Terracina sito di prevenzione dei rifiuti marini: la proposta di Legambiente a Bruxelles

Legambiente presenta al parlamento europeo i dati sui rifiuti del mare e delle spiagge italiane e della città di Terracina. Il circolo di Terracina è presente con i dati raccolti sulle acque e sulle spiagge e i fondali di Terracina in occasione delle campagne “goletta verde 2016”, “beach litter 2016”, “spiagge e fondali puliti 2016” e del progetto europeo “marine litter watch month 2016” e promuove Terracina a sito sperimentale per l’attuazione della strategia europea sulla prevenzione e riduzione dei rifiuti marini.

Il 1° febbraio scorso Legambiente in collaborazione con kyoto club ha presentato al parlamento europeo a Bruxelles i dati del monitoraggio scientifico sui macro e micro rifiuti galleggianti e spiaggiati, frutto dello studio condotto congiuntamente da Legambiente ed Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, tutti corredati dalla analisi della tipologia delle plastiche recuperate.

Le soluzioni possibili

L’iniziativa europea si è posta l’obiettivo di sollecitare la ricerca di soluzioni per il possibile recupero del materiale disperso, e stimolare azioni e politiche di prevenzione a partire dall’attuazione delle misure previste per l’economia circolare. Ai lavori, aperti dall’onorevole Simona Bonafè, e coordinati da Francesco Ferrante di Kyoto club, hanno partecipato l’onorevole Marco Affronte della commissione pesca, Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente nazionale, Loris Pietrelli, Enea, Nicolas Kalogerakis, technical university of crete, Matjaz Malgaj, head of unit of marine environment and water industry, Francesco degli Innocenti, environmental affair novamont e michel loubry, regional director, west region, plasticseurope.

Il 97% è plastica

L’impatto economico dei rifiuti nei mari di tutto il mondo è di 8 miliardi di euro l’anno. È questa la stima del rapporto 2016 “marine litter vital graphics” dell’unep (united nations environment programme) e grid-arendal. Per la sola pulizia di tutte le spiagge dell’unione europea la spesa è di 411,75 milioni di euro, mentre l’impatto sul settore della pesca in Europa è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro. Nei mari italiani ogni kmq si trovano 58 rifiuti e nel mar tirreno ben 62. Il 96% di questi rifiuti è costituito da plastica: al primo posto le buste (16%), a seguire teli (10%), reti e lenze (4%), frammenti di polistirolo (3%), bottiglie (3%), tappi e coperchi (3%), stoviglie (2%), assorbenti igienici (2%) e cassette di polistirolo intere o in frammenti (2%). Le principali fonti dei rifiuti galleggianti sono la cattiva gestione dei rifiuti urbani e dei reflui civili oltre che l’abbandono consapevole (29%) e le attività produttive, tra cui pesca, agricoltura, industria (20%). Il 46% dei rifiuti da attività produttive deriva dal settore della pesca (reti, lenze, cassette di polistirolo intere e frammentate). Tra i dati presentati a livello europeo ci sono anche quelli relativi al mare e alle spiagge di Terracina collezionati in occasione di goletta verde 2016 e quelli raccolti e forniti dal circolo di Terracina in occasione delle campagne beach litter 2016  https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/05/26/la-spiaggia-di-levante-di-terracina-tra-i-5-siti-del-lazio-per-lindagine-scientifica-beach-litter-2015-di-legambiente/   del maggio scorso, spiagge e fondali puliti 2016  e marine litter watch month 2016 dell’ottobre scorso, nell’ambito di un progetto europeo in cui Terracina compare tre le 5 spiagge italiane e le 75 spiagge europee monitorate dalla ue https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/10/13/terracina-diventa-una-delle-5-spiagge-italiane-e-una-delle-75-spiagge-europee-monitorate-dal-17-settembre-al-16-ottobre-dal-marine-litter-watch-month-alla-sua-prima-edizione-promossa-dall/. Nell’applicazione software predisposta da Legambiente in collaborazione con Esri Italia raggiungibile al sito https://www.legambiente.it/marinelitter/?lang=eng è possibile visionare le spiagge sottoposte a monitoraggio tra cui quella di levante di Terracina (corredata di scheda e foto).

Il mancato riciclo dei rifiuti

“Purtroppo, la cattiva gestione dei rifiuti a monte resta la principale causa del fenomeno e la plastica costituisce il 97% dei rifiuti galleggianti in mare. Al tempo stesso i nostri dati evidenziano come buona parte dei rifiuti che troviamo negli ambienti costieri e marini siano formati nella maggior parte dalla plastica, scomposta in micro-particelle e per questo ancora più dannosa, mentre potrebbero essere riciclati”– afferma Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente che ha partecipato ai lavori. “Il pacchetto della economia circolare e i nuovi importanti obiettivi fissati nell’ultimo passaggio in commissione ambiente giocano un ruolo importantissimo anche nella riduzione del marine litter – ricorda Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto club e promotore della legge italiana sulla messa al bando dei sacchetti non compostabili. Con una seria politica di prevenzione e riduzione dei rifiuti, a partire dalla plastica, l’utilizzo di un unico standard di valutazione, l’aumento del riciclaggio dei rifiuti e del packaging, la riduzione e l’eliminazione delle discariche, si avrebbe la massima riduzione del marine litter”.

Terracina in prima fila per la prevenzione

“Grazie a Legambiente, Terracina è in prima fila per diventare un centro di osservazione e di sperimentazione importante a livello nazionale ed europeo per l’attuazione della direttiva marine strategy e per il monitoraggio, la prevenzione e la riduzione dei rifiuti marini. Il circolo di Terracina, dopo la partecipazione attiva alle campagne goletta verde 2016, beach litter 2016, spiagge e fondali puliti 2016, e marine litter watch month 2016 e l’apprezzamento avuto sia a livello europeo, con la scelta da parte della agenzia europea per l’ambiente della città come sito di calegambienteTerracinampionamento e classificazione dei rifiuti marini e spiaggiati, che a livello nazionale, con le proposte sul monitoraggio dei rifiuti sui fondali dei sic marini di Terracina accolte ed estese dalla regione Lazio a tutti i sic del Lazio,  rilancia il ruolo centrale che Terracina può e deve avere come sito per la sperimentazione delle politiche di prevenzione e monitoraggio dei rifiuti marini e su spiaggia e per l’attuazione completa della direttiva marine strategy, l’importante direttiva comunitaria che, basandosi su un approccio integrato, si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’unione europea ponendo agli stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (ges, “good environmental status”) per le proprie acque marine, un obiettivo importante non solo dal punto di vista ambientale ma anche per lo sviluppo turistico sostenibile della città di mare” – ha aggiunto Gabriele Subiaco, vicepresidente e responsabile scientifico del circolo.

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