Rogue One: A Star Wars Story, lo spettacolare approfondimento della galassia lontana lontana

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Ad un anno dallo straordinario successo di Star Wars VII – Il risveglio della forza, torna in sala il mitico universo creato da George Lucas, stavolta con Rogue One: A Star Wars Story, il primo spin-off della serie ora proprietà della Disney.

Rogue One, ambientato tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza, ci porta a conoscere la squadra di ribelli che riuscirono a rubare i piani segreti della Morte Nera, contenenti il punto debole di quest’ultima. A capitanare il tutto vi è la coraggiosa Jyn Erso (Felicity Jones), dal tragico passato.

Gareth Edwards, dopo il successo di Godzilla, è alle prese con un compito tutt’altro che semplice, e dimostra sin da subito di volersi mantenere fedele allo stile visivo della trilogia originale, affondando in profondità nella sua mitologia, e alternando continui riferimenti alla tradizione e presentandoci allo stesso tempo una nuova narrazione, una nuova estetica, dei nuovi personaggi e mondi, e orchestrando a dovere il tutto ottiene il risultato di gettare subito lo spettatore nel vivo della storia, rispolverando l’amore che ogni fan nutre verso questa saga. Se la prima parte si dimostra più lenta, naturalmente introduttiva, ricca di intrecci e sottotrame, con l’effetto di rallentare un po’ il ritmo, la seconda si svela invece in tutta la sua magnificenza, con continui colpi di scena e risvolti narrativi che non mancheranno di lasciare a bocca aperta gli spettatori. Gli sceneggiatori Chris Weitz e Tony Gilroy riescono dunque a raccontare con originalità una storia che a lungo era rimasta priva di voce, e che la trova oggi con grande vigore e credibilità.

Lo scomparto tecnico del film è naturalmente impeccabile. Da sempre sinonimo di grande qualità visiva la Lucasfilm affida i sempre straordinari effetti speciali al premio Oscar Neil Corbould e John Knoll, i quali ci deliziano con paesaggi mozzafiato e scene di battaglia estremamente ben curate e coinvolgenti, le quali si sposano a meraviglia con la limpida fotografia di Greig Fraser, che sa plasmare i toni del film con colori ora più cupi ora più vivaci. Si sente invece l’assenza dell’iconico John Williams per quanto riguarda la colonna sonora. Rogue One è il primo film della saga di Star Wars a non avvalersi della collaborazione del celebre compositore. Al suo posto troviamo il comunque il bravissimo Michael Giacchino, che riproponendo l’epica dei temi di Williams insieme a brani di sua composizione, e abbinandoli alle scene principali, riesce a farci comunque sentire a casa.

In conclusione troviamo un ottimo cast su cui tutti svetta naturalmente Felicity Jones, alle prese con un personaggio complesso che richiedeva una buona interprete in grado di mostrarne l’evoluzione lungo la storia, cosa che la Jones riesce a fare sempre con grande credibilità, affermandosi come un nuovo grande personaggio dell’universo di Star Wars. Seguono Ben Mendelsohn e Diego Luna, l’uno alle prese con un dignitoso villain, l’altro con un ribelle interessane e misterioso in cerca di riscatto. Chiudono Mads Mikkelsen, nel ruolo dell’ingegnere che realizzò i progetti della Morte Nera, e Forest Whitaker, nei panni di un estremista della ribellione. I loro ruoli, seppur minori, conferiscono sapore alla storia.

La strada intrapresa dalla Disney per la realizzazione di questi nuovi film della celebre saga sembra più che ottima, facendoci ben sperare per il futuro. Puntare sul recupero dei caratteri della trilogia originale, associandovi delle storie originali ed in grado di esplorare nuovi orizzonti della celebre galassia sembra la strada giusta, che ci auguriamo verrà percorsa fino in fondo con i prossimi capitoli in arrivo.

Rogue One: A Star Wars Story, diretto da Gareth Edwards con Felicity Jones, Ben Mendelsohn e Diego Luna, è in sala dal 15 dicembre nei cinema di Latina (Corso Multisala), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Formia (Del Mare Multisala), Gaeta (Cinema Teatro Ariston) e Terracina (Rio Multisala).

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