Corpo Forestale addio, l’ammainabandiera nella scuola di Sabaudia. Cancellata la storia

 

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L’Inno d’Italia nel cortile della Scuola Forestale di Sabaudia si sovrappone al rintocco delle campane della chiesa Santissima Annunziata che chiama i fedeli alla messa vespertina con il Te Deum, di ringraziamento per l’anno appena trascorso. Ma in caserma c’è solo voglia di piangere perché chi ha addosso quella divisa verde ce l’ha cucita nell’anima. I forestali pontini sono lì, con le loro famiglie, per l’ultimo ammainabandiera. Hanno gli occhi lucidi. Non è facile neanche per il comandante Alessandro Bettosi augurare buona fortuna a tutti e salutare il vessillo con un “evviva il Corpo Forestale dello Stato”. Fa freddo e il dolore è in mezzo al petto, mentre le note del silenzio si disperdono nell’aria. Sono da poco passate le 18 del 31 dicembre 2016 e la cerimonia appena conclusa, frutto del decreto legislativo in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo Forestale dello Stato (nell’ambito della Riforma della pubblica amministrazione del 2015), è un evento che cancella 194 anni di storia.

La storia

L’origine del Corpo Forestale dello Stato risale al 1822, nel Regno Piemontese, per la custodia e la vigilanza dei boschi e, con l’Unità d’Italia, l’Amministrazione forestale assume anche la difesa del suolo e del regime idrogeologico montano, mediante ricorso ad opere di stabilizzazione e di rimboschimento delle pendici montane. Durante il Fascismo, da Corpo Reale delle Foreste, istituito con legge Luttazzi nel 1910, si passa Milizia Nazionale Forestale che proseguirà l’opera di incremento del patrimonio boschivo, soprattutto con finalità a carattere produttivo.  Il 12 marzo del 1948, con il decreto legislativo 804, nasce il Corpo forestale dello Stato, naturale prosecuzione dell’Amministrazione forestale, cui vennero affidati i compiti di salvaguardare il patrimonio boschivo nazionale, di proseguire l’opera di sistemazione dei versanti e di vigilare sulle buone pratiche selvicolturali. I quasi due secoli di storia del Corpo forestale dello Stato sono stati caratterizzati da processi di rinnovamento e riordino che sono andati di pari passo con l’evoluzione dei concetti di natura, territorio, paesaggio, ambiente, sviluppo sostenibile e delle relative politiche nazionali in materia. Il Corpo ha quindi sempre operato considerando che l’approccio alle questioni di sicurezza dell’ambiente non può essere settoriale ma va condotto tenendo conto globalmente di tutti i fattori costituenti: uomo, fauna flora, suolo, acqua, aria, clima, paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale.

Le medaglie

Nel corso della sua lunga storia il Corpo Forestale dello Stato ha ricevuto ben 15 onorificenze di cui due conferite dal Re e 13 dai Presidenti della Repubblica. L’ultima, la 15°, Medaglia d’Oro al Merito Civile: 188° Anniversario della fondazione del Corpo forestale dello Stato (8 ottobre 2010) Conferita dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministero degli Interni. Motivazione: “In occasione del disastroso sisma che sconvolgeva la Regione Abruzzo provocando molte vittime e danni inestimabili, le donne e gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, sin dalle prime ore, si prodigavano con encomiabile dedizione e grande spirito di solidarietà al servizio della collettività, contribuendo a salvare molte vite umane e ad alleviare le sofferenze e i disagi della popolazione duramente provata dal terremoto. La presenza costante sul territorio e i numerosi interventi, effettuati con assoluta abnegazione, hanno suscitato ancora una volta il plauso e la riconoscenza della comunità locale e della Nazione tutta”. 6 aprile 2009 – L’Aquila.

La formazione

La sede principale della Scuola del Corpo forestale dello Stato è a Cittaducale (Rieti), fin al 1905, quando nacque con l’originario nome “Regia Scuola di selvicoltura per le guardie forestali in Cittaducale”, ove è conservata la bandiera del Corpo. Ma nel 1962, nella giovane del Parco nazionale del Circeo, con decreto ministeriale, fu istituita la “Scuola Allievi Sottufficiali e Guardie forestali – distaccamento di Sabaudia” che trovò ospitalità nella sede dell’ex Marina Militare già Opera nazionale Balilla poi ampliata dall’architetto Oriolo Frezzotti. Insomma, un complesso di elevato pregio architettonico con un ampio cortile d’onore per gli schieramenti. Sciolto il Corpo Forestale dello Stato, la nota positiva è che entrambi i centri di formazione dovrebbero restare attivi per la formazione forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri che entreranno a far parte della nuova struttura dell’Arma…

La Riforma

La Riforma del Governo, guidato da Matteo Renzi, che porta la firma del ministro Marianna Madia, ha trasformato la gran parte dei poco più dei settemila forestali in carabinieri. Da oggi, 1 gennaio 2017, dovrebbe prendere il via quel contenimento della spesa sperato. Ma all’orizzonte sembra di vedere soltanto inutili costi aggiuntivi. Stazioni e comandi e ogni struttura dovranno cambiare “insegne” e ogni uomo “divisa” entro tre mesi, medio tempore gli ex forestali dovranno indossare la mimetica del Cfs con gradi e fiamma dei carabinieri. Cambieranno “pelle” anche i mezzi a disposizione. A tutto ciò andranno aggiunte le spese relative al trasferimento “amministrativo” tra i diversi ministeri e della militarizzazione degli agenti forestali trasformati in benemeriti carabinieri che con quelli “originali” probabilmente non si incontreranno mai perché gli ormai ex forestali dipenderanno da apposito Comando carabinieri unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, con tanto di stemma misto Aquila-Fiamma. Ma non tutti i forestali diventeranno carabinieri: alcune decine passeranno alla Guardia di Finanza, oltre un centinaio alla Polizia di Stato e altrettanti ai Vigili del Fuoco. Questi ultimi sono i più sfortunati: oltre a riconsegnare le pistole di ordinanza, dovranno rinunciare a circa 200 euro dello stipendio. Da qualunque punto la si guardi, questa Riforma sembra essere costellata di spigoli. La montagna ha partorito il topolino… con buona pace dei forestali strappati della divisa.

 

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