Cambia Sabaudia, il comitato si presenta e candida a sindaco il generale Piccotti

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Aldo Piccotti

Cambia Sabaudia si è presentata alla cittadinanza di Sabaudia e lo ha fa attraverso il convegno aperto sull’andamento dell’economia locale che si è tenuto sabato 14 gennaio presso il Palazzo delle Poste Mazzoni. La presentazione dell’opuscolo e delle reali intenzioni dell’associazione che alle prossime amministrative si presenterà come lista civica al Comune di Sabaudia sono state illustrate dal professor Gianfranco Polillo, saggista e consulente di economia di diversi Governi (presso il ministero retto da Tremonti passando per quello di Caldoro a quello di Alfano), da Angelo Criscuoli, psicologo e attivista di Cambia Sabaudia, e da Aldo Piccotti, generale dell’Esercito oggi in pensione che è stato comandante della caserma Casaca di Sabaudia dal 2002 al 2006, candidato a sindaco del comitato Cambia Sabaudia.

Il convegno-dibattito ha visto una nutrita partecipazione di cittadini e di associati e si è animato rispetto alle diverse problematiche che sono state affrontate dai relatori, perché davanti alle problematiche sono state avviate delle eventuali soluzioni. “Sabaudia è una città che per risollevare le proprie sorti da un’economia che ristagna e che a livello nazionale manifesta una timida ripresa deve puntare su quelle che sono le proprie caratteristiche: turismo, agricoltura e un’edilizia vista nell’ottica dello sviluppo sostenibile. La città è inclusa nello scenario del Parco nazionale del Circeo, non si può non prescindere dalla valorizzazione di questo ecosistema unico, pur preservando l’ambiente, ma l’Ente Parco ha l’obbligo di valorizzare non di preservare passivamente il proprio patrimonio ambientale. L’eccellenza agricola va ulteriormente incoraggiata, cercando nuove frontiere e nuovi mercati, varando progetti per la trasformazione dei prodotti, che creano posti di occupazione qualificati. Non solo, l’attrazione turistica qui è formata da un mix unico, formato da architettura razionalista, natura, mare e tavola: va trovato l’equilibrio dinamico per il suo exploit”.

Un intervento quello del professore Polillo che ha animato il dibattito e che ha permesso a molti operatori presenti (agricoli, balneari, ristoratori) di suggerire itinerari per il rilancio di Sabaudia. “Un rilancio che sarà possibile soltanto se coloro che hanno amministrato la città negli ultimi anni si facessero da parte –ha sottolineato nel suo intervento Angelo Criscuoli, militante di sinistra della prima ora, già consigliere comunale e lontano dalla politica attiva da diverse consiliature -, ammettessero i propri clamorosi errori, testimoniati da ben quattro commissariamenti, e da una serie di interventi amministrativi che hanno impoverito il tessuto sociale ed economico della città lasciando in eredità solo debiti e cose incompiute. Credo in questo progetto, proprio perché è animato da uomini di buona volontà, uniti dall’amore per Sabaudia e non da interessi personali, arricchito da anime diverse ma che hanno un solo reale obiettivo: la rinascita di una città”.

Le conclusioni sono spettate al candidato a sindaco Aldo Piccotti, che ha spiegato i motivi che lo hanno portato a prendere in considerazione una sua candidatura a primo cittadino. “Ho girato il mondo per ragioni professionali, ho preso parte a diverse missioni negli angoli più affascinanti del mondo ma quell’equilibrio che ho trovato a Sabaudia non l’ho mai ritrovato in nessun’altra parte –ha detto il generale, che per lo Stato Maggiore ha condotto moltissime missioni all’estero -, nel 2012 ho deciso di vivere qui dopo aver conosciuto Sabaudia per la direzione della Casaca dal 2002 al 2006, ma ho trovato una città depressa e in caduta verticale, senza domani. Alla città mancano oggi i servizi più elementari, dovuti a una visione della stessa modesta e pressappochista, una città che possiede un lago e un litorale tra i più belli al mondo non vive di turismo se non per un paio di mesi all’anno e questo è un aspetto di per sé inconcepibile: a Sabaudia in tutti questi anni è mancato l’amore dei suoi amministratori pubblici e questo non è ammissibile quando si governa la cosa pubblica”.

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