Latina, a Montello discarica in via di guarigione. Ma Ecoambiente non convince la Provincia

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Gli invasi delle discariche di Borgo Montello

In via Monfalcone l’ambiente torna a sorridere. Ma la versione di Ecoambiente per ora ha provocato soltanto una “risata sarcastica” della Provincia. Si è tenuto oggi, presso il Comune di Latina, il periodico tavolo tecnico per la bonifica della discarica gestita da Ecoambiente. Alla presenza dell’assessore Roberto Lessio, l’amministratore delegato della società – partecipata dalla fallita Latina Ambiente di proprietà del Comune al 50% -, l’ingegnere Pierpaolo Lombardi ha consegnato il report quadrimestrale delle attività svolte rispetto alla prescritta bonifica del sito.

Ecoambiente: buoni risultati dalla bonifica in atto

Lombardi ha riferito che la messa in sicurezza operativa, in corso da parte della Ecoambiente, sta dando buoni risultati. Nel senso che si sarebbe riscontrata una diminuzione della contaminazione e il confinamento della stessa. In due anni di attività – rendicontate in nove report – si sarebbero registrati dati incoraggianti, secondo l’ad di Ecoambiente che, da noi contattato telefonicamente, non ha però voluto indicare neanche orientativamente la data di fine lavori poiché “molto dipende – ha detto – da come reagisce l’ambiente al processo in corso e se i risultati positivi si mantengono nel tempo”.

E rispunta il potenziamento della discarica Ecoambiente

Sul tavolo tecnico è finito nuovamente anche il progetto di Ecoambiente per il potenziamento della discarica di via Monfalcone, attualmente chiusa con decreto regionale per “esaurimento”.

Ma la Provincia di Latina risponde picche

Un “particolare” che non è sfuggito alla Provincia di Latina, rappresentata al tavolo dal dirigente Nicoletta Valle. Un progetto che l’ente di via Costa non vuole neanche sentire nominare fin quando non sarà ultimata la bonifica della discarica compreso il capping dell’invaso S0. Della serie, per ora, non se ne parla proprio… e dopo probabilmente neanche, vista la posizione politica che la Provincia ha assunto contro la riapertura del sito e contro l’ambito unico che la Regione Lazio vorrebbe imporre.

Le difficoltà economiche di Ecoambiente

Da indiscrezioni è emerso che Ecoambiente avrebbe lamentato difficoltà economiche per poter spingere sul completamento della bonifica e di avere quindi la necessità di riaprire il sito al fine di reperire risorse indispensabili per il risanamento. Roba da saltare sui banchi per una politica del territorio accorta e disposta a pretendere l’escussione della polizza fideiussoria e completare d’ufficio la bonifica del sito di Borgo Montello. Ma… a Latina, nel vicino borgo Piave, la collettività attende ancora la bonifica dell’ex Pozzi Ginori, robetta da niente rispetto alla discarica di via Monfalcone.

Biogas Indeco, l’ad: la centrale non riapre la discarica

Al tavolo tecnico ha preso parte anche la Indeco, rappresentata dall’ingegnere Giorgio Cardona, amministratore delegato. La Indeco con la bonifica del sito di Ecoambiente nulla ha a che vedere. E’ solo un rapporto di vicinanza, tra discariche. In questi giorni la Indeco ha incassato la definitiva autorizzazione per la realizzazione di un impianto biogas a tre motori da realizzare nel bacino S8, finito sotto sequestro per eccessivo abbancamento dei rifiuti rispetto ai parametri regionali. Un via libera amministrativo che non ha trovato alcun ostacolo nella conferenza di servizi dello scorso autunno a cui neanche il Comune di Latina si è presentato. L’ingegnere Cardona ha colto l’occasione di oggi per chiarire che l’impianto a biogas è previsto dalla legge 387 del 2003 che ha disposto il recupero energetico di biogas da discarica. Un passaggio virtuoso per il sito di via Monfalcone attiguo a quello di Ecoambiente, perché “consentirà di produrre energia elettrica dai rifiuti presenti nella discarica”. L’ingegnere ha quindi affermato che non è intenzione della Indeco di riaprire il sito per nuovi conferimenti, ma di utilizzare il gas di quelli già abbancati. Un discorso meritevole di apprezzamento che tuttavia, a detta dei cosiddetti soliti detrattori, non troverebbe giustificazione con l’investimento effettuato: “Tre motori da 2,6 MWe da spegnere all’indomani dell’esaurimento del gas prodotto dai rifiuti presenti? E’ poco credibile. Tanto più che il prevedibile dissequestro spalancherebbe le porte a nuovi conferimenti risolvendo così l’emergenza romana”. Per ora, ha ribadito Cardona, la discarica non riapre e i gas prodotti dai rifiuti saranno trasformati in energia elettrica. Il futuro nessuno lo può prevedere.

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