Snowden, la scandalo della sorveglianza mondiale raccontato da Oliver Stone

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Dopo innumerevoli problemi di produzione e di distribuzione, Snowden vede finalmente il buio della sala. Oliver Stone mette le mani su un argomento scottante e attuale: il caso Snowden, e lo fa in modo fin troppo classico, ma coinvolgente proprio per la sua apparente semplicità.

Nel 2013 Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt), genio informatico, lascia il suo impiego alla National Security Agency, e volato ad Hong Kong rivela ad un gruppo di giornalisti i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti ai danni della privacy mondiale.

Il caso Snowden era già stato portato al cinema con il bellissimo documentario Citizenfour diretto da Laura Poitras, con il quale vinse l’Oscar al miglior documentario nel 2015. Tenendo presente questo recente lavoro sulla stessa materia, Stone decide di concentrarsi prevalentemente sulla vita privata del protagonista. Ne viene fuori un film biografico di stampo classico, a volte fin troppo canonico o prevedibile, ma che trova in questo difetto anche il suo pregio. Con una narrazione priva di virtuosismi o manierismi, e forte di un’asciuttezza formale, Stone riesce a concentrarsi sul tema principale, e portarlo avanti con semplicità ed incisività. La sceneggiatura scritta da egli stesso fornisce costantemente spunti di riflessione e contribuisce alla diffusione dello scandalo in questione, assicurandosi una presa molto ampia sul pubblico grazie al suo linguaggio fruibile da tutti, anche dai meno esperti in materia. Altro punto di forza del film è la grande interpretazione di Joseph Gordon-Levitt nei panni del celebre informatico. Circondato da validi attori quali Nicolas Cage, Zachary Quinto, Melissa Leo, Tom Wilkinson e Shailene Woodley, Levitt dona forza e credibilità ad una personalità estremamente controversa, un uomo in bilico tra l’essere considerato un eroe o un traditore. Il giovane attore riesce a mettere in scena con fedeltà i principi etici che hanno spinto il vero Snowden a compiere le sue azioni. Alternandosi tra le scene dell’intimità domestica e quelle del lavoro nel NSA, tra toni gravi e toni leggeri, Levitt mostra la sua completa bravura per un ruolo ricco di sfaccettature, rendendogli giustizia.

Con un tema così attuale e affascinante era difficile non fare presa sul pubblico, e approfondendo il diritto alla privacy e ciò che comporta la perdita di questo, Stone dice la sua sul governo americano, visto da sempre come una costante minaccia. Alla luce anche delle recenti elezioni del presidente americano, sorge spontanea la preoccupazione sui reali rischi di un controllo di questo tipo. Attraverso la storia di Snowden, Stone ci pone con questo interessante film di fronte a grosse questioni etiche che riguardano ognuno di noi, come appunto il confine tra l’essere un eroe o un traditore, o tra il sorvegliare e lo spiare.

Snowden, diretto da Oliver Stone con Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley e Nicolas Cage, è in sala dal 24 novembre nei cinema di Latina (Corso Multisala) e Terracina (Rio Multisala).

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