Latina, un’idea prima dello Spezia: oltre a Zivec il romanista Soleri

Insolita vigilia quella vissuta dai nerazzurri prima del delicato appuntamento del “Picco”. Lo si è capito già al momento di partire per La Spezia, quando dal Francioni si sono allontanati verso direzioni diverse il pullman che trasportava la squadra e l’auto sulla quale viaggiava Gilberto. Il brasiliano ha infatti salutato i suoi compagni, vista la nuova destinazione “carioca” decisa dalla sua Fiorentina. Quella dell’esterno è stata l’ennesima partenza in casa pontina, alla quale si è aggiunto il saluto di un altro non inserito nella lista dei convocati: il discusso Boakye, dirottato in prestito alla Stella Rossa di Belgrado. Ci sono comunque altri movimenti che tendono a spostare le attenzioni dalla trasferta ligure. E questa volta riguardano le entrate, per fortuna. Anche perché per la sfida agli uomini di Di Carlo mister Vivarini si è ritrovato con due sole punte “pure”, i sopravvissuti Corvia e Regolanti.

 

UN ARIETE GIALLOROSSO E UN ESTERNO DALLA POLONIA

Sembra cosa fatta l’ingaggio dello sloveno Sasa Zivec, esterno sinistro di 25 anni militante nel Piast Gliwice, serie A polacca. Si tratta di un brevilineo con attitudini da centrocampista, bravo a saltare l’uomo e a garantire corsa e qualità sulla fascia. Ancora più sicuro l’ingaggio di un pupillo di Vivarini, quel Cristian Buonaiuto già avuto ad Aprilia e a Teramo dal mister abruzzese. Finito ai margini in quel di Perugia, il trequartista ha origini terracinesi e tanta voglia di rilanciarsi in una serie cadetta che raramente lo ha visto protagonista. Il nome veramente pesante riguarda però il vivaio giallorosso: è l’ariete della Primavera Edoardo Soleri, classe ’97. Non è escluso che un possibile trasferimento di D’Urso possa aprire al centravanti le porte del Francioni.

 

IL ROMANO CON TRASCORSI BRASILIANI

A dispetto della giovane età, Soleri vanta già una storia di globe trotter. Figlio di un dirigente della Tim abituato a continui spostamenti in giro per il mondo, il quasi ventenne è nato nella Capitale ma all’età di tre mesi si è ritrovato ad abitare in Argentina e pochi anni dopo si è trasferito con la famiglia a San Paolo, in Brasile. Lì ha iniziato a tirare i primi calci al pallone, per poi fare ritorno in Italia e ricominciare a Tor di Quinto. A quel punto lo ha preso di mira la Roma e gli insegnamenti di quotati allenatori come Baronio, Muzzi e De Rossi hanno fatto il resto. Le sue prime apparizioni in campo sono state da centrocampista centrale, vista la notevole stazza, la buona visione di gioco e l’ottima tecnica. Poi Muzzi lo ha trasformato in punta centrale e i risultati non si sono fatti attendere. Ora la Roma vorrebbe lanciarlo nel panorama professionistico: sarà Latina il suo trampolino di lancio?

 

VIVARINI LANCIA L’ALLARME SPEZIA: “GUAI A DISTRARSI!”

Per la spedizione al “Picco” mister Vivarini si affiderà allo stesso undici schierato con il Verona, ma non sarà solo la consistenza degli avversari a preoccupare il tecnico: “E’ stata una settimana particolare, con diversi saluti e diversi problemi. Ho cercato di richiamare l’attenzione sulla partita con lo Spezia, avversario di grande caratura che contro di noi farà di tutto per riscattarsi. Conto comunque sui ragazzi eccezionali di cui dispongo: abbiamo lavorato molto sullo spirito giusto con cui approcciare la partita, consapevoli che ci attende una gara molto simile tatticamente a quella giocata con il Verona. La differenza è che sull’aspetto delle motivazioni non troveremo lo stesso avversario”.

 

FRECCIATA AL FROSINONE: “NON AVREMO MAI LO STESSO TRATTAMENTO”

Il mister è stato tirato in ballo sulla questione dei tre giorni di riposo in più che avrà sulle gambe il Frosinone in ottica derby. La sua risposta è stata ironica e per certi versi provocatoria: “I tifosi devono rendersi conto che noi trattamenti come quelli che riceve il Frosinone non li riceviamo mai, per tanti aspetti. Dobbiamo pensare solo a far valere le nostre qualità sul campo e se Marino dice di voler vincere vorrà dire che noi siamo qui per perdere!”.

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