Latina, confiscati beni per due milioni di euro a De Bellis. Scatta la sorveglianza speciale per tre anni

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Il tavolo della conferenza stampa

Cinquantasette misure di prevenzione e beni confiscati per un valore di 160 milioni di euro in quattro anni. E’ questo il bilancio della Divisione Anticrimine della Questura di Latina, in termini di misure di prevenzione, reso noto oggi dal primo dirigente Annabella Cristofaro nel corso della conferenza stampa indetta nella sede di Corso della Repubblica in occasione dell’ultima operazione dell’Ufficio Misure di prevenzione patrimoniale e personali. Si tratta dell’esecuzione di una confisca di beni, per un valore di 2 milioni di euro, e della notifica della sorveglianza speciale a carico di Maurizio De Bellis, pontino di 49 anni, legato da sempre agli ambienti della droga.

Il sequestro preventivo dello stesso patrimonio oggi confiscato era scattato due anni fa. Le indagini patrimoniali sul suo conto erano iniziate dopo il suo arresto nel dicembre del 2013 e dagli accertamenti della Divisione Anticrimine è emerso l’arricchimento illecito di De Bellis. Oggi, con il pronunciamento del collegio penale che ha disposto la confisca, è stato acclarato che il patrimonio accumulato nel corso degli anni è connotato dal “vizio di origine”  della provenienza illecita.  De Bellis fin  da ragazzo “militava” nelle piccole bande di minorenni che si riunivano per la commissioni di furti vari . Nel corso degli anni ha subito varie condanne anche per reati molto gravi quali tentato  omicidio in concorso, violazione della normativa sulle armi, detenzione abusiva di armi, lesioni personali e varie volte condannato per  detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Anche le sue frequentazioni di pregiudicati sono collegate allo spaccio di stupefacenti. Il collegio penale ha decretato non solo la misura personale della sorveglianza speciale per anni tre, con obbligo di soggiorno per il 49enne  ma anche quella  patrimoniale perché, secondo le risultanze degli accertamenti, le consistenze  di De Bellis, disoccupato senza o quasi mai aver presentato una dichiarazione dei redditi sono da  considerarsi  frutto di un accumulo illecito. In tale contesto, i magistrati, condividendo le ipotesi della polizia giudiziaria hanno ritenuto che tutte le sue disponibilità appaiono indiziariamente sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati dall’intero gruppo familiare avendo motivo di ritenere che essi siano il risultato di attività illecite ovvero ne costituiscano il reimpiego.

Il complesso mobiliare, immobiliare e finanziario confiscato, per un valore di circa due milioni di euro, intestato al 49enne, al coniuge, alla madre e alle tre  figlie si concretizza in 15 beni immobili, due autovetture, un conto corrente, due libretti postali , un deposito bancario.

Si riportano nel dettaglio i beni e le utilità correlati alla proprietà:

BENI INTESTATI AL DE BELLIS 

  • una villa sita nel Comune di Latina, strada S.S. 148 Pontina snc;
  • un appartamento, sito nel Comune di Latina, strada Mediana snc;
  • un capannone/ deposito sito nel Comune di Latina, strada Mediana snc;
  • un’autorimessa sita nel Comune di Latina, strada S.S. 148 Pontina snc;
  • 4 Terreni seminativi distinti al catasto del Comune di Latina, avente una superficie complessiva di 26.000 mq
  • 1 conto corrente con un saldo attivo al momento del sequestro di euro 9.838,13.

Beni intestati al coniuge:

  • un appartamento, con relativa cantina, sita in Latina, via Virgilio;.
  • autovettura marca FIAT, acquistata nel 2007 al prezzo di euro 16.070,00;
  • autovettura marca FIAT,, acquistata nel 2012 al prezzo di euro 15.200,00;
  • n. 2 libretti postali radicati presso le Poste Italiane, Ufficio di Latina, cointestati alle  figlie  con saldo al momento dell’accertamento pari a euro di 2.946,21, euro 3.135,53
  • . conto corrente acceso presso la Banca Monte dei Paschi di Siena esclusivamente fino alla concorrenza di euro 7.810,08 ;
  •  deposito a tempo acceso presso la Banca Monte dei Paschi di Siena il   per un valore di euro di 15.000,00.

 Beni intestati alla madre:

  • un appartamento, sito in Latina, via degli Ernici, snc;
  • un magazzino, sito in Latina, via degli Ernici, snc;

Beni intestati alle figlie:

  • diritto di proprietà per 1/3 ciascuno sull’abitazione sita in Latina, via Dell’Agorà n. 53;
  • diritto di proprietà per 1/3ciascuno sul magazzino sito in Latina, via Dell’Agorà n. 53 ;
  • diritto di proprietà per 1/3 ciascuno sull’autorimessa sita in Latina, S.S. 148 Pontina Km 75,00 ;
  • diritto di proprietà per 1/3 ciascuno sull’area urbana sita in Latina, Strada di casa Selva n. 4, di mq. 1957.

In termini numerici 57 sono state le misure di prevenzione depositate al Tribunale ottenendo positivi risultati in termini di monitoraggio del tessuto sociale della provincia.  Tante sono state le sorveglianze speciali di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno notificate a “grandi nomi” della criminalità, considerati da tutti espressione del “malaffare” nonché piaga sociale da estirpare. Grazie a queste capillari attività molti capostipiti delle due famiglie di etnia rom gravitanti nella sottocultura cittadina (Ciarelli e Di Silvio) sono attualmente sottoposti alla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno, con stringenti prescrizioni dettate per rendere ancora più efficace il provvedimento preventivo.

Anche il settore delle misure di prevenzione patrimoniali non ha mai avuto una battuta di arresto. Al riguardo la Questura di Latina, ha operato, nel giugno del 2015,  la più grande confisca mai effettuata in provincia a carico del noto imprenditore Perrozzi, per un ammontare di 150 milioni di euro. La stima in cifre delle confische operate dal 2012 ad oggi si aggira sui 160.milioni di euro, tutti beni assicurati al patrimonio dello Stato. L’incisiva azione della Polizia Di Stato ha dato ormai risultati soddisfacenti in termini di contrasto alla malavita locale contribuendo all’innalzamento del livello di percezione di sicurezza della cittadinanza, fine ultimo delle istituzioni.

Alcuni dei beni confiscati oggi

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