Leggolatina, seconda giornata tra incontri letterari e wine food

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Giovedì 20 aprile, seconda giornata di Leggolatina, per una città a misura di libro. Triplice appuntamento nell’evento targato agenzia Omicron con riflettori puntati sul territorio. Si comincia con la scuola, poi spazio agli incontri letterari in libreria e serata conviviale al Wine Food.

Nella fascia oraria 14-15.30 al Liceo scientifico Majorana in via Sezze gli scrittori Gian Luca Campagna, Emilio Andreoli e Giorgio Bastonini cercheranno di dare delle risposte al tema ‘Storie su storie: fabula, intreccio e personaggi’, vale a dire come si crea una storia, la differenza tra fabula e intreccio, come si scelgono i personaggi, il contesto spazio temporale in una storia narrativa, i colpi di scena, lo stile, che cos’è il punto di vista, il narratore onnisciente, gli ambienti, i generi letterari.

Alle 19 appuntamento alla Libreria La Feltrinelli ‘Tra terra, narrativa e mito’. E sì, perché l’appuntamento in realtà abbraccia tre opere collegate tra loro, passando per la suggestiva Sperlonga, la sua costa, il suo mare e il suo mito, quello di Ulisse, appunto. Infatti, la terra del mito di Ulisse sotto diverse forme narrative verrà affrontata in ‘Amyclae’ di Irene Chinapp, in ‘Partita Penelope’ di Simone Di Biasio, in ‘La ballata dei giorni della pioggia’ di Maria Caterina Prezioso. “Più di duemila anni fa Lucilio, Cicerone, Servio, Virgilio, Plinio e tanti altri  spiega Irene Chinappi – scrivevano di una città chiamata Amyclae e la collocavano tra Terracina, Fondi e Sperlonga. Raccontavano che era stata distrutta dai “serpenti” e che i suoi abitanti morirono “tacendo”. Sono andata ad Amyklès, in Laconia, dove ho trovato spunti, che ho raccontato utilizzando il genere del thriller”. “Non serve aver letto l’intero ciclo omerico per conoscere la storia di Odisseo e Penelope –scrive Alessia Pizzi nella prefazione del libro ‘Partita Penelope’-. Quello che sappiamo con certezza è che questo mitologico rapporto ha messo radici nell’immaginario umano, elevandosi come una quercia indistruttibile e resistente alle calamità del tempo, divenendo paradigma del rapporto tra uomo e donna. Parlare di Penelope nel XXI secolo significa dover fare i conti prima di tutto con una serie di stratificazioni ideologiche. Penelope è partita, ha abbandonato la gabbia angusta di cui fu schiava per un ventennio: l’onta dei numerosi tradimenti, legittimati da una mentalità ingiusta, è stata vendicata, l’offesa è stata ripagata”.

Ne “La ballata dei giorni della pioggia” si narra la storia di una grande amicizia e di due solitudini che si incontrano. I due personaggi nella loro diversità fanno propria una frase di Ghandi: la vita non è aspettare che passi la tempesta ma ballare sotto la pioggia. In questa frase c’è tutta l’essenza, il cuore del romanzo. Due storie differenti quella di Gentile e quella di una funzionaria in un ufficio governativo di Roma. Gentile è nato a Sperlonga l’8 settembre del 1943, un bambino di origine ebree, che diventerà un magistrato. Lei è senza nome o meglio assumerà il nome di Paradosso. Due storie differenti, ma con un comune denominatore, giocare una partita per il riscatto della giustizia.

La sera, alle 20.30, conviviale presso l’enoteca Wine Food con la cena ‘Come eravamo’, cosa e come si mangiava a tavola prima e durante la bonifica. Ce lo spiegherà lo chef, certo, ma anche Cesare Bruni che ha confezionato il volume ‘Littoria, la prediletta del duce’ e il gruppo che ha redatto ‘Gente di palude’, una monografia dei ‘mestieri’ prima dell’avvento della bonifica idraulica voluta dal regime fascista.

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