Scuola di Borgo Carso, Marchiella: “Modalità e tempi sbagliati, il Vescovo andava chiamato in causa subito, e non al telefono”

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Andrea Marchiella

Resta in primo piano la vicenda della scuola di Borgo Carso. Dopo l’approvazione, ieri, dell’ordine del giorno con il quale il Consiglio comunale di Latina, sulla base del disagio e della preoccupazione manifestati dai genitori dei bambini, ha impegnato sindaco e giunta a trovare nei limiti temporali e procedurali la forma più idonea di gestione che possa garantire il regolare svolgimento dell’anno scolastico 2017/2018, compresa la valutazione e l’opportunità della gestione attraverso una nuova congregazione, nell’interesse della collettività, il consigliere Andrea Marchiella si è visto costretto ad intervenire nuovamente.

La delicata situazione riguarda la scuola dell’infanzia del borgo: “Il plesso comunale – spiega il consigliere di Fratelli d’Italia – è destinato alla statalizzazione da un’apposita delibera di Giunta, dopo la rinuncia alla gestione da parte delle Suore Adoratrici Preziosissimo Sangue. Di tale argomento si è parlato nella seduta odierna della commissione Cultura e Scuola, alla presenza dei genitori già intervenuti la mattina scorsa in aula consiliare per protestare contro l’ipotesi di restyling pubblico profilatasi per l’istituto. Il presidente della Commissione, Fabio D’Achille, ha annunciato i contenuti del colloquio telefonico avvenuto tra il sindaco Coletta ed il Vescovo, monsignor Mariano Crociata (ieri in Consiglio il sindaco aveva detto che avrebbe avuto un incontro nel pomeriggio con il Vescovo, ma la questione evidentemente si è risolta con una telefonata, ndr)”.

Al momento una nuova congregazione potrebbe subentrare nella gestione della struttura di Borgo Carso, ma i tempi sono strettissimi, considerando che il 5 febbraio scadono i termini per le iscrizioni. La lettera di disdetta delle suore sarebbe stata acquisita dal Comune il 28 dicembre scorso. Nonostante la richiesta dei genitori di assicurare la gestione ad un ordine religioso, l’amministrazione in questo mese avrebbe invece spianato la strada verso la statalizzazione.

Marchiella manifesta delle perplessità su come è stata affrontata la vicenda: “Faccio notare innanzitutto che le famiglie non hanno compiuto alcun blitz ma sono state espressamente invitate a partecipare dal sottoscritto, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Sempre a proposito di quanto accaduto in aula, voglio ricordare di aver chiesto al sindaco di intervenire durante i lavori della Commissione: dispiace che invece abbia delegato il presidente per fornire un resoconto della sua telefonata con monsignor Mariano Crociata. Considerando anche l’assenza dell’assessore Antonella Di Muro, mi chiedo a chi spetterà il compito di gestire questa delicata vicenda, garantendo delle risposte concrete a tanti cittadini e ai loro figli. Mi riferisco al diritto ad avere scuole ecclesiali sul territorio, sancito dalla Costituzione, e sottolineo l’importanza di un secondo iter che andava da subito affiancato a quello attivato per la statalizzazione della scuola”.

Secondo Marchiella, una volta appreso della rinuncia da parte delle Suore Adoratrici Preziosissimo Sangue, il Comune avrebbe dovuto agire con tempi e modalità ben diversi: “Bisognava attivare gli uffici di competenza e inviare subito una comunicazione al Vescovo, allo scopo di individuare con Lui una soluzione, senza ridursi all’ultimo istante con una semplice telefonata fatta la sera scorsa. In questi casi è d’obbligo per l’Amministrazione svolgere un ruolo di mediazione con l’istituzione religiosa, che non è stata messa nelle condizioni di intervenire nei tempi giusti. Personalmente ringrazio Monsignor Crociata per essersi adoperato immediatamente nel tentativo di individuare un’altra congregazione in grado di occuparsi della gestione del plesso: sono convinto che se l’avessero avvisato prima avremmo scongiurato tali conseguenze. Alla luce di quanto accaduto, e per evitare eventuali, futuri disagi, propongo di avviare una sorta di censimento sulle scuole del territorio mirato ad una programmazione in grado di prevenire spiacevoli imprevisti come quello di Borgo Carso”.

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