Freddo a Latina e scuole chiuse, valanga di polemiche. Il sindaco corregge il tiro: decidano i presidi

Il sindaco Damiano Coletta

Tanto tuonò che piovve. A Latina per il freddo si chiudono le scuole. La decisione drastica del sindaco, che nel primo pomeriggio di oggi ha emesso un’ordinanza che lascia a casa gli studenti degli istituti comunali per sette giorni, tanto invocata da chi dal rientro delle vacanze natalizie ha patito l’effetto delle basse temperature, è ora al centro di nuove polemiche. La critica più feroce riguarda l’incapacità dell’amministrazione comunale a gestire il problema risolvibile con alcuni accorgimenti come ad esempio l’accensione h24 dei termosifoni a partire dai giorni precedenti alla riapertura delle scuole il 9 gennaio, atteso che l’ondata di freddo era stata abbondantemente prevista e diffusa attraverso puntuali bollettini. Un problema risolvibile con una preventiva manutenzione delle caldaie. Un nervo scoperto questo, visto che il caso era già esploso prima del freddo polare di queste ore. “Sette giorni senza andare a scuola, dopo il lungo periodo di vacanze, non sono pochi” aggiunge qualcuno preoccupato per gli effetti sul rendimento degli scolari della scuola dell’obbligo. Altri sollevano il “dramma” dei bambini a casa. Sono le mamme e i papà che lavorano e che quindi devono fare i conti con una nuova “organizzazione” per fare fronte al fuori programma. Ma tant’è. E il detto “piove, governo ladro”, di mazziniana memoria, ha colpito anche il sindaco di Latina.

La giustificazione accampata lunedì “il brusco calo termico ha determinato la rottura di alcune tubature a causa del congelamento dell’acqua nonostante fosse stata disposta l’accensione dei termosifoni già da venerdì”, unita alla decisione di oggi imposta “dalla difficoltà di ripristinare nell’immediato il regolare funzionamento delle caldaie” ha esposto l’amministrazione a una valanga di contestazioni che svelano l’incapacità di gestione di fronte a un mero abbassamento di temperature. “Fortuna che non nevica ancora in città”, è il commento più gettonato. E nel mentre il testo dell’ordinanza non è stato ancora reso pubblico in tanti si domandano se le scuole comunali oggetto del provvedimento siano tutte o solo quelle rese inagibili per guasti agli impianti.

A tal proposito dal Comune è stata diffusa una seconda nota stampa di precisazioni da parte del sindaco che ridimensionano la portata dell’ordinanza rimettendo ai dirigenti la facoltà di chiudere i plessi scolastici: “Il provvedimento riguarda le scuole di competenza dell’Amministrazione comunale – dichiara Damiano Coletta -, vale a dire scuole materne, primarie e le secondarie di primo grado. Si è reso necessario a causa della difficoltà sorta in alcuni plessi a riparare in tempi immediati i guasti agli impianti di riscaldamento causati dall’ondata di gelo. Pur avendo acceso le caldaie anticipatamente rispetto al rientro in aula dopo le vacanze natalizie, non si sono potuti evitare i disagi registrati in alcune strutture a causa dell’obsolescenza degli impianti. Con l’ordinanza si rimette ai dirigenti la facoltà di chiudere i plessi scolastici. I presidi che ravviseranno l’inagibilità dei locali a causa del mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento e riterranno opportuno chiudere la scuola, in virtù del provvedimento saranno legittimati a farlo. Va da sé che le strutture in cui gli impianti funzionano regolarmente resteranno aperte”. Un’uscita quella del sindaco che sembra voglia correggere il tiro dopo lo sparo.

“Va sottolineato il fatto che gli impianti termici delle varie scuole comunali sono obsoleti, fatiscenti e non funzionanti – commenta il consigliere di opposizione Nicoletta Zuliani -. Sono talmente vecchi che quando si rompe un pezzo bisogna attendere tempi lunghi perché si trovi quello giusto. Vero è che nei passati decenni non è stata mai fatta una giusta manutenzione, non sono mai stati messi soldi a sufficienza nelle scuole. Imputo responsabilità grandi alle precedenti amministrazioni che hanno preferito dirottare i fondi comunali altrove trascurando anche l’organizzazione degli uffici preposti alla manutenzione delle scuole. Questa amministrazione però in sei mesi non è riuscita a prevenire il grave disagio che oggi viviamo e ricordiamo che ha perso anche i fondi regionali per l’adeguamento sismico delle scuole”.

Il freddo in questi giorni non ha risparmiato neanche gli istituti superiori di proprietà dell’ente Provincia, con rottura di tubi e blocco delle caldaie, ma con interventi mirati si è cercato di assicurare il servizio al meglio.

 

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