Assenze record in Comune a Latina, l’assessore Costanzo risponde a De Simone

L'assessore Antonio Costanzo

“Ben vengano le sollecitazioni e i contributi quale quello dell’ingegner Massimo De Simone, che mi offre l’occasione per approfondire e sviluppare ulteriormente le analisi e le iniziative nelle quali sono impegnato per la delega assessorile al Personale”. Antonio Costanzo, chiamato in causa dal pesante responso dello studio di De Simone che ha rilevato un “assenteismo” record dei dipendenti del Comune nel primo semestre dell’amministrazione guidata dal sindaco Coletta, replica in maniera dettagliata.

L’assessore evidenzia subito che lo studio in questione “parte da una premessa errata, definendo il fenomeno esaminato come ‘assenteismo’ anziché come ‘assenze dal lavoro’”.

“L’assenteismo, com’è noto – precisa -,è definito come fenomeno psico-sociologico e va considerato come tale dopo avere correttamente esaminate le diverse cause e dimensioni delle assenze dal lavoro. La principale causa di assenza da mettere sotto osservazione è senz’altro la malattia, che va distinta tra malattia effettiva, quando dipende da un malessere fisico e malattia non reale, quando non ricorre tale situazione”.

Fatta la premessa, Costanzo afferma che De Simone giustamente gli chiede quali sono le azioni correttive messe in campo per ridurre il tasso di “assenza”.

Riportiamo di seguito la risposta dell’assessore

Ebbene, le disposizioni che il personale assegnato sta correttamente eseguendo prevedono che “ai fini di contrastare e prevenire l’assenteismo ….. il controllo sulla malattia dei dipendenti ….è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative”. Controllo che deve avvenire a cura dei medici della competente AUSL (art. 16 commi 9 e 10 del  d.l. 98 del 2011). Nel secondo semestre sono state richiesti accertamenti fiscali alla AUSL, anche per i giorni non previsti dalla normativa citata, ed ecco i dati:

 

Richieste visite fiscali alla AUSL Visite

effettuate

Visite

non effettuate

Secondo semestre 2015 103 43 60
Secondo semestre 2016 125 46 79

 

In riferimento alla dimensione complessiva delle assenze va evidenziato che, ai fini del totale delle assenze da considerare per la valutazione dell’eventuale assenteismo, non vanno considerate alcune tipologie di assenze (in molti casi non retribuite), che ridimensionano il fenomeno considerato. Ovviamente, tale tipologia di assenze varia da un periodo all’altro e va quindi tenuto presente nei suoi valori di trend per le successive analisi del tipo di quella effettuata dall’ing. De Simone.

Anche in questo caso, alcuni dati:

Nel 2015 le giornate di assenza, comprensive delle ore di assenza riproporzionate alle giornate lavorative, risultano essere 16.361 (15.300 giorni e 1.061 ore di assenza), mentre per lo stesso periodo i “giustificativi” attestanti la presenza sono 296 giorni di presenza (2.128 ore).

Per lo stesso periodo del 2016 le giornate di assenza calcolate secondo la medesima procedura risultano essere 16.936 (15.718 + 8.770 ore di assenza), ma per lo stesso periodo i giustificativi di presenza sono pari a giorni 1.234 (8.888 ore).

Il saldo puro è di 575 giorni per i sei mesi, corrispondenti a circa 4,5 unità lavorative di differenza su base annuale.  Quindi considerando anche la differenza tra i giustificativi di presenza che sono quantificati in giorni 938 a favore del secondo semestre 2016 (1.234 – 296), i valori negativi calcolati dall’ing. De Simone sono di fatto annullati, evidenziando inoltre un margine di positività differenziale di quel semestre luglio – dicembre 2016 e una maggiore presenza “virtuale” pari a circa 3 unità lavorative.

Tra i “giustificativi” e cioè le giornate di assenza non retribuite e gli eventi previsti per legge sono compresi: la formazione per il personale, che è passata dalle 300 ore effettuare nel secondo semestre 2015 alle 800 ore nel secondo semestre 2016; gli eventi elettorali e il referendum di dicembre 2016, che hanno determinato un sensibile aumento di assenze per i riposi compensativi derivanti dal maggiore orario di servizio oltre la  norma (287 giorni nel 2015 e 526 nel 2016); i giorni di assenza per recupero di maggiori prestazioni di lavoro straordinario non retribuito; congedi parentali non retribuiti (oltre 200 giorni sia nel primo che nel secondo semestre); interdizione anticipata a seguito provvedimento giudiziario (nel secondo semestre 2016); infortuni sul lavoro (71 giorni nel 2015 e 271 nel 2016), gravi infermità, lutto (70gg. nel 2015 e 80 nel 2016) ), ricoveri ospedalieri (56 gg. nel 2015 e 135 nel 2016). Con questi valori, la percentuale di assenze che ne deriverebbe non sarebbe da record “negativo”, ma darebbe, nel confronto, valori positivi.

 Ma ci sono altri importanti aspetti da considerare, utili ai fini di una valutazione più significativa del fenomeno considerato. Negli studi sull’assenteismo, tra i motivi per cui un dipendente si assenta dal lavoro senza che vi sia un effettivo malessere fisico viene considerata, come causa, il fenomeno del sovraccarico di lavoro, che provoca per il dipendente stress e problemi di salute. Ma, si potrebbe chiedere, è questa la situazione che ricorre nel Comune di Latina?

Attualmente il Comune di Latina presenta una carenza di organico di circa 350 persone (rispetto all’organico previsto dal Commissario Barbato la carenza di personale ammonterebbe a 500 unità). Tale dato mostra il suo grave carattere patologico se si confronta con il dato medio di altre città (osservati n. 17 Comuni con popolazione poco superiore o inferiore ai 125.000 abitanti): la media, in questi Comuni dà un rapporto dipendenti comunali in servizio rispetto alla popolazione residente pari a 1 dipendente ogni 140 abitanti, mentre nel Comune di Latina tale rapporto è pari a 1 dipendente ogni 249 abitanti.

Il rapporto derivante dalla media dei 17 Comuni esaminati, l’organico del Comune di Latina dovrebbe essere di 892 unità rispetto alle attuali 5016 ( – 376 unità).

Pertanto, ogni dipendente del Comune di Latina deve prestare servizi a circa il doppio dei dipendenti degli altri Comuni. Sono credibili, dati questi rapporti e le condizioni operative che ne conseguono, situazioni di stress? Penso che la risposta sia affermativa.

Tralascio di considerare la significatività delle tabelle proposte e i calcoli dei presunti costi del presunto assenteismo, ai quali potrei contrapporre il risparmio “forzato” derivante dalla mancata spesa delle retribuzioni delle oltre 380 unità mancanti (spesa media dipendente € 21.960 x 380 =  8.344.800 annui), che rappresentano di per sé un valore aggiuntivo in termini di produttività indotta.

Penso non abbia senso, allo stato, proiettare queste previsioni nell’arco dell’intero mandato.

Viceversa, sono motivi che riducono potenzialmente le assenze e quindi l’assenteismo condizioni e ambienti di lavoro soddisfacenti e motivanti (e qui ci sono ancora carenza “storiche” sulle quali occorrerà intervenire, compatibilmente con le risorse disponibili), la formazione e la mobilità interna.

Il problema della motivazione è tenuto in alta considerazione da questo assessorato che, pur tra notevoli difficoltà e scarsità di mezzi, sta attuando interventi finalizzati al miglioramento della motivazione individuale, la valorizzazione delle professionalità e il miglioramento del clima organizzativo.

Sulla formazione (le cui assenze non sono da considerare ai fini dell’assenteismo), nel semestre considerato (giugno – dicembre 2016), sono state effettuate per i dipendenti 800 ore di formazione, rispetto alle 300 ore del 2015. E’ in corso la definizione del piano di formazione per il 2017 per confermare e possibilmente migliorare tale trend.

Sulla mobilità è stata effettuata nei mesi scorsi una mappatura di tutto il personale dipendente, che ha consentito, tra l’altro, di avviare un processo di mobilità interna per una migliore collocazione del personale in base alle capacità, professionalità e attitudini possedute, rispondendo in tal modo anche al problema della motivazione del personale.

 L’ingegnere Massimo de Simone, che ringrazio per il suo prezioso contributo, ha sollevato un problema reale, al quale ho cercato di rispondere con queste mie note, cercando anche di rappresentare la situazione ”reale” nella quale si trova ad operare il Comune di Latina (che in questa sede non tiene conto dei vari problemi “storici”che attengono il sistema informatico, la situazione delle strutture degli uffici e del bilancio).

 

                                                                           Antonio Costanzo

                                                         Assessore alla Organizzazione, Personale,

                  Semplificazione, Controllo di gestione, Servizi Demografici, Sistema informatico

 

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