Florence, il commovente perseguimento dei propri sogni oltre i propri limiti

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Dopo gli splendidi ritratti della Regina Elisabetta II in The Queen, e di Philomena Lee nell’omonimo film, il regista britannico Stephen Frears porta in sala la vera storia di Florence Foster Jenkins, raccontando tramite la sua commovente storia il doveroso perseguimento dei propri sogni.

L’ereditiera newyorkese Florence Foster Jenkins (Maryl Streep) sogna di diventare una cantante lirica, nonostante le limitate doti canore. Il suo sogno diventerà realtà grazie al pianista Cosmé McMoon (Simon Helberg) e all’attore teatrale St. Clair Bayfield (Hugh Grant), suo marito e manager, che riuscirà ad organizzare un concerto per lei alla Carnegie Hall.

Opera biografica di stampo canonico, ben diretta con semplicità e grande delicatezza, sceneggiata con altrettanta cura da Nicholas Martin, e abbellita dalle coinvolgenti musiche di Alexandre Desplat, il film trova tuttavia la sua forza nel trio di interpreti principali, straordinari e perfettamente nella parte. Maryl Streep emoziona sin dalle primissime scene, e la sua grande generosità recitativa, in grado di trasmettere tutta la bontà e la drammaticità del suo personaggio sono tra le cose più belle che il film dona. Un’altra interpretazione riuscitissima per un ruolo che probabilmente solo lei poteva interpretare con una simile umanità. Accanto a lei troviamo Hugh Grant, che dà vita ad una delle interpretazioni più belle della sua carriera. Straordinario e disinvolto anche lui nel mettere in scena le emozioni e le passioni del suo personaggio, ricco d’amore e devozione, elementi ben visibili nei suoi occhi vivi e commossi, nei confronti dell’amata moglie, per la quale farebbe di tutto, persino incoraggiarla a proseguire i suoi sogni, ben consapevole delle limitate capacità di lei. La complicità tra i due attori è strepitosa, emozionante, e la sincera intimità familiare della coppia protagonista non mancherà di far versare qualche lacrima, proprio come i loro occhi lucidi ed estremamente vivi. Chiude il terzetto Simon Helberg, nel ruolo del pianista che si trova ad accompagnare Florence al pianoforte. Un ruolo non banale a cui l’attore sa dare carisma e dignità, fornendolo di una delicatezza di cui non tutti sono dotati e che si rivela invece fondamentale. I tre sono diretti in una messa in scena sfarzosa che riproduce fedelmente il mondo dell’alta società degli anni ’40, con una continua alternanza tra toni comici e drammatici, tenendo così viva l’attenzione dello spettatore e facendolo appassionare sempre più alle gesta dell’improbabile cantante lirica dal cuore d’oro.

La storia di Florence porta con se una grande morale, quella di non farsi fermare dai propri limiti nel perseguimento dei propri sogni. Nonostante le sue stonature canore, ella riesce ad entrare nel cuore della gente, a divertire ed emozionare per il suo grande coraggio e forza d’animo, che prevale su tutto. Ancora oggi Florence Foster Jenkins è modello per tutti coloro che non si arrendono dinanzi alle difficoltà, per tutti coloro i quali la scelta tra il pane e l’arte non è neanche una scelta. Dopotutto, come la stessa protagonista afferma nel film, “possono dire che non ho cantato bene, ma non possono dire che non ho cantato.”, e come sempre la perseveranza alla fine porta i suoi frutti, e questo film ne è uno splendido e toccante esempio.

Florence, diretto da Stephen Frears con Maryl Streep, Hugh Grant e Simon Helberg è in sala dal 22 dicembre nei cinema di Latina (Oxer), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Formia (Del Mare Multisala) e Terracina (Rio Multisala).

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