Latina, espulso il tunisino che chiedeva vendetta per l’attentatore di Berlino

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Il Viminale ha annunciato di aver provveduto ad espellere dal territorio nazionale il tunisino 53enne che lo scorso 28 dicembre seminò il panico nella mensa della Caritas in via Virgilio, a Latina. Lo straniero è stato trasferito ieri nell’aeroporto di Palermo, dove era ad attenderlo volo per l’immediato ritorno in Patria. Quel giorno l’uomo andò su tutte le furie per aver ricevuto lo stesso cibo del giorno precedente: ebbe una discussione con chi lo stava servendo e dopo averlo minacciato di morte iniziò ad urlare promettendo vendetta per i suoi fratelli musulmani, con esplicito riferimento all’uccisione dell’attentatore di Berlino avvenuta pochi giorni prima a Sesto San Giovanni. L’uomo arrestato a Latina va ad aggiungersi ad altri 136 soggetti, cinque nel 2017, gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso ed espulsi con accompagnamento in frontiera.

LA NOTA DEL VIMINALE

“A seguito di attente e approfondite attività investigative, il tunisino (…) pluripregiudicato per reati comuni, in posizione irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora, è stato espulso dal territorio nazionale, per motivi di sicurezza dello Stato. In particolare il tunisino era all’attenzione degli investigatori dopo i fatti accaduti nella mensa di via Virgilio il 28 dicembre scorso quando dopo aver dato in escandescenze durante la distribuzione dei pasti urlando “io non mangio questa m…”, aveva minacciato un volontario intervenuto per calmarlo, dicendogli: io esco fuori, ti aspetto. Occhio per occhio dente per dente, perché i tuoi fratelli hanno ammazzato un mio fratello a Milano’”.

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