Inchiesta Olimpia, il Riesame: associazione a delinquere sullo stadio di Latina

Giovanni Di Giorgi e Pasquale Maietta

“Gli elementi di indagine sono adeguatamente concordi nel delineare la sussistenza di un sodalizio articolato sulla base di una ben precisa delimitazione di compiti a orientare l’azione amministrativa in senso non conforme ai principi”. Così il Tribunale del Riesame nelle motivazioni sul caso Olimpia. L’ipotesi di associazione a delinquere formulata dal Pm Giuseppe Miliano, che il 14 novembre scorso aveva portato in carcere l’ex sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi e altre 15 persone, regge però solo sul fronte dello stadio e dei favori al Latina Calcio e in particolare sui rapporti tra l’ex primo cittadino, il deputato pontino di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta, ex presidente della squadra di calcio, l’architetto Ventura Monti e il dipendente comunale Nicola Deodato.

Ma lo stesso Riesame ha giudicato non sussistenti le esigenze di misura cautelare nei confronti degli stessi poiché con la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Di Giorgi era cessata l’operatività del sodalizio. Unico “problema” l’architetto Monti ancora in Comune in quanto dirigente. Nei suoi confronti infatti il Tribunale del Riesame aveva disposto l’interdizione dai pubblici uffici per un anno.

Scartate invece le ipotesi di associazione a delinquere sull’affidamento pilotato dei lavori pubblici e sull’urbanistica orientata a favorire i costruttori della cerchia. Per il Riesame sarebbero stati pochi gli affidamenti potenzialmente illegittimi e quindi insufficienti a configurare un vero e proprio sistema e in quanto all’urbanistica le attività sarebbero scaturite da scelte politico-amministrative sulle quali i giudici non sono entrati nel merito.

“In mancanza di qualsiasi contestazione in ordine alla rilevanza penale di tale episodio lo stesso deve considerarsi del tutto estraneo all’oggetto del presente procedimento”, si legge ancora nelle motivazioni del provvedimento di scarcerazione a proposito dell’appartamento venduto, a condizioni particolarmente vantaggiose, dall’ex consigliere Vincenzo Malvaso a Di Giorgi. Appartamento considerato dagli inquirenti quale “contropartita” della cosiddetta Variante Malvaso.

Per quanto riguarda invece l’operazione di via Quarto, secondo i giudici del Riesame, l’imprenditore Massimo Riccardo avrebbe dovuto sapere che il terreno messo sul piatto per la perequazione utile alla nuova costruzione in realtà era stato già espropriato dal Comune di Latina.

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