Latina, statalizzazione scuola di Borgo Carso. Verità allo specchio

Damiano Coletta

Il sindaco di Latina Damiano Coletta non ci sta alle polemiche emerse in questi giorni sulla statalizzazione della scuola Innocenti di Borgo Carso attivata dal Comune a seguito della disdetta, per il prossimo anno, delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore. “Abbiamo solo predisposto il piano B”, si giustifica il primo cittadino.

La vicenda

Come è noto, i genitori dei bambini della scuola d’infanzia gestita dall’ordine religioso, vista la disponibilità di un’altra congregazione a prendersi carico della Innocenti, hanno manifestato all’amministrazione comunale il proprio gradimento a che le attività scolastiche fossero continuate ad essere svolte da un ordine religioso piuttosto che dallo Stato. Dopo i primi contatti tra i genitori e l’assessorato competente che ha subito mostrato determinazione nel risolvere il caso con la statalizzazione, la protesta dei genitori è arrivata in aula consiliare giovedì scorso. Dopo un tormentato dibattito, sollevato dall’opposizione attraverso la presentazione di uno specifico ordine del giorno per impegnare sindaco e giunta a prendere in considerazione la possibilità che altra congregazione subentrasse alle suore Francescane (ordine del giorno poi approvato all’unanimità dopo una serie di ritocchi), Coletta seduta stante aveva anche preannunciato un incontro con il Vescovo sull’argomento che avrebbe avuto luogo nel pomeriggio dello stesso giorno. Ma la mattina seguente, ieri, venerdì 27 gennaio in commissione Cultura le novità: non più un incontro con il vescovo da parte del sindaco, ma una telefonata durante la quale monsignor Crociata avrebbe riferito che i tempi erano strettissimi e che comunque avrebbe fatto sapere quanto prima se la strada era percorribile; una delibera di giunta già confezionata per la statalizzazione della scuola. Apriti cielo. L’atto dell’esecutivo è stato visto come la conferma della decisione a statalizzare, nonostante l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno avvenuta qualche ora prima e le parole possibiliste del vescovo pronunciate probabilmente mentre era in corso la seduta di giunta. Una tempistica a “tradimento”: sebbene la scadenza delle iscrizioni è fissata al 6 febbraio scorso, la disdetta delle suore è avvenuta il 28 dicembre e dal 28 dicembre al 26 febbraio l’amministrazione non avrebbe mosso un dito per soddisfare la richiesta dei genitori. A farsi portavoce del malcontento, ieri stesso, è stato il consigliere Andrea Marchiella, evidenziando “modalità e tempi sbagliati” dell’amministrazione a gestire la vicenda: “Il vescovo andava chiamato subito”, ha detto. E non sono mancate polemiche al vetriolo, del tipo: l’amministrazione vuole statalizzare la scuola e basta (il consigliere Laura Perazzotti, del resto, in Consiglio comunale, ha detto che lo Stato è in grado benissimo di portare avanti la scuola) solo che “sindaco&co” non hanno avuto il coraggio di affermarlo davanti ai genitori è allora mentre approvavano l’ordine del giorno presentato dall’opposizione pianificavano la deliberazione per la statalizzazione (deliberazione che comunque non è stata ancora pubblicata all’albo pretorio). Insomma, quanto basta per spingere il sindaco a fornire la sua versione dei fatti con una nota stampa inviata nel pomeriggio di oggi dall’ente di piazza del Popolo.

Le precisazioni del sindaco      

“In merito alla vicenda della scuola di Borgo Carso è opportuno fare alcuni chiarimenti. La comunicazione della rinuncia da parte della Congregazione di Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore a gestire la scuola dell’infanzia di Borgo Carso a partire dalla prossima stagione scolastica è avvenuta solo di recente, per l’esattezza in data 28 dicembre 2016. Da quel momento gli uffici dell’Amministrazione Comunale hanno immediatamente attivato le procedure per la statalizzazione della scuola stessa, in considerazione dell’imminente scadenza del 6 febbraio che è il termine ultimo per effettuare le iscrizioni per l’anno scolastico 2017-2018. Questa tempistica così stringente ci ha posto di fronte al rischio di non poter garantire il proseguimento dell’attività scolastica per la comunità di Borgo Carso”. Il sindaco Damiano Coletta – si legge sul comunicato stampa, oltre alle parole del primo cittadino – torna sul caso della scuola dell’infanzia Sant’Innocenti per chiarirne alcuni aspetti a fronte della protesta dei genitori dei bambini iscritti alla materna, sfociata in Consiglio Comunale e nella Commissione Cultura e Scuola tenuta ieri mattina.

“Ho parlato con il Vescovo monsignor Mariano Crociata – continua Coletta ripercorrendo gli ultimi passaggi della vicenda – il quale mi ha comunicato che il ricorso ad una eventuale nuova Congregazione non è materialmente praticabile entro il 6 febbraio, il che rende ancora più concreto il rischio che il Borgo resti scoperto dell’ordine della scuola dell’infanzia. Un rischio che può essere scongiurato con l’avvio del percorso di statalizzazione e l’acquisizione della scuola da parte dell’Istituto comprensivo Prampolini, già presente nel Borgo con l’ordine di scuola primaria. Lunedì incontrerò alcuni rappresentanti della comunità di Borgo Carso e ascolterò le loro istanze, come peraltro è già stato fatto dall’assessore Antonella Di Muro”.

Va sottolineato inoltre – si legge ancora nella nota il fatto istituzionale e amministrativo dell’attivazione degli enti preposti (Miur) affinché si possa garantire il regolare svolgimento delle attività scolastiche che prevedono il reclutamento del personale insegnante e Ata.

“Va precisato che in questo momento – conclude Coletta – si sta offrendo l’alternativa di una scuola statale con insegnanti qualificati e titolati, a garanzia e a salvaguardia della comunità”.

 L’impegno del Vescovo

“Ho parlato con il Vescovo monsignor Mariano Crociata – si legge nel comunicato del sindaco appena riportato integralmente – il quale mi ha comunicato che il ricorso ad una eventuale nuova Congregazione non è materialmente praticabile entro il 6 febbraio, il che rende ancora più concreto il rischio che il Borgo resti scoperto dell’ordine della scuola dell’infanzia…”. L’ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi, da noi contattato telefonicamente nel pomeriggio di oggi, in merito alla vicenda di Borgo Carso ha riferito che il Vescovo sta facendo il possibile per trovare la conferma della disponibilità di un’altra congregazione per la gestione della scuola Innocenti nonostante i tempi stretti. Dunque, il “non materialmente praticabile” appare una considerazione del sindaco piuttosto che le parole del Vescovo. Altra cosa è il piano B e la necessità da parte dell’amministrazione di predisporre atti per la statalizzazione dell’Innocenti.

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