Sabaudia, la generosità si misura in arte: due nuove opere donate alla città

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Il palazzo comunale di Sabaudia si è arricchito di due nuove ed importanti opere d’arte, grazie alla generosità dell’artista Antonia Di Giulio e di Lucia e Tony Mureddu.

La cerimonia è prevista per il prossimo 9 febbraio alle ore 11,30, alla presenza del commissario Antonio Quarto e del segretario generale dell’Ente Claudia Tarascio. Le due opere andranno ad implementare la bella collezione d’arte moderna, creata, grazie alla rassegna “Segni e forme”, ideata da Daniela Carfagna, che dal 1996, rende vitale gli spazi espositivi del municipio ed ha consentito dal 2011 la mostra permanente, realizzata nei corridoi e nelle stanze del palazzo.

I due nuovi pezzi sono un quadro in acrilico su tela di grandi dimensioni dal titolo “21 aprile 1910”, realizzato da Antonia Di Giulio nel 1996 (l’artista è nata a Sabaudia e vive e lavora a Roma) e un arazzo tessuto a mano e colorato con erbe locali della tradizione di Sarule, un comune della Barbagia, donata ad Antonio Mureddu e Lucia Masciola, in occasione della cerimonia di inaugurazione della sala della musica “I Giovani Angeli” dedicata al loro figlio Cosimo e realizzata nel Comune di Sarule in Sardegna, che ora passa alla comunità di Sabaudia affinché simbolicamente rappresenti un ponte fra le due città, in memoria di tutti i ragazzi scomparsi prematuramente.

Antonia Di Giulio

L’artista Antonia Di Giulio è stata allieva di Paolo Cotani, i suoi primi lavori risalgono alla fine degli anni ‘70 e trovano ispirazione nel mondo concettuale e nel minimalismo. La ricerca sul colore bianco è una caratteristica costante delle opere di quel periodo. Nei primi anni ‘80, restando fedele alla pittura-pittura, crea opere di grande formato, per lo più bianche con accenni di colore, argenti, grigi, celesti etc. Nel 1988 è a New York ospite della pittrice Natalie Edgar e del marito, lo scultore Philip Pavia, pioniere negli Stati Uniti dell’avanguardia astratta.

Pavia fu uno dei fondatori del Club, un gruppo di artisti, scrittori e intellettuali come William de Kooning, Barnett Newman, Robert Motherwell e Leo Castelli; artefice delle conferenze organizzate dal Club e dalla rivista IT IS a cui parteciparono Hannah Arendt, Joseph Campbell e John Cage. Sempre a New York Ralph Gibson la ritrae per la sua opera di “New York from the italian series” che esce pubblicata su Darkroom Photography, May 1990. L’incontro con Mario Schifano è del 1990. Nasce una grande e profonda amicizia e una vitale collaborazione artistica. La fotografia è il mezzo naturale di questo scambio artistico. In questa fase della sua espressività, scrive Ludovico Pratesi, “alla naturale inclinazione per un’epoca ricca e raffinata in cui trionfava il gusto per l’eccesso e l’esuberanza, la Di Giulio ha unito l’immagine fotografica della ‘signora’, un autoritratto fotografico in bianco e nero realizzato da Mario Schifano ove l’artista compare in atteggiamento provocatorio scanzonato, accentuato dall’abito settecentesco, che conferisce un tocco teatrale al suo “apparire” al cospetto dello spettatore”. Achille Bonito Oliva afferma: “la Di Giulio è la duchessa di Valmont della pittura italiana, interpreta la pittura come un genere che va indossato, utilizza e mette in scena la parola verità, veritas dal latino; indica non ciò che è lampante ma ciò che è nascosto: la pittura diventa quindi un transito dal coperto all’esibito”. Siamo nel 2000 e la mostra è “Opere recenti” all’Accademia di Romania.

Nel 2002 a New York incontra di nuovo Ralph Gibson che le dedica la seconda serie di ritratti. Nella stessa mostra Maria Teresa Benedetti scrive che “la serie di fotografie scattate da Mario Schifano, nella ricchezza dei travestimenti ora giocosi, ora allusivi, ora inquieti racconta di un gioco di complicità, di una volontà comune ai due artisti di ampliare l’esperienza, alla ricerca di un punto d’incontro tra apparenza e significato.”

Il lavoro artistico si evolve, e la ricerca di Antonia Di Giulio si rivolge in seguito a esplorare un mondo più interiore; le superfici diventano quasi dei monocromi e il silenzio sembra essere l’elemento principale del suo linguaggio espressivo. “La duchessa della pittura, dismessi gli orpelli e le ridondanze barocche, s’inoltra sull’impervio sentiero dell’interiorizzazione e del silenzio. Abbandonati i cromatismi delle opere degli anni ’90, s’immerge nell’assenza del colore, nell’asciuttezza delle forme, nel silenzio profondo che viene turbato solo dall’eco dei pensieri”, scrive Elio Rumma

Oggi la pittura di Antonia Di Giulio continua nel suo ricercare, in maturo equilibrio tra energia e delicatezza.

Antonio Mureddu e Lucia Masciola

Antonio Mureddu e Lucia Masciola sono i genitori di Cosimo, prematuramente scomparso nel 2004. Da quando avvenne la tragedia, sono stati protagonisti di tanti gesti generosissimi che hanno trasformato il loro dolore in amore incondizionato verso tutti i ragazzi e la sala della musica ne rappresenta solo l’ultimo esempio.

Ricordiamo infatti la realizzazione del viale dei Giovani Angeli nel cuore del centro cittadino di Sabaudia con la scultura dedicata a tutti i ragazzi saliti in cielo, l’impianto di climatizzazione della chiesa di Sant’Isidoro, il parco giochi donato alla Parrocchia, solo per citare alcuni interventi.

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