzazione abusiva, superando poi anche la prova del Riesame nonostante una corposa perizia depositata dalla difesa volta a dimostrare la regolarità dell’operazione posta in essere attorno al recupero dell’ex Seranflex, con particolare riferimento al parcheggio. La trascrizione del sequestro nel Registro immobiliare va ad ostacolare ulteriori transazioni del bene che, se confermata l’ipotesi di lottizzazione al termine del procedimento giudiziario, è soggetto a confisca.

L’inchiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano sul megastore Globo di proprietà della società abruzzese, le cui indagini sono state delegate al Nucleo investigativo della Forestale di Latina, rappresenta un altro capitolo dell’urbanistica malata del capoluogo pontino, per la sua storia (abuso d’ufficio per un condono truccato, finito con una prescrizione), per il coinvolgimento dei maghi dell’affare immobiliare ad ogni costo. Dieci gli indagati: Giancarlo e Piero Piattella, Ventura Monti, Luca Baldini, Patrizia Marchietto, Fiorella Abbenda, Nicola Di Nicola, Roberto Bianconi, Stefano Gargano e Luigi Paolelli. Giancarlo Piattella, Ventura Monti, Luca Baldini ora risultano anche indagati nell’inchiesta Olimpia che il 14 novembre scorso ha scosso la città con arresti eccellenti tra cui quelli degli architetti Monti e Baldini accusati anche di associazione a delinquere.

Successivamente al sequestro del magastore Globo, sito miracolosamente trasformato da opificio a struttura commerciale con ampio parcheggio, e alla perquisizione del 7 ottobre scorso negli uffici di Bianconi, dove è stato rinvenuto un preliminare d’acquisto dell’ex Seranflex, da parte di una società di Bianconi, precedente alla richiesta di condono, Abbenda viene accusata anche di falso.

Tutto avrebbe avuto inizio con l’acquisto da parte di Bianconi, in qualità di amministratore della società Latina Fiori, della proprietà della famiglia Serao. Bianconi, secondo gli inquirenti, non si sarebbe limitato al solo acquisto dell’immobile, sede di un opificio dismesso, intervenendo nella definizione della domanda di condono presentata dagli eredi Serao, che era rimasta in stallo per il mancato versamento di alcuni oneri, e dando poi successivamente all’acquisto del 2005 mandato al geometra Piero Piattella di progettare la demolizione e ricostruzione del sito. Insomma, avrebbe pilotato il condono utile poi alle mire della società Mimosa Park, nuova acquirente del sito a lui stesso riconducibile ma amministrata da Ginacarlo Piattella, padre di Piero, per poi essere rivenduta alla Cosmo di Nicola Di Nicola, dopo un valzer di “allegri” permessi di demolizione e ricostruzione rilasciati dal Comune (motivo di indagine a carico dei tecnici del Comune di Latina e del progettista). La nuova accusa nei confronti di Abbenda fa riferimento ad una sua perizia attestante la natura esclusivamente commerciale dell’immobile, quando invece gli eredi Serao avevano asserito che una parte del sito era artigianale. Tra i carteggi è stata ritrovata una dichiarazione di questi ultimi sulla linea delle medesime conclusioni di Abbenda che tuttavia gli eredi Serao hanno disconosciuto agli inquirenti, dichiarando anche di non aver mai dato incarico ad Abbenda.

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