Impianti sportivi a Latina, Coletta nello “spogliatoio” tra canoni e contributi. Dubbi sul regolamento di Nardone

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L’incontro disputato questa sera nell’aula consiliare del Comune di Latina per la buona gestione degli impianti cittadini, palestre e campetti, si è chiuso con un pareggio tra l’amministrazione e le associazioni e società sportive chiamate in causa per la vicenda dei canoni.

Canoni 2016, anche a rate

Il sindaco Damiano Coletta ha fatto un discorso da “spogliatoio” per ribadire che il Comune non ha risorse per garantire uno sport a costo zero e che pertanto è necessario che tutti, al fine di riportare la città in una condizione di manutenzione ordinaria, facciano dei sacrifici. In futuro si vedrà. In merito alla vicenda specifica sulla quale si è disputata la partita di questa sera, il primo cittadino di Latina Bene Comune ha spiegato ai dirigenti sportivi presenti in aula, sugli scranni normalmente occupati dai consiglieri, che i canoni 2016 richiesti con lettera del dirigente Giovanni Della Penna sono dovuti poiché previsti dal regolamento approvato nel 2010 da Guido Nardone, commissario straordinario dell’ente. “Siamo disposti ad accettare una rateizzazione”, ha detto aggiungendo anche che la mancata applicazione dei canoni potrebbe esporre l’amministrazione e i funzionari ad una imputazione per danno erariale.

I canoni pregressi, la visione di Coletta

In merito ai canoni pregressi, Coletta ha affermato che con la lettera del dirigente Della Penna non sarebbero stati richiesti e che là dove c’è scritto di fornire “copia delle ricevute di versamento per le annualità precedenti”, rendicontando “lo stato dei luoghi comprese eventuali migliorie”, sarebbe da intendersi che si vuole avere una visione chiara dell’impianto affidato. Coletta ha riferito che nelle more dell’espletamento delle nuove assegnazioni le regole vanno rispettate, perché la prima cosa che apprende chi fa sport è che lo sport si basa sulle regole.

Verso un nuovo regolamento

Il sindaco ha poi aggiungere che il regolamento di Nardone andrebbe rivisto e rimodulato soprattutto nella parte relativa ai canoni per diversificarli meglio a seconda delle tipologie delle strutture. Per queste ragioni l’amministrazione sarebbe disponibile a riproporre la manifestazione d’interesse con un nuovo regolamento. Ma per ora i canoni 2016, per il sindaco, vanno pagati.

2006, 2010, 2013, 2016: Capirci ripercorre la storia

L’assessore al Bilancio, Giulio Capirci, presente all’incontro con l’assessore allo Sport Antonella Di Muro, è tornato sulla genesi del regolamento di Nardone, spiegando che si era reso necessario visto che la tenuta degli impianti andava a gravare interamente sull’amministrazione, anche relativamente alle spese di acqua e luce. Un sistema basato su regole risalenti al 2006 poco chiare e fatte ad hoc, secondo l’assessore, per favorire determinate situazioni, a svantaggio delle società o associazioni più virtuose. Capirci ha anche detto che nel 2010 il regolamento, approvato con i poteri della giunta, non trovò applicazione poiché i contratti di assegnazione delle strutture erano già in corso e che andavano quasi tutti a scadenza nel 2013. Come a dire quindi che chi ha avuto il rinnovo della medesima struttura dal 2013 o chi ha stipulato nuovi accordi dal 2010 ad oggi dovrebbe attenersi ai canoni.

I canoni pregressi, la visione di Capirci

Come a dire quindi, secondo Capirci, che chi ha avuto il rinnovo della medesima struttura dal 2013 o chi ha stipulato nuovi accordi dal 2010 ad oggi dovrebbe attenersi ai canoni. Un discorso che è entrato un po’ in conflitto con quello da “spogliatoio” fatto poco prima dal sindaco che, cercando di tranquillizzare i dirigenti sportivi, aveva specificato che l’amministrazione, con le lettere inviate da Della Penna, aveva richiesto i soli canoni del 2016.

Un regolamento illegittimo

A questo punto hanno preso parola alcuni referenti di associazioni e società sportive presenti. Mauro Bruno, della Baseball Latina, già intervenuto sulla stampa nei giorni scorsi per far notare che nel caso specifico del campo di via Ezio il Comune con l’atto di concessione – dato 2014 – non aveva richiesto alcun canone ma il subentro delle utenze, ha preso spunto dalle parole di Capirci – che aveva citato l’atto di giunta del commissario Nardone – per dire che probabilmente il Regolamento è nullo: “I regolamenti sono di competenza del Consiglio comunale, mentre spetta alla giunta stabilire le tariffe da applicare in base al regolamento. L’atto citato da Capirci è un atto del commissario, approvato con i poteri della giunta e non del Consiglio, che mi risulta per altro non essere mai stato pubblicato. Chiedo al sindaco e all’assessore di verificare questo aspetto, perché se io ho ragione i canoni richiesti non sono dovuti poiché basati su un atto nullo”. Bruno ha gelato Capirci che si è subito dimostrato disponibile alla verifica per poi aggiungere che probabilmente essendo il commissario un soggetto monocratico probabilmente non fa differenza se adotta un atto con i poteri della giunta o del consiglio. Il sindaco ha replicato a Bruno che la delibera del commissario appariva in regola con la pubblicazione. Un dettaglio che – ha fatto notare Bruno – poco importa se l’atto è nullo.

Una richiesta intempestiva

Davide Marini della Nuova Latina Scalo ha lamentato l’”intempestività” delle lettere – 27 dicembre 2016 – per chiedere di saldare il conto entro dieci giorni. “Se il canone è dovuto, perché non chiederlo prima?”, ha domandato sollevando anche problemi di programmazione nella tenuta della società e delle attività sportive.

I contributi stanziati e non elargiti

Alessio Rinaldi della Polisportiva di Borgo San Michele è intervenuto su un altro aspetto tutt’altro che trascurabile, ovvero quello dei contributi comunali spettanti alle associazioni sportive. In particolare ha fatto riferimento alle annualità 2013 e 2014 per le quali sono stati stanziati i relativi fondi. “La nostra società non li ha presi”, ha lamentato Rinaldi aggiungendo che prima di chiedere il canone 2016, forse andava regolata anche quest’altra situazione.

Mancate iscrizioni ai campionati e bimbi al gelo

Ha convinto poco il discorso del sindaco sui canoni pregressi: “A lettera, risponderemo con lettera”, ha commentato un altro dirigente accanto a chi ha lamentato di non aver ancora iscritto la propria squadra al campionato per lo stato di incertezza dovuto a canoni e contributi e a chi ha detto che i bambini (di età compresa tra i 3 e i 5 anni) iscritti alla propria società praticano attività sportiva al gelo.

Prossima partita con Della Penna

Un incontro finito con un pareggio, dicevamo. In questa partita la squadra di casa ha parlato di un regolamento da rifare, di canoni forse un po’ troppo elevati per i piccoli impianti, di arretrati dovuti-non dovuti, di riaprire i bandi per le assegnazioni, di verificare l’eccezione sollevata sulla legittimità del regolamento di Nardone. Insomma, un’amministrazione comunale un po’ più morbida rispetto ai muscoli mostrati sull’argomento. In quanto alla squadra ospite ha brillato con azioni di attacco, senza tuttavia concludere in rete ma rimanendo con i piedi a terra insensibili al canto delle sirene. La prossima partita sarà giocata nell’ufficio Patrimonio e Demanio. “Sarete contattati uno ad uno per discutere singolarmente delle proprie posizioni”, ha detto il sindaco.

Tra i partecipanti all’incontro, oltre Bruno, Marini e Rinaldi, anche Giuseppe Mancini di Borgo Podgora, Gianfranco Timotini di Borgo Piave, Maurizio Cavaricci della Real Latina Calcio, Mauro Gaspari di Borgo Grappa, Ezio Favatetto di Borgo Faiti 2004, Gennaro Del Prete di Borgo Carso, Luigi Bozza di R11, Gianni Pappone di Centro scherma Asd Latina, Mirco Turrini di Boxe Latina, Fabio Di Natale di Arco club Pontino e Giancarlo Bersanetti di Figc-comitato provinciale di Latina.

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