Terracina, amianto e pesticidi: la battaglia del Pd con doppia interrogazione

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Con due distinte interrogazioni, i consiglieri comunali del Partito democratico di Terracina richiamano l’attenzione del primo cittadino Nicola Procaccini e dell’assessore Emanuela Zappone su questioni a tutela della salute e dell’ambiente in riferimento all’amianto e ai pesticidi.

Amianto

Nel primo caso Alessandro Di Tommaso, Valentina Berti e Giuseppe D’Andrea ricordano che il Consiglio comunale, con delibera del 21 aprile 2015, ha approvato all’unanimità il Regolamento per la tutela della salute e dell’ambiente per il risanamento ambientale, la bonifica e lo smaltimento, ai fini della  difesa  dai pericoli derivanti dall’amianto.  Regolamento che all’articolo 2 prevede la creazione di un portale informativo, la redazione di un opuscolo informativo, una collaborazione con la Asl per il monitoraggio delle patologie, l’avvio di un censimento dei manufatti contenenti amianto, la costituzione di un catasto comunale in collaborazione con il Centro regionale amianto, l’apertura nel settore Ambiente di uno “Sportello Comunale Amianto” (riferimento per tutte le procedura e informazioni legislative in merito, tecniche di bonifica, rimozione, attività informative e di collaborazione con la Asl), la realizzazione di facilitazioni allo smaltimento dei Mca tramite microraccolta per le piccole quantità a livello comunale e infine la costituzione di elenco delle ditte che operano a costi calmierati. Alla luce di tutto ciò i sottoscrittori dell’interrogazione chiedono di conoscere quali attività di quelle previste dall’articolo 2 del regolamento sono state messe in atto dall’amministrazione.

Pesticidi

Nella seconda interrogazione, a firma degli stessi consiglieri del Pd, Di Tommaso, Berti e D’Andrea, si chiede all’amministrazione se vi siano motivi ostativi all’emanazione di un Regolamento comunale per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari che prenda in considerazione due elementi fondamentali, ovvero le distanze di sicurezza e l’obbligo di avviso, quali iniziative si intenda prendere per il controllo delle attività agricole, se vi sia l’intenzione di verificare se sussistano le condizioni per emanare il Regolamento per l’utilizzazione dei prodotti fitosanitari nel territorio del Comune di Terracina. L’iniziativa scaturisce dal malcostume di utilizzare i prodotti fitosanitari nelle zone rurali, ma anche urbane, senza le dovute precauzioni nel convincimento errato che l’impiego di soluzioni legali, quindi consentite dalla legge, non arrechino danni alla salute. In realtà non è così, spiegano gli esponenti del Pd in una lunghissima interrogazione nella quale viene riportata tutta la normativa in materia. I pesticidi legali sono nocivi e quindi possono essere utilizzati – affermano i consiglieri – solo tenendo conto del tempo di carenza, il numero minimo di giorni che deve intercorrere tra la data in cui è stato eseguito il trattamento con il prodotto fitosanitario e la data di raccolta della derrata, e del tempo di rientro, il tempo che deve trascorrere tra il trattamento e il rientro nell’appezzamento senza indossare le protezioni adeguate. Molto spesso questi “tempi” non sono indicati nelle etichette dei formulati commerciali, mentre la nuova normativa prevede che siano riportati sulle confezioni.

 

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