Donne vittime di violenza e atti persecutori, Moscardelli chiede al Governo maggiori misure di protezione

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Claudio Moscardelli
Il senatore pontino Claudio Moscardelli del Pd è il primo firmatario di un’interrogazione parlamentare, sottoscritta da oltre venti colleghi, rivolta al ministro dell’Interno per sollecitare interventi di protezione per le donne vittime di atti persecutori.
“La violenza contro le donne – dichiara Moscardelli – ha assunto da tempo i connotati di una vera e propria emergenza nazionale, costituendo la prima causa di morte per le donne italiane tra i 15 e i 55 anni di età. Per tale ragione abbiamo presentato un’interrogazione urgente per chiedere al Ministro dell’Interno se non ritenga opportuno adottare, con la massima urgenza, atti di indirizzo alle forze dell’ordine per di garantire tempestive misure di monitoraggio e intervento a protezione e sicurezza delle donne vittime di minacce e atti persecutori”. “Inoltre – sottolinea Moscardelli – chiediamo al Ministro Minniti di valutare, in sinergia con il Parlamento, l’introduzione dell’obbligatorietà dell’adozione di mezzi elettronici o altri strumenti tecnici di controllo, nei casi di condanna per atti persecutori ai sensi dell’articolo 612-bis del codice penale”.
 L’atto parlamentare porta la firma oltre che di Moscardelli dei senatori Rosa Maria Di Giorgi, Orrù, Puglisi, Scalia, Rossi, Mauro Marino, Maturani, Padua, Spilabotte, Esposito, Pagluari, Cucca, Astorre, Ferrara, Angioni, Favero, Pezzopane, Cuomo, Idem, Fasiolo, D’Adda.
L’associazione Valore Donna, presieduta da Valentina Pappacena, anche lei di Latina, ha voluto ringraziare il senatore Moscardelli, e tutti i sottoscrittori dell’interrogazione, per l’iniziativa presa.

“Poco prima di Pasqua – spiega Pappacena – insieme all’avvocato Domenico Musicco, nostro legale, siamo andati in Senato per incontrare Moscardelli insieme ad una nostra assistita, Lidia Vivoli, una donna di 43 anni che circa cinque anni fa ha rischiato di morire per colpa del compagno che l’ha quasi ammazzata di botte. Abbiamo deciso di fare incontrare Lidia con il senatore Moscardelli perché quest’uomo tra poco mesi uscirà dal carcere e la nostra assistita vive nel terrore che lui possa tornare per finire quello che le aveva promesso poco prima di essere arrestato, ovvero ucciderla! La storia di Lidia – aggiunge il presidente di Valore Donna – è una delle tante storie che quasi ogni giorno, purtroppo, ascoltiamo ai notiziari o leggiamo sui giornali. L’ex compagno la massacrò di botte prima infierendo con una padella in ghisa poi colpendola con un paio di forbici. E dopo 4 anni sta per uscire dal carcere”.

Nel corso dell’incontro avvenuto in senato Moscardelli si era mostrato da subito sensibile a questa vicenda e a quelle di tante donne che subiscono violenza quasi sempre tra le mura domestiche.

“Oltre cento donne in Italia ogni anno – aggiunge Pappacena – vengono uccise da uomini che sostengono di amarle e ai femminicidi si aggiungono poi violenze che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare tante altre vittime. Sono migliaia le donne aggredite, picchiate, perseguitate, sfregiate. Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. La violenza sulle donne, dunque, è diventata una vera e proprio emergenza nazionale ed è per questo, su nostra sollecitazione, che il senatore Moscardelli ha deciso di presentare un’interrogazione urgente per chiedere al Governo di adottare, e con la massima urgenza, atti di indirizzo alle forze dell’ordine per garantire tempestive misure di monitoraggio e intervento a protezione e sicurezza delle donne”.

Grazie all’intervento di Moscardelli verranno valutate anche altre forme di tutela come, ad esempio, l’introduzione dell’obbligatorietà per l’adozione di mezzi elettronici o altri strumenti tecnici di controllo, nei casi di condanna.

“Voglio, dunque, ringraziare ancora una volta il senatore e tutti i firmatari di questa interrogazione anche a nome di Lidia – conclude il presidente di Valore Donna – e di tutte le altre donne vittime di violenza”.

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